{"id":19233,"date":"2026-06-29T17:36:43","date_gmt":"2026-06-29T15:36:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=19233"},"modified":"2026-06-29T17:36:44","modified_gmt":"2026-06-29T15:36:44","slug":"poverta-circo-mediatico-politiche-efficaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=19233","title":{"rendered":"POVERT\u00c0, CIRCO MEDIATICO, POLITICHE EFFICACI"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Qualche spunto di riflessione a margine della pubblicazione del Report statistico 2026 di Caritas Italiana dedicato alla povert\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A cura<\/strong> <strong>del Segretario Generale della CISL Monza Brianza Lecco Mirco Scaccabarozzi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La povert\u00e0 non si manifesta unicamente come fatto sociale. Se non faccio esperienza diretta, personale di un tale stato, esso assume i propri tratti attraverso la mediazione comunicativa. La povert\u00e0 viene percepita attraverso il discorso pubblico costruito dai diversi media. Ma ci\u00f2 non riguarda unicamente noi come privati cittadini, bens\u00ec l\u2019intero universo della politica, chiamata ad avanzare risposte. Prendiamo a titolo esemplificativo l\u2019abolizione del reddito di cittadinanza. Troppe frodi da parte dei beneficiari, tuonava spesso il circo mediatico, con tanto di esempi di impatto sensazionalistico. A inizio 2025 i report della Guardia di Finanza relativi ai cinque anni di vigenza indicavano irregolarit\u00e0 di poco superiori alle sessantamila, relative cio\u00e8 all\u20191,8% dei beneficiari, ovvero al 4% dei nuclei coinvolti, e all\u20191,9% dei fondi stanziati. In molti casi poi non vi \u00e8 stata denuncia perch\u00e9 l\u2019irregolarit\u00e0 era dovuta a un\u2019erronea compilazione dei form richiesti. Nondimeno si \u00e8 fatto leva anche sulla percezione ingenerata in termini comunicativi per giustificare l\u2019abolizione del RdC.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia ricondurre alla sola quantificazione la rappresentazione della povert\u00e0 opera di fatto uno spostamento d\u2019asse dal piano per noi pi\u00f9 adeguato della discussione, e cio\u00e8 quello politico, dove il merito verte sulle cause strutturali del fenomeno e le possibili soluzioni, a un limbo tecnico amministrativo, dove campeggiano i criteri di misurazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso da\u2019 da pensare il recentissimo Report statistico 2026 di Caritas Italiana dedicato alla povert\u00e0. Esso ci parla di un mondo disertato dalle politiche pubbliche, o da esse abitato saltuariamente e\/o con ampi ritardi. La rigidit\u00e0 di un welfare teso a inglobare le persone per categorie, fa s\u00ec che unicamente l\u20198%, degli oltre 282.000 che si sono rivolti alle Caritas, sia a un tempo in carico ai servizi sociali pubblici. Il 92% entra in contatto con la rete ecclesiale senza una connessione stabile con il sistema pubblico. Tale sistema si manifesta come una buropoli il cui accesso impone a chi \u00e8 gi\u00e0 indigente e fragile, dunque con risorse economiche e magari psicologiche e cognitive precarie, strumenti e competenze atti a decretare il proprio status di indigenza e fragilit\u00e0. Il punto \u00e8 che, pur al di fuori di una qualche gabbia burocratico\/definitoria, le persone continuano ad esistere, a necessitare di un alloggio, di cure sanitarie, di sostegni socio-assistenziali. Gli \u2018invisibili\u2019 alle politiche non scompaiono dalla realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora, i dati Inps dello scorso febbraio attestano che i percettori dell\u2019Assegno di inclusione sono aumentati del 7,8%, riducendosi per\u00f2 a un tempo l\u2019incidenza dei profili pi\u00f9 fragili. I nuclei con minori scendono infatti dal 37,7% al 34,6%, mentre quelli con disabilit\u00e0 dal 39,3% al 37,6%. Ma come suffragato da quanto emerge dai territori, per una parte delle famiglie ci\u00f2 non avviene per una raggiunta autonomia, ma si esce dalle misure per ragioni burocratiche o di soglia. Fuori s\u00ec dalla statistica Adi, ma ancora dentro il tunnel del bisogno. Il dato Caritas conferma infatti una continuit\u00e0, con un 28% delle persone in carico da almeno cinque anni e incontri medi annui pro capite che salgono all\u20198,7%, raddoppiati in confronto al 2012. Senza dimenticare gli oltre 18mila interventi di tutela dei diritti e le quasi 37mila azioni di orientamento. Anche cos\u00ec si misura la distanza tra il bisogno della persona e la risposta istituzionale. Non \u00e8 un ordine razionale a reggere la trama dell\u2019esistenza. La povert\u00e0 permanente non regge l\u2019intermittenza della protezione. IN e OUT nel campo tracciato dalle regole dell\u2019Assegno di inclusione mostrano tutto il loro limite di fronte al superamento di una soglia Isee o al mutamento della composizione familiare. Mesi senza copertura e rientri insperati. Non \u00e8 questa una risposta al bisogno degna di questo nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto emerge dall\u2019analisi condotta dalla rete ecclesiale, che considera anche il Supporto per la formazione e il lavoro, introdotto insieme all\u2019AdI, consente uno sguardo in profondit\u00e0 anche su questo aspetto della realt\u00e0 costitutiva del nostro essere e fare sindacato. Il dato del 2025 mostra che il 24% delle persone rivoltesi alle Caritas possedeva gi\u00e0 un lavoro. Nondimeno la necessit\u00e0 di aiuto. Parliamo ovviamente dei working poor, la cui occupazione non equivale per nulla a un\u2019uscita dalla povert\u00e0. L\u2019inserimento in un mercato del lavoro segnato da salari bassi, discontinuit\u00e0 e contratti fragili, fa s\u00ec che il lavoro non sempre divenga protezione. Non solo occupazione dunque, ma qualit\u00e0 del lavoro. Si pensi ad esempio che ancora nel mese di giugno solo 23% dei nuovi ingressi occupazionali previsti nella provincia di Lecco \u00e8 a tempo indeterminato e a Monza solo il 29%.<\/p>\n\n\n\n<p>La povert\u00e0 per la Cisl non \u00e8 mai stata non \u00e8 e mai sar\u00e0 da reputare alla stregua di una condizione naturale o di un effetto collaterale delle dinamiche economiche del Paese. Non un mero destino statistico ma la risultante di scelte storicamente modificabili. Queste scelte appartengono all\u2019ambito della politica, allo spazio del discorso pubblico non della tecnica amministrativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben venga la mappa tracciata dai dati Caritas, mappa che potremmo iperbolicamente definire dei non-luoghi dell\u2019intervento pubblico. Il loro impiego pu\u00f2 essere d\u2019ausilio al decisore politico. Impiegarli o snobbarli rappresentano il retto e il verso del medesimo atto.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche spunto di riflessione a margine della pubblicazione del Report statistico 2026 di Caritas Italiana dedicato alla povert\u00e0 A cura del Segretario Generale della CISL Monza Brianza Lecco Mirco Scaccabarozzi. La povert\u00e0 non si manifesta unicamente come fatto sociale. 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