{"id":14527,"date":"2023-09-01T15:39:34","date_gmt":"2023-09-01T13:39:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=14527"},"modified":"2023-09-01T15:39:34","modified_gmt":"2023-09-01T13:39:34","slug":"brianza-e-lecco-un-mercato-del-lavoro-in-crescita-e-il-confronto-con-il-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=14527","title":{"rendered":"Brianza e Lecco: un mercato del lavoro in crescita e il confronto con il Governo"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Alla ripresa dell\u2019attivit\u00e0 produttiva e in vista delle prossime scelte politiche dell\u2019Esecutivo Meloni, la Cisl Monza Brianza Lecco, per voce del suo Segretario Generale Mirco Scaccabarozzi, fissa l\u2019attenzione sulle dinamiche territoriali del Mercato del lavoro e rilancia le sue proposte su temi centrali quali partecipazione, lavoro povero, salario minimo, politiche attive del lavoro, riforma previdenziale, sanit\u00e0 territoriale e formazione.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ANDAMENTO DEL MERCATO DEL LAVORO SUL TERRITORIO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il mercato del lavoro in Brianza<br \/>\n<\/strong>Sulla scorta dei dati Anpal, sul territorio brianzolo le entrate previste nel periodo agosto-ottobre veleggiano attorno alle 19.080 unit\u00e0 di personale, con un saldo attivo di 660 unit\u00e0 rispetto al medesimo trimestre dell\u2019anno precedente. Si stima al 71% il personale impiegato nel settore dei servizi (in partic. Commercio 2760; Servizi di alloggio e ristorazione; servizi turistici 2060; Servizi alle imprese 1850; Servizi alle persone 4220; Servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio 1780) e quasi il 30% quello impiegato nell\u2019industria. Le entrate previste si concentreranno per oltre il 50% nelle imprese con meno di 50 dipendenti e per una quota attorno al 30% le imprese prevedono di assumere personale immigrato. Nondimeno il dato pi\u00f9 eclatante che le statistiche del Sistema Informativo Excelsior mettono in luce \u00e8 la percentuale sempre pi\u00f9 elevata di candidati che risultano difficili da reperire. In oltre 50 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficolt\u00e0 a trovare i profili desiderati. In aumento le opportunit\u00e0 lavorative per i candidati di genere femminile.<\/p>\n<div>\n<p class=\"Standard\"><strong>Il mercato del lavoro lecchese<br \/>\n<\/strong>Per quanto riguarda il territorio lecchese, i dati Anpal prevedono nel periodo agosto-ottobre di quest&#8217;anno 6.970 nuove entrate, 140 unit\u00e0 in pi\u00f9 rispetto al dato dell&#8217;anno precedente in prevalenza nel settore dei servizi (circa il 54% di cui 790 nel Commercio, 810 nei Servizi di alloggio, ristorazione e servizi turistici, 760 nei servizi alle imprese; 1620 nei Servizi alle persone. Il restante 43% verr\u00e0 impiegato nell\u2019industria (in partic. Industria manifatturiera e Public utilities 2.990; Costruzioni 489). Anche qui le entrate previste si concentreranno prevalentemente nelle imprese con meno di 50 dipendenti (60%). Il 30% le imprese prevedono di assumere personale immigrato. Permane anche in territorio lecchese la difficolt\u00e0 \u00a0da parte delle imprese nel reperire le figure professionali necessarie (in circa 60 casi su 100) e l&#8217;incremento del personale femminile.<\/p>\n<div>\n<p class=\"Standard\">Su entrambe le province i dati mostrano che il forte aumento dei saldi registrato nel 2023 (ma anche quello del 2022) non \u00e8 solo il frutto della richiesta, da parte del sistema produttivo, di nuova forza lavoro (gli avviamenti del primo trimestre del 2023 sono, infatti, molto simili a quelli dell\u2019anno precedente), ma \u00e8 anche il risultato di un processo diffuso di stabilizzazione del lavoro, che sta caratterizzando il territorio.