{"id":17966,"date":"2025-03-25T16:03:35","date_gmt":"2025-03-25T15:03:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=17966"},"modified":"2025-03-25T16:03:38","modified_gmt":"2025-03-25T15:03:38","slug":"lavoratori-dei-trasporti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=17966","title":{"rendered":"LAVORATORI DEI TRASPORTI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><strong>Bassi stipendi, timori per le aggressioni, turni usuranti: La voce di tranvieri, autisti, ferrovieri, corrieri in una ricerca della FIT CISL Lombardia.\u00a0<\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Salari insoddisfacenti, turni pesanti, preoccupazioni per la sicurezza, timori per l\u2019intelligenza artificiale, voglia di contare di pi\u00f9: per lavorare nei trasporti serve coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Buste paga basse rispetto al carovita, turnazioni che fanno male alla salute e non facilitano la conciliazione vita-lavoro, incremento delle aggressioni a danno del personale, incognite sull\u2019impatto dell\u2019Intelligenza artificiale, scarso coinvolgimento nella vita dell\u2019impresa, voglia di dimissioni. Oggi per lavorare nel settore dei trasporti e della logistica ci vuole coraggio. A rivelarlo \u00e8 una ricerca commissionata dalla Fit Cisl Lombardia, che \u00e8 stata presentata questa mattina nella prima giornata del XIII\u00b0 Congresso dell\u2019organizzazione in corso a Ponte San Pietro (si chiude domani). L\u2019indagine, realizzata da BiblioLavoro (il Centro studi della Cisl Lombardia) ha coinvolto oltre 1.500 iscritti al sindacato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI risultati \u2013 ha commentato il&nbsp;<strong>segretario generale della Fit Cisl Lombardia, Marco Ceriani<\/strong>&nbsp;\u2013 segnalano un diffuso disagio fra i lavoratori e le lavoratrici di un settore che offre importanti servizi ai cittadini.&nbsp;<strong>Voglio evidenziare tre criticit\u00e0 forti. La prima \u00e8 lo stipendio<\/strong>: il 56% si dichiara insoddisfatto, una situazione inaccettabile, soprattutto in una regione come la Lombardia, e in particolare un\u2019area come il milanese, dove il costo della vita \u00e8 tra i pi\u00f9 alti d\u2019Italia. I salari, spesso fermi da anni, non sono pi\u00f9 sufficienti a garantire un\u2019esistenza dignitosa. Rivendichiamo con forza il diritto a una retribuzione giusta e proporzionata al contesto in cui si vive e lavora.&nbsp;<strong>La seconda<\/strong>, evidenziata dalle richieste di impegno rivolte al sindacato,&nbsp;<strong>\u00e8 la crescente preoccupazione per le aggressioni<\/strong>&nbsp;da parte dell\u2019utenza. Un campanello d\u2019allarme che ci impone di mettere in campo soluzioni rapide: la tecnologia pu\u00f2 essere alleata della sicurezza. Pensiamo a sistemi intelligenti di sorveglianza, dispositivi di allerta personale e software predittivi che permettano di anticipare situazioni di rischio, salvaguardando l\u2019incolumit\u00e0 fisica e psicologica di chi lavora ogni giorno per la collettivit\u00e0.&nbsp;<strong>La terza \u00e8 il problema degli orari<\/strong>: i lavoratori turnisti mostrano i livelli pi\u00f9 bassi di soddisfazione su quasi tutti i fronti. Non possiamo ignorare questa realt\u00e0: il lavoro su turni, essenziale per garantire la continuit\u00e0 dei servizi, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere pagato con l\u2019usura psicofisica di chi lo svolge. Infine, il nostro sguardo \u00e8 rivolto al futuro. Le domande sull\u2019<strong>Intelligenza artificiale<\/strong>&nbsp;hanno evidenziato l\u2019attenzione verso il suo potenziale in termini di maggiore efficienza, ma anche fortissimi timori per l\u2019occupazione e la disumanizzazione del lavoro. Il nostro impegno sar\u00e0 quello di accompagnare questo cambiamento, per garantire che l\u2019innovazione sia al servizio delle persone e non il contrario\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il campione&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il campione \u00e8 composto per circa il 69% da personale ferroviario, delle metropolitane e autisti di bus; per il 19,6% da addetti della logistica (trasporto merci e spedizioni); per il 6,2% e per il 5,2%, rispettivamente, da lavoratori del comparto aereo e dei servizi ambientali. Otto su dieci sono uomini, il 5% stranieri provenienti da 26 Paesi. L\u2019et\u00e0 media \u00e8 di quasi 45 anni. Il 14,4% ha una laurea, tra l\u201985,6% di non laureati l\u201982,5% ha un diploma di scuola superiore. La maggioranza lavora in una impresa con pi\u00f9 di 250 dipendenti (87,4%), con partecipazione pubblica (67,7%). Oltre 9 su dieci hanno un contratto full time, ma quasi il 18% delle donne \u00e8 in regime di part time a fronte del 2% circa degli uomini. Pi\u00f9 di un terzo ha un\u2019anzianit\u00e0 aziendale superiore a 20 anni. Il 60,8% degli intervistati opera su turni.