{"id":18717,"date":"2025-12-15T17:08:23","date_gmt":"2025-12-15T16:08:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=18717"},"modified":"2025-12-15T17:09:19","modified_gmt":"2025-12-15T16:09:19","slug":"riforma-della-sanita-territoriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=18717","title":{"rendered":"Riforma della sanit\u00e0 territoriale"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>A CHE PUNTO SIAMO?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra pochi mesi, a marzo 2026, giungeranno a conclusione molti dei progetti del PNRR, compresi quelli previsti dalla Missione 6 \u2013 Salute. A cinque anni dal periodo pandemico, sui territori si \u00e8 lavorato molto \u2013 e molto resta ancora da fare \u2013 per ridisegnare un modello di sanit\u00e0 pi\u00f9 vicino ai cittadini e meno ospedalocentrico. Facciamo il punto con <strong>Michela Guzzi, referente del dipartimento Welfare della CISL Monza Brianza Lecco<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Case della Comunit\u00e0 e Ospedali di Comunit\u00e0: la situazione a Monza e Lecco<\/strong><br>Il triennio che si sta chiudendo ha concentrato la maggior parte degli sforzi sulla costruzione della nuova rete territoriale: Case della Comunit\u00e0 e Ospedali di Comunit\u00e0. Cantieri, ristrutturazioni e nuovi presidi hanno ridisegnato la geografia della sanit\u00e0 locale. Nel territorio di ATS Brianza la maggior parte delle strutture \u00e8 gi\u00e0 operativa e a disposizione della popolazione; altre, pi\u00f9 complesse, sono ancora in via di completamento. <\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la situazione della <strong>Provincia di Lecco<\/strong> sono 6 le Case di Comunit\u00e0 gi\u00e0 fruibili dalla cittadinanza e 2 quelle ancora in fase di completamento. Oltre all\u2019apertura della Casa di Comunit\u00e0 di Bellano, prevista per gennaio 2026, grande attenzione \u00e8 posta all\u2019attivazione del presidio nel capoluogo di provincia, in Via Ghislanzoni: dopo una lunga fase di ristrutturazione dell\u2019ex scuola d\u2019infanzia Damiano Chiesa, anche questo dovrebbe aprire in via definitiva al pubblico entro i primi mesi del nuovo anno. Pi\u00f9 critico appare invece lo stato di avanzamento degli Ospedali di Comunit\u00e0 sul territorio: attualmente \u00e8 operativo quello di Lecco e, da pochi mesi, anche quello di Bellano, mentre proseguono i lavori per i presidi di Introbio e Merate. Qualora questi interventi non fossero completati entro marzo 2026, dovranno comunque essere ultimati entro il termine perentorio stabilito dalla Commissione Europea per l\u2019utilizzo dei fondi PNRR.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A Monza Brianza <\/strong>le Case di Comunit\u00e0 gi\u00e0 aperte al pubblico sono 13 mentre 4 sono ancora incomplete, con data fine lavori tra la fine dell\u2019anno e primavera 2026. Oltre alle Case di Comunit\u00e0 di Agrate Brianza e Bellusco, grande attenzione \u00e8 posta su quelle del capoluogo di provincia. A Monza infatti, attualmente, \u00e8 attivo solo il presidio di Via Solferino; in questi mesi dovremmo vedere concluse anche la struttura di Via Luca della Robbia e quella di Via Borgazzi, legata ad un pi\u00f9 ampio progetto di rigenerazione urbana dello Spazio 37 (ex sede della Tpm). Anche gli Ospedali di Comunit\u00e0 previsti a Monza, Giussano e Limbiate sono in fase di assestamento e dovrebbero essere pienamente a disposizione della cittadinanza entro i primi mesi dell\u2019anno prossimo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un nodo cruciale: integrare l\u2019attivit\u00e0 sanitaria con quella sociale<\/strong><br>La sfida pi\u00f9 ardua non \u00e8 per\u00f2 edilizia, bens\u00ec organizzativa. Costruire una rete di servizi realmente prossima alle persone significa mettere in connessione mondi professionali, istituzioni e sistemi che per anni hanno lavorato a compartimenti stagni. Significa integrare l\u2019attivit\u00e0 sanitaria con quella sociale, progettare servizi sostenibili nel tempo e capaci di affrontare le grandi trasformazioni socio-demografiche. Processi avviati ma che richiederanno tempo, continuit\u00e0 e un forte impegno collettivo.