{"id":413,"date":"2016-12-21T00:00:00","date_gmt":"2016-12-20T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=413"},"modified":"2017-09-26T10:13:12","modified_gmt":"2017-09-26T08:13:12","slug":"iscos-aleppo-come-srebrenica-fermate-il-genocidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=413","title":{"rendered":"ISCOS: \u00abALEPPO COME SREBRENICA: FERMATE IL GENOCIDIO\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.monzalecco.cisl.it\/userfiles\/image\/aleppoLapresseFo_52622800.jpg\" style=\"float:right; height:83px; margin:6px; width:125px\" \/>Anche Iscos Lombardia ha firmato la lettera aperta dell&rsquo;Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidariet&agrave; internazionale al Consiglio di sicurezza e alle istituzioni delle Nazioni unite, alle istituzioni europee, al governo italiano, per fermare il genocidio ad Aleppo<\/strong><\/p>\n<p><em>Aleppo come Srebrenica&nbsp;<br \/>\nLa comunit&agrave; internazionale fermi il genocidio in Siria<\/em><\/p>\n<p>E&rsquo; tardi, molto tardi. Lo &egrave; per garantire la salvezza a tutte le vite umane che sono intrappolate da infinito tempo ad Aleppo e per evitare la distruzione della citt&agrave;.<br \/>\nOltre 500 mila morti dal 2011: la comunit&agrave; internazionale deve esserne consapevole e deve sentirsene responsabile.<br \/>\nMa non &egrave; mai tardi per aprire i corridoi umanitari per chi sta provando a scappare. Non &egrave; mai tardi per condannare le violenze contro i civili in Siria, determinate dallo scontro tra il Governo di Assad e le opposizioni e l&rsquo;intervento militare della Russia e dei suoi alleati attuali.<br \/>\nFino ad oggi le istituzioni e la diplomazia hanno espresso indignazione e condanna, ma non basta, serve ufficializzare un NO deciso e fattivo, imporre il freno a questa guerra che &egrave; un eccidio, uno sterminio di massa, un continuo evolversi di crimini contro l&rsquo;umanit&agrave;.<br \/>\nNedzav Avdic, un sopravvissuto della guerra in Bosnia, scrive sul The Guardian: &ldquo;Non abbiamo imparato nulla da Srebrenica&rdquo;.<br \/>\nLa condanna del pi&ugrave; grande genocidio dopo la seconda guerra mondiale da parte del Parlamento Europeo nel 2005 non &egrave; servita, quella promessa che &ldquo;non sarebbe accaduto mai pi&ugrave;&rdquo; suona oggi come una gravissima responsabilit&agrave; della comunit&agrave; internazionale che non ha garantito questo.<br \/>\nNon stanno in silenzio e ferme le energie solidali delle persone, associazioni, comunit&agrave; civili che esprimono sdegno, condanna, orrore e che sono comunque attive nell&rsquo;aiuto umanitario come e dove possono farlo, in Siria e ad Aleppo, ai confini per sostenere le genti in fuga, per accoglierle dal Libano al Mediterraneo, all&rsquo;Europa.<br \/>\nMa non basta. Ha ragione Nedzav Avdic, queste energie solidali non possono AIUTARE DA SOLE la gente di Aleppo n&eacute; raggiungere l&rsquo;obiettivo dello stop alla guerra.<br \/>\nLa politica deve agire, noi soggetti sociali pretendiamo che le istituzioni nazionali, europee ed internazionali si esprimano con la condanna forte dell&rsquo;eccidio in atto: lo abbiamo visivamente espresso con la grande marcia per la Pace di Assisi lo scorso 9 ottobre, lo ribadiamo oggi.<br \/>\nLanciamo questa lettera aperta come donne e uomini che sono stati protagonisti della grande stagione solidale del dramma della guerra dei Balcani, del conflitto prima in Bosnia, dopo in Kosovo, sollecitando le coscienze e individualit&agrave; solidali e democratiche ad aderire e a promuovere forme di mobilitazione.<br \/>\nAl Consiglio di Sicurezza e alle Istituzioni delle Nazioni Unite, alle istituzioni europee, al Governo Italiano chiediamo:&nbsp;<br \/>\n&#8211; la ferma condanna dell&rsquo;eccidio in atto ad Aleppo da parte di tutte le forze militari in azione<br \/>\nl&rsquo;azione fattiva politico-diplomatica per il cessate il fuoco immediato che ad oggi &egrave; stato firmato solo dalla Russia e non dal Governo di Assad, imponendo che l&rsquo;accordo sia rispettato da tutte le parti;<br \/>\n&#8211; l&rsquo;invio di monitor Onu che assicurino anche l&rsquo;uscita in sicurezza dei civili dalla zona assediata con l&rsquo;apertura di corridoi umanitari sicuri;<br \/>\n&#8211; l&rsquo;apertura di un&rsquo;indagine sul destino delle persone &ldquo;scomparse&rdquo;, secondo quanto denunciato dal responsabile Onu per i diritti umani in Siria;<br \/>\n&#8211; l&rsquo;istituzione di una Commissione d&rsquo;indagine indipendente sulle violazioni del diritto internazionale nel corso dell&rsquo;assedio di Aleppo, dall&rsquo;inizio ad oggi.<\/p>\n<p>Firma anche tu!<br \/>\nClicca&nbsp;<a href=\"https:\/\/goo.gl\/forms\/iAXTclvlsAV2iG0x2\">qui<\/a><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche Iscos Lombardia ha firmato la lettera aperta dell&rsquo;Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidariet&agrave; internazionale al Consiglio di sicurezza e alle istituzioni delle Nazioni unite, alle istituzioni europee, al governo italiano, per fermare il genocidio ad Aleppo Aleppo come Srebrenica&nbsp; La comunit&agrave; internazionale fermi il genocidio in Siria E&rsquo; tardi, molto tardi. 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