<br \/>\nNondimeno permane tutta la nostra preoccupazione sul fronte occupazionale, con quasi il 70% delle entrate che saranno a termine, a tempo determinato o con altri contratti con durata predefinita. Quanto a contratti e livello di istruzione, il 2\u00b0 trimestre 2023 evidenzia rispetto al precedente due aspetti connessi (e legati alla stagionalit\u00e0): l\u2019aumento del peso dei contratti a tempo determinato e la quota degli avviamenti con contratto di somministrazione nonch\u00e9 gli ingressi per cui il possesso di un titolo di studio superiore all\u2019obbligo non \u00e8 ritenuto necessario. Tutti elementi di ulteriore preoccupazione per la Cisl poich\u00e9 unitamente alla ridotta qualit\u00e0 dell\u2019occupazione, lo squilibrio fra domanda delle imprese e offerta di lavoro, presente da tempo nel monzese, \u00e8 andato crescendo nell\u2019ultimo triennio; gli aspetti quantitativi (una offerta di neo-diplomati inferiore alle richieste delle imprese) si sono sommati a quelli qualitativi (competenze non sempre adeguate alla necessit\u00e0 delle imprese stesse).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>LA SITUAZIONE POLITICO-SINDACALE<\/strong><\/p>\n<p><strong>La proposta di legge della CISL per la partecipazione dei lavoratori<\/strong><br \/>\nSotto il profilo politico sindacale, crediamo si possa sostenere senza tronfia retorica che con la proposta di legge di iniziativa popolare \u201cPartecipazione al lavoro\u201d, la Cisl abbia assunto coraggiosamente una prospettiva di futuro partendo dalla lettura di una realt\u00e0 che vede la crescita delle disuguaglianze e la perdurante sperequazione tra capitale e lavoro, con quest\u2019ultimo che ha perso, negli ultimi 15 anni, il 9% dell\u2019incidenza sul Pil negli USA e nella UE, del 10% in Asia e del 13% in America latina.<br \/>\nMuovendo da una concezione integralmente personalista ove \u201cal rispetto delle esigenze della persona debbono ordinarsi societ\u00e0 e Stato\u201d, e constatando che \u201cle condizioni attuali del sistema economico non permettono la realizzazione\u201d dello sviluppo della personalit\u00e0 umana \u201cattraverso la giusta soddisfazione dei suoi bisogni materiali, intellettuali e morali, nell\u2019ordine individuale, familiare e sociale\u201d, la Cisl gi\u00e0 nel 1950 reputava \u201cnecessaria la loro trasformazione, in modo da assicurare un migliore impiego delle forze produttrici e una ripartizione pi\u00f9 equa dei frutti della produzione tra i diversi elementi che vi concorrono\u201d, anche attraverso \u201cla partecipazione dei lavoratori alla gestione dell\u2019unit\u00e0 produttiva e la loro immissione nella propriet\u00e0 dei mezzi di produzione\u201d (Statuto confederale Cisl). Ci\u00f2 peraltro in attuazione del dettato costituzionale, che all\u2019articolo 46 modula: \u201cAi fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.\u201d<\/p>\n<p><strong>IL PNRR ESSENZIALE PER LA RIPRESA E LO SVILUPPO DEL PAESE<\/strong><br \/>\nSul piano nazionale la trasformazione non pu\u00f2 che passare attraverso l\u2019ottimizzazione delle opportunit\u00e0 offerte dal Next Generation EU, declinate nel PNRR, che, dopo il calo nell\u2019ultimo decennio della ricchezza del Paese del 5.3% , deve, nonostante il pesante fardello dell\u2019alto debito pubblico, aprire e consolidare una nuova fase di sviluppo, frenando il rilevante calo demografico, emancipando il Paese dalla ventennale condizione di bassa produttivit\u00e0, colmando i divari tra le diverse aree territoriali, offrendo nuovi spazi nel mondo del lavoro a donne e giovani, rafforzando a un tempo proprio sistema di welfare pubblico. Pertanto, se in considerazione dell\u2019attuale situazione economico-finanziaria del Paese condizionata anche dagli esiti incerti del conflitto russo-ucraino, la Cisl ritiene condivisibile intervenire su alcuni aspetti del PNRR in relazione &#8211; ad esempio &#8211; alla revisione dei costi per la realizzazione delle opere previste o all\u2019aumento del costo dell\u2019energia e delle materie prime, al contempo conferma pienamente la validit\u00e0 dell\u2019impianto, delle riforme e degli interventi previsti nelle 6 Missioni e nelle 3 Azioni Trasversali del Piano, di assoluto rilievo per la ripresa e lo sviluppo nel nostro Paese.