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Salari e disuguaglianze<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo stipendio netto medio mensile (full time) \u00e8 pari a 1.874 euro. Il 56,2% si dichiara \u201cpoco o per niente soddisfatto\u201d della remunerazione, soprattutto se raffrontata all\u2019alto costo della vita nella regione ed in particolare nel milanese. Gli insoddisfatti sono pi\u00f9 numerosi fra il personale dei treni (64,7%) e di metropolitane e autobus (55,3%). Le donne guadagnano il 7,6% in meno degli uomini, gli stranieri l\u201911,1% in meno degli italiani, i laureati il 3,4% in pi\u00f9 rispetto ai non laureati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conciliazione vita-lavoro: i turni fanno male alla salute<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oltre 4 intervistati su dieci ha figli minorenni e il 24% si occupa di genitori o famigliari anziani o non autosufficienti. Il 63,6% \u00e8 insoddisfatto dell\u2019equilibrio fra vita e lavoro. A pesare sono soprattutto gli orari: i turnisti sono per il 60% pi\u00f9 insoddisfatti dei non turnisti. Il disagio tra chi lavora su turni \u00e8 pi\u00f9 marcato anche per quanto riguarda la motivazione, la crescita professionale, la formazione continua, il coinvolgimento e la valorizzazione del contributo lavorativo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Benessere, formazione, carriera, motivazione: c\u2019\u00e8 poca soddisfazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 63,9% non apprezza il clima che si respira in azienda e il 61,5% non \u00e8 contento della coerenza fra inquadramento e mansioni svolte. Il 62,1% lamenta carenze sulle opportunit\u00e0 formative, mentre 8 lavoratori su dieci non sono soddisfatti delle opportunit\u00e0 di crescita. Il 55,8% non \u00e8 motivato a svolgere la propria attivit\u00e0 quotidiana. Il 74,2% non si sente coinvolto nelle decisioni che riguardano il proprio lavoro e quasi 8 addetti su dieci pensano che il proprio contributo non sia valorizzato. La situazione potrebbe migliorare aumentando la retribuzione e i benefit (69,6%), favorendo un maggiore equilibrio fra vita e lavoro (55,8%), offrendo pi\u00f9 possibilit\u00e0 di fare carriera (37,7%). Il 93,3% ritiene utile aumentare la partecipazione dei lavoratori secondo il modello della legge di iniziativa popolare proposta dalla Cisl. Tutte le forme di partecipazione (organizzativa, gestionale, finanziaria e consultiva) riscuotono ampio consenso, soprattutto quella organizzativa avvertita come pi\u00f9 vicina alle esigenze quotidiane e capace di incidere sulla vita lavorativa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Welfare aziendale: presente ma non coerente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un piano di welfare aziendale \u00e8 presente in 8 imprese su 10, ma la met\u00e0 degli intervistati non \u00e8 soddisfatto delle misure disponibili. Il 74% ha usufruito di almeno una di esse, ma solo il 53,6% ritiene che siano coerenti con i propri bisogni. Le richieste principali vertono su buoni pasto (72%), sanit\u00e0 integrativa (70,1%), pensione complementare (50,1%), rimborso delle spese scolastiche (40%). Chi ha figli chiede asili nido, gli under 36 l\u2019abbonamento in palestra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dimissioni: oltre 8 lavoratori su dieci non le escludono&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Solo il 14,5% dichiara di non avere motivi per lasciare il lavoro. Le cause principali che potrebbero spingere alle dimissioni sono la retribuzione inadeguata (50,2%), la scarsa conciliazione vita-lavoro (49,2%, +80,3% tra i turnisti), il clima aziendale negativo (48,3%), i turni insostenibili (31,4%, +392,9% tra i turnisti)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Intelligenza artificiale: tra rischi e opportunit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quasi il 50% non sa se la propria azienda ricorre all\u2019IA. Tra chi \u00e8 informato il 35% dice che viene utilizzata e l\u20198,8% afferma che ha gi\u00e0 sostituito mansioni svolte prima da lavoratori. La