{"id":3945,"date":"2019-01-11T12:00:11","date_gmt":"2019-01-11T11:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=3945"},"modified":"2019-01-11T12:00:31","modified_gmt":"2019-01-11T11:00:31","slug":"decreto-sicurezza-non-ci-piace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=3945","title":{"rendered":"\u00abDecreto sicurezza, non ci piace\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Cgil e Cisl Monza Brianza, insieme ad Acli, Anpi, Arci ed Emergency Monza Brianza, esprimono grande preoccupazione e un netto dissenso a fronte dell\u2019approvazione della Legge 1\u00b0 dicembre 2018, n. 132 di conversione del cosiddetto \u00abdecreto sicurezza\u00bb.<\/p>\n<p>Oltre a presentare profili costituzionali di dubbia legittimit\u00e0 e un evidente conflitto con i principi del diritto internazionale, il provvedimento ha gi\u00e0 iniziato a produrre effetti dirompenti non solo sulle vite di migliaia di individui, ma anche sull\u2019intero sociale. Le misure contenute nel dispositivo di legge aumentano il numero dei migranti in situazione di irregolarit\u00e0 e determina una condizione di maggiore insicurezza nelle nostre citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il decreto stravolge il sistema dell\u2019accoglienza. Fino a qualche settimana fa esistevano due livelli di accoglienza: il primo, i Cas, i Centri di Accoglienza Straordinaria, dove si procede all\u2019identificazione del migranti, si esamina la domanda di asilo, si valuta lo stato di salute e la sussistenza di eventuali condizioni di vulnerabilit\u00e0, come aver subito stupro, violenza, stato di gravidanza e presenza di un nucleo familiare. Il secondo, lo Sprar, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, gestito dai Comuni che si attivava una volta esaurita la prima fase, aveva come obiettivo non solo il mantenimento delle condizioni essenziali di vita ma soprattutto l\u2019integrazione dei richiedenti asilo in attesa delle valutazioni da parte delle Commissioni Territoriali. A fronte del ridimensionamento dello Sprar \u00e8 lecito attendersi un\u2019incremento del rischio di malaffare e corruzione attorno alla gestione dei grandi centri.<\/p>\n<p>Lo Sprar viene sostituito dal Siproimi a cui potranno accedere soltanto i titolari di protezione internazionale e i minori non accompagnati e non anche, come in precedenza, i richiedenti asilo. L\u2019abrogazione della protezione umanitaria, sostituita da permessi speciali temporanei (ad es. in caso di condizioni di salute di eccezionale gravit\u00e0, situazioni contingenti di calamit\u00e0 nel Paese di origine, atti di particolare valore civile), l\u2019ampliamento del novero dei reati che, in caso di condanna definitiva, comportano il diniego o la revoca della protezione internazionale, l\u2019estensione, da 90 a 180 giorni, della durata massima del trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio, l\u2019ampliamento dei casi per disporre il trattenimento degli stranieri, la previsione di revoca della cittadinanza acquisita per matrimonio o naturalizzazione o concessa allo straniero nato e residente in Italia fino alla maggiore et\u00e0, in caso di condanna definitiva per reati di terrorismo ed eversione, testimoniano della volont\u00e0 di fare del migrante un colpevole dei mali che affliggono il Paese, un catalizzatore della rabbia sociale.<\/p>\n<p>Ma quali sono gli effetti reali che la norma approvata produce?\u00a0I richiedenti asilo con le loro famiglie, le donne sole con bambini, non solo non hanno pi\u00f9 accesso ad un\u2019accoglienza dedicata, ma saranno ancor pi\u00f9 impossibilitati ad ottenere un titolo di soggiorno regolare, trasformandosi in soggetti ancor pi\u00f9 fragili socialmente e ricattabili. Cresce enormemente il rischio dell\u2019accettazione di un lavoro irregolare in nero o di pagare per avere un contratto che consenta di convertire il permesso da umanitario in lavoro. Detto altrimenti: maggiore sfruttamento lavorativo, sicurezza ridotta a zero e un maggior numero incidenti.<\/p>\n<p>Inquietante \u00e8 la comparsa di una detenzione amministrativa a tutti gli effetti, che pu\u00f2 durare fino a oltre sei mesi, per persone che non hanno commesso alcun crimine, impiegata unicamente come criterio per verificarne l\u2019identit\u00e0. Sia chiaro, la nostra sicurezza non dipende dall\u2019emergenza migranti, che non c\u2019\u00e8 e non c\u2019\u00e8 mai stata!<\/p>\n<p>Tutti noi denunciamo con forza l\u2019impatto negativo che queste misure produrranno sulle comunit\u00e0 locali e i sindaci, che si troveranno a dover gestire un acuito disagio sui loro territori e un aumento del conflitto sociale.<\/p>\n<p>Oltre alla denuncia, continua il nostro impegno quotidiano finalizzato al supporto e all\u2019inclusione dei migranti, perch\u00e9 solo operando per la legalit\u00e0, il rispetto dei diritti umani e la dignit\u00e0 delle persone faremo fronte alle ingiustizie patenti e quella cultura divisiva che genera un razzismo dilagante.<\/p>\n<p>\u00c8 ora di una straordinaria assunzione di responsabilit\u00e0, e di una azione diretta a dare voce e organizzare una resistenza civile e culturale ampia, diffusa, unitaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cgil e Cisl Monza Brianza, insieme ad Acli, Anpi, Arci ed Emergency Monza Brianza, esprimono grande preoccupazione e un netto dissenso a fronte dell\u2019approvazione della Legge 1\u00b0 dicembre 2018, n. 132 di conversione del cosiddetto \u00abdecreto sicurezza\u00bb. 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