<\/p>\n<p><strong>IL FISCO<br \/>\n<\/strong>In merito al fisco la Cisl continua ad esprimere la sua radicale contrariet\u00e0 alla flat tax, che profila un fisco penalizzante per i ceti deboli e nega alla radice i principi di equit\u00e0 e progressivit\u00e0. Senza una seria riforma fiscale, verrebbe vanificata la realizzabilit\u00e0 dei contenuti della nostra piattaforma sociale. Pur giudicando positivamente il regime di tassazione agevolata per 13\u00b0 straordinari e premi di produttivit\u00e0, obiettivi da noi perseguiti, ribadiamo il nostro no all\u2019indicazione contenuta nella Legge Delega del Governo per la riforma fiscale, che si orienta verso un\u2019unica aliquota Irpef, elemento di assoluta criticit\u00e0 per il mondo da noi rappresentato, per il quale \u00e8 necessario garantire s\u00ec un processo di semplificazione delle aliquote ma con la garanzia della progressivit\u00e0. Sollecitiamo inoltre, una presenza ai tavoli tecnici che dovranno definire i decreti attuativi.<br \/>\nReputiamo altres\u00ec necessario rilanciare le politiche attive unitamente alle reti di protezione chiamate a migliorare i meccanismi rivolti agli occupabili che non hanno funzionato nel Reddito di Cittadinanza.<\/p>\n<p><strong>LA PREVIDENZA<\/strong><br \/>\nIn merito alla previdenza, inaccettabile \u00e8 l\u2019uscita di Giorgetti al Meeting di Rimini. Se condivisibile il richiamo alla necessit\u00e0 di sostenere, con la prossima manovra, la crescita economica, i redditi dei lavoratori e pensionati, delle famiglie alle prese con il carovita ed un\u2019inflazione che erode il potere di acquisto di salari e pensioni, cresce la nostra preoccupazione quando il ministro si sofferma sul blocco delle regole pensionistiche alla luce della crisi demografica italiana. E ci\u00f2 per pi\u00f9 motivi. Anzitutto di metodo: nel merito \u00e8 aperto un tavolo specifico al Ministero del Lavoro con le parti sociali, dove si cerca di configurare possibili e necessari cambiamenti per un\u2019evoluzione della previdenza italiana nel solco dell\u2019inclusione, della flessibilit\u00e0, nonch\u00e9 di una maggiore sostenibilit\u00e0 sociale. In secondo luogo, respingiamo l\u2019impostazione ragionieristica che continua ad associare le pensioni ad un privilegio, non a un diritto maturato nel lavoro e \u2013 soprattutto \u2013 al principale driver di coesione e continuit\u00e0 intergenerazionale. La corrente denatalit\u00e0 frappone per certo ostacoli a ogni progetto di sviluppo del Paese. Nondimeno occorre essere massimamente chiari. La sostenibilit\u00e0 sociale non \u00e8 il punto di arrivo ma quello di partenza di una inversione di tendenza della crisi demografica. Ed \u00e8 precondizione anche per una nuova sostenibilit\u00e0 economica e finanziaria delle riforme. Le famiglie non cresceranno mai obbligando i giovani a lavorare fino ed oltre i 70 anni, spesso con contratti di lavoro saltuari, flessibili, atipici, che uniti al sistema contributivo comporteranno pensioni da fame. Occorrono investimenti pubblici e privati per alzare i tassi di occupazione giovanile e femminile, orientare gli interventi alla qualit\u00e0 e stabilit\u00e0 del lavoro, introducendo una pensione di garanzia per i giovani falcidiati dal contributivo puro, in modo tale che nessuno possa restare sotto una soglia minima di decenza. Bisogna dare maggiore flessibilit\u00e0 in uscita, mettere in campo una pi\u00f9 forte tutela previdenziale per le donne, per chi svolge lavoro di cura, per i lavoratori impegnati in attivit\u00e0 gravose e usuranti. C\u2019\u00e8 da rafforzare la previdenza complementare e da rilanciare il potere d\u2019acquisto delle pensioni in essere. Sono questi i termini su cui la Cisl sta impostando la trattativa con il Governo. E su questi elementi valuter\u00e0 in Manovra i risultati del negoziato.<\/p>\n<p><strong>LA SANITA&#8217;<br \/>\n<\/strong>Per la sanit\u00e0 si rimettano in campo le risorse del Mes sanitario, 37 miliardi, per riqualificare il sistema-salute sui territori. Intanto continua il nostro confronto con ATS, Asst e Comuni, per avere un quadro completo dell\u2019attivit\u00e0 di implementazione della <em>legge regionale<\/em> 22\/2021 inerente al sistema sanitario e socio-sanitario. Nonostante qualche timido avanzamento quanto alle Case di comunit\u00e0 di Olgiate Molgora, Giussano e Vimercate, alla prova dei fatti permane il nostro giudizio critico, in ragione del permanere di troppe ambiguit\u00e0 e dubbi su come dovrebbero essere riorganizzati la prevenzione, la medicina territoriale, l\u2019assistenza sociosanitaria, il rapporto pubblico e privato. Non possiamo nemmeno sottacere la problematica mancanza nel territorio dell\u2019ATS Brianza dei medici di medicina generale e del personale sanitario, e l\u2019incognita IRCCS legata al nosocomio di Monza.