perdita di posti di lavoro (48,4%) \u00e8 la paura principale, con a seguire l\u2019eccessiva \u201cdipendenza dalla tecnologia e la vulnerabilit\u00e0 rispetto ad un malfunzionamento\u201d (42,5%). Chi vede elementi positivi segnala un possibile \u201cmiglioramento della qualit\u00e0 del lavoro e la riduzione di errori\u201d (25,1%) e un aumento dell\u2019\u201defficienza e della produttivit\u00e0\u201d (23,4%). Un campione \u00e8 stato sottoposto a domande aperte che hanno evidenziato come molti vedano nell\u2019Intelligenza artificiale una minaccia alla stabilit\u00e0 occupazionale, con la paura che il progresso tecnologico non venga accompagnato da una riqualificazione adeguata. Altri rischi riguardano l\u2019impoverimento del lavoro e della professionalit\u00e0, la perdita di empatia e l\u2019aumento della disumanizzazione del lavoro, oltre alla riduzione dell\u2019autonomia decisionale, una maggiore sensazione di controllo e pressione e, quindi, di stress. Infine, emergono timori sulla sicurezza, la privacy e l\u2019affidabilit\u00e0 dei sistemi di IA. L\u2019automazione potrebbe esporre aziende e lavoratori a rischi informatici, errori decisionali e malfunzionamenti, compromettendo la qualit\u00e0 e la sicurezza del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Transizione ecologica a scapito di quella sociale&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 62% ritiene che l\u2019importanza data alla sostenibilit\u00e0 ambientale stia facendo passare in secondo piano quella sociale (l\u2019attenzione ai bisogni dei dipendenti). Il 34,4% ha paura che le proprie competenze diventino obsolete e oltre il 60% afferma che la propria azienda non investe in formazione su questo tema.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Su cosa dovrebbe impegnarsi di pi\u00f9 il sindacato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I cinque temi pi\u00f9 urgenti secondo gli iscritti riguardano le condizioni salariali (80,4%), la salute e sicurezza (56,3%), l\u2019equilibrio vita-lavoro (54,9%), l\u2019orario e i turni (54,3%), il welfare e la contrattazione integrativa (39,1%).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La situazione non migliora a Monza Brianza e Lecco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI problemi trattati sono condivisi sul territorio di Monza Brianza e Lecco, con particolare attenzione alla sicurezza\u201d ha commentato Luigi Caputo, Segretario<strong>&nbsp;FIT CISL Monza Brianza Lecco<\/strong>. \u201cLa FIT ha sempre tenuto alta l&#8217;attenzione su salute e sicurezza, purtroppo siamo consapevoli che non \u00e8 mai abbastanza. Ci vuole un impegno costante per far crescere un pi\u00f9 forte senso di responsabilit\u00e0 in tutte le aziende che seguiamo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa questione salariale ha bisogno di nuove risposte\u201d prosegue Caputo. \u201cIl potere di acquisto, soprattutto per i nuovi assunti, anche nelle nostre province si \u00e8 notevolmente abbassato negli ultimi anni e gli orari di lavoro rendono il mestiere di autista particolarmente faticoso, tant&#8217;\u00e8 che le aziende faticano a trovare personale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Scarica la ricerca completa:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Dati-Ricerca-FIT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/RicercaFIT_Pagina_01-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17967\" srcset=\"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/RicercaFIT_Pagina_01-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/RicercaFIT_Pagina_01-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/RicercaFIT_Pagina_01-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/RicercaFIT_Pagina_01-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/RicercaFIT_Pagina_01-2048x1152.jpg 2048w, https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/RicercaFIT_Pagina_01-1110x624.jpg 1110w, https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/RicercaFIT_Pagina_01-528x297.jpg 528w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bassi stipendi, timori per le aggressioni, turni usuranti: La voce di tranvieri, autisti, ferrovieri, corrieri in una ricerca della FIT CISL Lombardia.\u00a0 Salari insoddisfacenti, turni pesanti, preoccupazioni per la sicurezza, timori per l\u2019intelligenza artificiale, voglia di contare di pi\u00f9: per lavorare nei trasporti serve coraggio. 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