{"id":18636,"date":"2025-11-11T12:12:41","date_gmt":"2025-11-11T11:12:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=18636"},"modified":"2025-11-11T12:12:43","modified_gmt":"2025-11-11T11:12:43","slug":"e-possibile-una-pensione-di-garanzia-si-con-la-lotta-allevasione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=18636","title":{"rendered":"\u00c8 possibile una pensione di garanzia? si, con la lotta all&#8217;evasione"},"content":{"rendered":"\n<p>Analizzando i dati riportati nel <em>Bollettino delle Entrate Tributarie 2024<\/em>, pubblicato lo scorso marzo, si evince che le imposte dirette (Irpef su tutte) sono versate in prevalenza da pensionati e dipendenti, che coprono oltre il 55% del totale. Raffrontate al totale delle entrate, le imposte dirette costituiscono il 57% del totale. (<a href=\"https:\/\/www.finanze.gov.it\/export\/sites\/finanze\/.galleries\/Documenti\/entrate_tributarie_2024\/Bollettino-entrate-Dicembre2024.pdf\">https:\/\/www.finanze.gov.it\/export\/sites\/finanze\/.galleries\/Documenti\/entrate_tributarie_2024\/Bollettino-entrate-Dicembre2024.pdf<\/a>)<br><br>Nell\u2019analisi ministeriale dei dati IRPEF per il 2023, condotta dalla Direzione Studi e Ricerche Economico-Fiscali del Dipartimento delle Finanze, risulta che i redditi di pensionati e dipendenti si attestano attorno agli 862 miliardi di euro (rispettivamente 308 e 554), ovvero a circa l\u201981% dei redditi in totale dichiarati. Parliamo di una platea di oltre 36 milioni di persone, con un reddito medio che si attesta all\u2019incirca a 24.000 euro annui. (<a href=\"https:\/\/www1.finanze.gov.it\/finanze\/analisi_stat\/public\/index.php?search_class%5b0%5d=cCOMUNE&amp;opendata=yes\">https:\/\/www1.finanze.gov.it\/finanze\/analisi_stat\/public\/index.php?search_class%5b0%5d=cCOMUNE&amp;opendata=yes<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Di fronte a questi dati &#8211; commenta Mirco Scaccabarozzi, Segretario Generale CISL Monza Brianza Lecco &#8211; \u00e8 <strong>assolutamente ragionevole asserire che l\u2019intero sistema tributario italiano \u00e8 sostenuto per la gran parte da pensionati e dipendenti, pubblici e privati<\/strong>. Giusto per fare chiarezza: non sono rodomontate costruite ad arte e millantate a fini di \u2018bottega\u2019, bens\u00ec affermazioni ben radicate nella realt\u00e0 dei fatti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora un bagno di realt\u00e0 targato ISTAT, ovvero la cosiddetta \u2018economia non osservata\u2019, che unisce economia sommersa e illegale. (<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Report-ECONOMIA-NON-OSSERVATA-NEI-CONTI-NAZIONALI_ANNO2023.pdf\">https:\/\/www.istat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Report-ECONOMIA-NON-OSSERVATA-NEI-CONTI-NAZIONALI_ANNO2023.pdf<\/a>) Nel primo caso le principali componenti sono costituite dal valore aggiunto occultato tramite comunicazioni intenzionalmente errate del fatturato e\/o dei costi (sotto-dichiarazione) o generato attraverso l\u2019impiego di lavoro irregolare. La stima ISTAT indica un \u2018nero\u2019 che veleggia tra i <strong>3,5 e oltre i 4 milioni di unit\u00e0<\/strong>, valutando ad esempio le dichiarazioni degli autonomi, che superano i 4,5 milioni, chiss\u00e0 come pressoch\u00e9 integralmente orientate al minimo. L\u2019economia illegale include la produzione di beni e servizi proibita da norme, o se lecita, svolta da operatori non autorizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, nel 2023 il valore aggiunto generato dall\u2019economia non osservata, si \u00e8 attestato a <strong>217,5 miliardi di euro<\/strong>, con una crescita del 7,5% rispetto all\u2019anno precedente (quando era 202,4 miliardi). L\u2019incidenza dell\u2019economia non osservata sul Pil, cresciuto a prezzi correnti del 7,2%, \u00e8 lievemente aumentata al 10,2%, dal 10,1% del 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Insieme all\u2019impegno su tutti i tavoli contrattuali per rilanciare in primis l\u2019ineludibile questione degli incrementi salariali &#8211; continua Scaccabarozzi &#8211;  <strong>la Cisl \u00e8 da sempre coinvolta nel contrasto all\u2019evasione<\/strong>, <strong>al lavoro nero e alle infiltrazioni criminali nel tessuto economico e nelle istituzioni<\/strong>, consapevole e convinta di doversi impegnare senza tregua contro la cruda realt\u00e0 di uno sfruttamento che calpesta la dignit\u00e0 e i diritti fondamentali delle persone anche qui, nel nostro territorio. Basterebbe una rapida ricognizione dei nostri Uffici vertenze per verificare in diretta che non ci siamo affatto \u2018dimenticati\u2019 di nero e illegalit\u00e0&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la difesa dei diritti del lavoro fa il paio, per la CISL, con il <strong>sostegno all\u2019ipotesi di una pensione di garanzia per i pi\u00f9 giovani &#8211; in particolare per le donne<\/strong>, che soffrono anche di un consistente gap retributivo &#8211; le cui carriere lavorative sono non solo segmentate ma in molti casi letteralmente polverizzate. &#8220;A chi ci accusa di voler condurre politiche di retroguardia, alimentando richieste di integrazione contributiva da parte dello Stato, il cui unico esito sarebbe la crescita improduttiva del debito pubblico, rispondiamo che stanti i numeri sopra ricordati, <strong>anche solo ridurre di un terzo la soglia di evasione consentirebbe di garantire contribuzioni figurative che coprano i periodi di discontinuit\u00e0 lavorativa, la disoccupazione involontaria non coperta da Naspi, i periodi di riqualificazione e formazione e, infine ma non ultimo, anche il lavoro di cura famigliare e prestato ai congiunti non autosufficienti<\/strong>&#8221; sottolinea il Segretario Generale UST. &#8220;Si pu\u00f2 pensare a un meccanismo capace di stabilire una soglia minima di garanzia da incrementare in proporzione al numero degli anni lavorati e l\u2019istituzione dell\u2019obbligatoriet\u00e0 della previdenza complementare, che almeno in parte ridurrebbe il rischio di future generazioni che, dopo essere magari passate dal limbo del lavoro povero, lo cesserebbero per precipitare nell\u2019inferno di una pensione povera&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/mircoScaccabarozzi-2025-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18533\" srcset=\"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/mircoScaccabarozzi-2025-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/mircoScaccabarozzi-2025-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/mircoScaccabarozzi-2025-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/mircoScaccabarozzi-2025-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/mircoScaccabarozzi-2025.jpg 1067w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analizzando i dati riportati nel Bollettino delle Entrate Tributarie 2024, pubblicato lo scorso marzo, si evince che le imposte dirette (Irpef su tutte) sono versate in prevalenza da pensionati e dipendenti, che coprono oltre il 55% del totale. 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