<\/p>\n<p><strong>I SALARI<br \/>\n<\/strong>La relazione comunicata dal Governatore della Banca d\u2019Italia, Visco, lo scorso maggio non ha mancato di mettere in chiaro la questione salari, ulteriormente aggravata dall\u2019inflazione che, come da tempo sottolineato dalla Cisl, invoca la costruzione comune di una nuova ed efficace politica dei redditi fondata sulla centralit\u00e0 delle relazioni sociali e industriali. Si impone cio\u00e8 un accordo triangolare tra Governo, Sindacato e Imprese per agire, senza demagogia, su leve concrete che attraversano il fisco, la contrattazione, il rinnovo di tutti i contratti pubblici e privati, l\u2019incremento e la redistribuzione della produttivit\u00e0, il contrasto alla speculazione, la calmierazione di prezzi e tariffe. A tal proposito, la Cisl reputa ineludibile una norma atta a garantire l\u2019erga omnes ai trattamenti economici complessivi dei contratti nazionali maggiormente applicati, settore per settore, secondo i dati gi\u00e0 in possesso dell\u2019Inps. Per essere pi\u00f9 chiari: guardare ai numeri vuol dire rendersi conto che tra i 930 contratti depositati al CNEL, solo 433 sono effettivamente applicati ad almeno una persona. Tra questi, i 161 siglati da Cisl, Cgil e Uil coprono secondo dati Uniemens oltre il 92% del lavoro regolare, al netto di quello agricolo e domestico. Dunque non esiste un fenomeno \u201cdi massa\u201d riconducibile ai contratti pirata. Infinitamente pi\u00f9 preoccupante \u00e8 il lavoro nero o sommerso, per i quali chiediamo una stretta penale. Solo estendendo i contenuti dei CCNL leader, come peraltro indica per il nostro Paese la Commissione Europea, possiamo garantire retribuzioni adeguate, assicurando il giusto dinamismo alle dinamiche salariali, scongiurando il rischio di uno schiacciamento verso il basso delle retribuzioni medie, come accadrebbe se il quantum fosse imposto dalla Gazzetta ufficiale. L\u2019auspicio \u00e8 che, anche grazie al nuovo Osservatorio anti\u2013inflazione annunciato dalla presidente Meloni, si creino subito le condizioni per arrivare a questo importante obiettivo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Le questioni aperte sono molteplici, ma vanno a nostro avviso affrontate in maniera coordinata, rafforzando gli affidamenti sociali e in vista di un\u2019efficacia autentica, per la Cisl il progetto di sviluppo deve possedere un carattere partecipato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Mirco Scaccabarozzi<br \/>\n<\/em><em>Segretario Generale CISL Monza Brianza Lecco<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla ripresa dell\u2019attivit\u00e0 produttiva e in vista delle prossime scelte politiche dell\u2019Esecutivo Meloni, la Cisl Monza Brianza Lecco, per voce del suo Segretario Generale Mirco Scaccabarozzi, fissa l\u2019attenzione sulle dinamiche territoriali del Mercato del lavoro e rilancia le sue proposte su temi centrali quali partecipazione, lavoro povero, salario minimo, politiche attive del lavoro, riforma previdenziale, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":14536,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-14527","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"czr-hentry"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14527","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14527"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14527\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14535,"href":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14527\/revisions\/14535"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/14536"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14527"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14527"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14527"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}