<br><em>\u201cLa riforma sanitaria regionale, in funzione della quale sono stati allocati fondi PNRR, ha previsto momenti di confronto e monitoraggio con le Organizzazioni Sindacali\u201d<\/em> spiega Michela Guzzi. <em>\u201cCome Cisl Monza Brianza Lecco \u2013 insieme a Cgil e Uil \u2013 abbiamo partecipato attivamente ai tavoli con le direzioni sanitarie e sociosanitarie del territorio. Abbiamo portato la voce dei nostri iscritti e delegati, tutelandone i bisogni e sottolineando le criticit\u00e0 evidenziate, rivendicando a un tempo un ruolo attivo nella rete territoriale: siamo infatti un attore in grado di informare i cittadini e diffondere una nuova cultura della cura e della salute\u201d.<\/em> Un percorso condiviso che ha coinvolto soprattutto gli Ambiti Sociali territoriali e gli Enti Locali, in un lavoro di programmazione integrata tra interventi sociali e sanitari. A questo si aggiunge il contributo fondamentale del Terzo Settore e del volontariato.<br>\u201cLe energie in campo sono molte e il clima appare favorevole alla costruzione di nuove connessioni e prassi integrate.\u00a0 Per un verso la Legge Regionale 22\/2021 e il DM 77\/2022 definiscono con precisione requisiti e standard delle nuove strutture, ma il loro vero successo dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di ciascun presidio di rapportarsi concretamente al territorio\u201d ha commentato Guzzi. Una funzione che trova la sua incarnazione nelle nuove Centrali Operative Territoriali (COT), vere cabine di regia dell\u2019integrazione socio-sanitaria, chiamate a coordinare la rete dei servizi sanitari, domiciliari e residenziali per pazienti fragili e cronici. <em>\u201cSul nostro territorio sono previste \u2013 e gi\u00e0 attive \u2013 8 COT 5 nella provincia brianzola, a cui se ne aggiungono 3 dell\u2019area lecchese\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il vero scoglio per la messa a terra della riforma: la carenza di personale sanitario<\/strong><br>Il punto pi\u00f9 critico della riforma, e al tempo stesso il suo perno, resta per\u00f2 il capitale umano: le professioniste e i professionisti che operano nella rete dei servizi. Da anni si parla di una crisi del lavoro di cura, e i suoi effetti sono ormai evidenti. Il sistema socio-sanitario poggia su organici cronicamente carenti. Se gi\u00e0 carenza di medici di medicina generale, pediatri e specialisti, o figure come infermieri e OSS negli ospedali, \u00e8 di per s\u00e9 allarmante, nel sociale la situazione <s>\u00e8<\/s> risulta ancora pi\u00f9 complessa. Assistenti sociali, educatori professionali, ASA: profili difficili da reperire e spesso da trattenere.<br>Percorsi di formazione sempre pi\u00f9 impegnativi, ancorch\u00e9 indubbiamente qualificanti, condizioni di lavoro stressanti, responsabilit\u00e0 elevate, retribuzioni inadeguate e scarsa conciliabilit\u00e0 con la vita familiare scoraggiano molti giovani dall\u2019intraprendere professioni indispensabili perch\u00e9 essenziali nel contesto sociodemografico in rapida mutazione. Emblematico il caso degli infermieri: dal 2010 al 2024 le immatricolazioni sono crollate da 46 mila a 21 mila, mentre il fabbisogno negli organici pubblici \u00e8 salito da 16 a 20 mila unit\u00e0. Nel nostro territorio, come confermano ATS, ASST e Comuni, spesso i bandi di concorso raccolgono meno candidature dei posti disponibili, e in alcuni casi non arriva alcuna domanda.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa Cisl, unitamente alle sue categorie di riferimento \u2013 FISASCAT e FP \u2013 sta lavorando con continuit\u00e0 per migliorare le condizioni di lavoro delle professioni sanitarie e sociosanitarie, rendendole al tempo stesso pi\u00f9 attrattive\u201d<\/em> spiega ancora Guzzi. <em>\u201cIl rilancio di questi ruoli non pu\u00f2 basarsi soltanto su un necessario cambiamento culturale, che restituisca pieno valore al prendersi cura degli altri, ma deve poggiare anche \u2013 e soprattutto \u2013 su condizioni economiche e organizzative adeguate, capaci di riconoscere la complessit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 del loro operato\u201d.<\/em><br>In questa direzione si inserisce la firma della FP CISL al rinnovo del CCNL 2022-2024 della sanit\u00e0 pubblica: un risultato importante, che contribuisce a dare risposte concrete ai lavoratori e a rafforzare l\u2019intero sistema sanitario nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le risorse in manovra: segnali positivi ma insufficienti<\/strong><br><em>\u201cGuardando alla manovra finanziaria in fase di definizione, come CISL valutiamo positivamente le norme che recepiscono le nostre richieste in tema di rafforzamento delle risorse economiche destinate alla valorizzazione del personale sanitario, consapevoli che l\u2019erogazione di tali importi sar\u00e0 subordinata alla definizione tempestiva del CCNL 2025-2027\u201d<\/em> ha commentato la referente del dipartimento Welfare CISL. <em>\u201cAnche il potenziamento del SSN, con +6.300 infermieri e +1.000 medici previsti, rappresenta un segnale positivo, pur sapendo che sar\u00e0 necessario incrementare ulteriormente tali investimenti per irrobustire davvero gli organici. Come detto, la capacit\u00e0 di attrarre e trattenere professionisti qualificati passer\u00e0 inevitabilmente attraverso una contrattazione collettiva solida e lungimirante. In questo senso, apprezziamo anche l\u2019aumento delle indennit\u00e0 specifiche di ruolo per il personale sanitario, medico e non, e l\u2019introduzione della defiscalizzazione del lavoro notturno, festivo e su turni\u201d.<\/em><br>A livello nazionale, sempre in riferimento alla legge di bilancio, \u00e8 possibile apprezzare \u2013 seppure solo in parte \u2013 il rifinanziamento della spesa sanitaria, che torna al 2,6% del PIL, valore registrato nel periodo pre-pandemico. <em>\u201cRiteniamo tuttavia che ci\u00f2 non sia ancora sufficiente in relazione alle prospettive demografiche e socio-sanitarie richiamate in precedenza. Positivo anche l\u2019incremento del Fondo Sanitario Nazionale di 2,4 miliardi per il 2026 e di 2,6 miliardi dal 2027, purch\u00e9 tale crescita divenga strutturale e continui anche negli anni successivi\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A testimonianza dell\u2019impegno della Cisl sul territorio a tutela degli associati vale la pena ricordare l\u2019istituzione dei <strong>Punti Salute CISL<\/strong>, tenuti da <strong>Michela Guzzi<\/strong>, e degli <strong>Sportelli sociali FNP<\/strong> <strong>CISL<\/strong>, coordinati da <strong>Anna Fumagalli<\/strong>, dove \u00e8 possibile acquisire informazioni e orientamenti funzionali alle risposte ai diversi bisogni sanitari e socio-sanitari.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"629\" height=\"860\" src=\"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/michela-guzzi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18720\" style=\"width:412px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/michela-guzzi.jpg 629w, https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/michela-guzzi-219x300.jpg 219w\" sizes=\"auto, (max-width: 629px) 100vw, 629px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Michela Guzzi, referente Dipartimento Welfare CISL Monza Brianza Lecco<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A CHE PUNTO SIAMO? 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