{"id":4772,"date":"2019-04-10T17:14:40","date_gmt":"2019-04-10T15:14:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=4772"},"modified":"2019-04-10T17:17:09","modified_gmt":"2019-04-10T15:17:09","slug":"metalmeccanici-sciopero-il-14-giugno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=4772","title":{"rendered":"Metalmeccanici sciopero il 14 giugno"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il 14 giugno sono state dichiarate otto ore di sciopero generale dei metalmeccanici con tre grandi manifestazioni una al Nord, una al centro e una al Sud. Di seguito pubblichiamo il documento con il quale Fim Cisl, Fiorm Cgil e Uilm Uil spiegano le ragioni dell&#8217;iniziativa.<\/strong><\/p>\n<p>Le trasformazioni che stanno investendo il mondo delle imprese metalmeccaniche e pi\u00f9 in generale il sistema della manifattura impongono scelte che devono essere in grado di rispondere alla necessit\u00e0 di crescita dei settori strategici attraverso il rilancio degli investimenti pubblici e privati, il sostegno all\u2019occupazione, ai salari e alla domanda interna.<\/p>\n<p>L\u2019orientamento e alcune scelte del Governo sui temi relativi al mondo del lavoro, delle imprese industriali e dei giovani rischiano, in una situazione di recessione come quella che si sta profilando, di accentuare una condizione economica, sociale e industriale difficile e dalle prospettive particolarmente critiche.<\/p>\n<p>I recenti dati confermano purtroppo questa tendenza. La produzione industriale \u00e8 in ribasso del 5,5%, si tratta della diminuzione tendenziale pi\u00f9 forte dal 2012 e nel mese di dicembre gli ordini crollano del 7%.<\/p>\n<p>Nello specifico, la produzione manifatturiera registra un risultato negativo pari a -2,4%; la metallurgia -2,3%, l\u2019elettrodomestico -5,1%, i macchinari e le attrezzature -2,2% e l\u2019elettronica -2,2%. La produzione nel settore auto ha registrato un calo del 19,4% su base annua di cui nel solo mese di novembre regista un calo dell\u20198,6%.<\/p>\n<p>A fronte di questa situazione \u00e8 necessario che Governo e il Sistema delle imprese riconoscano il ruolo dei lavoratori. Il governo deve adottare politiche mirate a contrastare delocalizzazioni e le chiusure di stabilimenti, a partire dal Mezzogiorno, ancora una volta, duramente colpito dalla crisi e a sostenere i buoni motivi per attrarre investimenti industriali. Vanno rafforzati i vincoli della responsabilit\u00e0 sociale delle imprese verso i lavoratori e il territorio. \u00c8 necessario investire per creare occupazione per i giovani disoccupati, attraverso il consolidamento di alcuni settori in cui il nostro paese ha una leadership e incentivi per l\u2019ecosostenibilit\u00e0 del nostro sistema industriale.<\/p>\n<p>Per Fim Fiom e Uilm, le politiche pubbliche devono concentrarsi su ci\u00f2 che crea lavoro, sull\u2019occupazione, sulla qualit\u00e0 e la dignit\u00e0 del lavoro e in questo contesto misure come il reddito di cittadinanza non possono essere sostitutive di questo impegno e soprattutto non possono essere il solo strumento di lotta alla povert\u00e0.<\/p>\n<p>Peraltro la recente introduzione del Decreto \u201cdignit\u00e0\u201d non ha prodotto i risultati auspicati: sui lavoratori continuano a scaricarsi gli effetti della precariet\u00e0. Aumenta il ricorso alle prestazioni occasionali, ai contratti intermittenti, al part-time involontario, ai rapporti di lavoro meno tutelati.<\/p>\n<p>Anche dal lato previdenziale, quanto definito con quota 100 non modifica strutturalmente la legge Monti-Fornero. E\u2019 infatti una misura temporanea (3 anni) che interviene su un sistema pensionistico che si conferma iniquo e ingiusto e di cui continuiamo a chiederne il cambiamento.\u00a0 In particolare per quanto riguarda la tutela dei lavoratori precoci e dei lavori usuranti. Non tutti i lavori sono uguali. Chi lavora a turni, fa lavori gravosi, faticosi, le donne e i giovani, i lavori di cura e la discontinuit\u00e0 lavorativa e contributiva non trovano risposta nella normativa definitiva\u00a0 \u201cquota 100\u201d. Serve un sistema previdenziale pi\u00f9 equo, pi\u00f9 flessibile e pi\u00f9 solidale in cui l\u2019et\u00e0 pensionabile tenga conto del lavoro che realmente si \u00e8 svolto.<\/p>\n<p>A questo deve ricollegarsi la necessaria revisione della legislazione sugli \u201cammortizzatori sociali\u201d come richiesto con il documento di Fim Fiom e Uilm del 24 settembre 2018 e su cui abbiamo costruito una mobilitazione che ha consentito di raggiungere alcuni primi, parziali risultati. Adesso \u00e8 necessaria la revisione complessiva del sistema degli ammortizzatori sociali e la ricostruzione del loro carattere universale.<\/p>\n<p>Il taglio del contributo per l\u2019Inail da parte del Governo va nella direzione contraria alla ricerca delle risorse pubbliche e private indispensabili per la formazione e la prevenzione dei rischi sul lavoro. E\u2019 necessario un piano di investimenti straordinari per garantire la salute e la sicurezza di chi lavora.<\/p>\n<p>Non va infine dimenticato che tutte le decisioni assunte dai diversi Governi sono fondate sul ricorso alla tassazione che per circa l\u201985% \u00e8 pagata dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Occorre ridurre le tasse a chi le paga e non incoraggiare l\u2019illegalit\u00e0. I condoni fiscali sono l\u2019ennesimo schiaffo ai lavoratori, ai pensionati e ai contribuenti onesti.<\/p>\n<p>Fim, Fiom e Uilm chiedono al Governo e al Sistema delle imprese l\u2019urgenza di agire sui seguenti elementi:<\/p>\n<p>\u2022 la riduzione delle aliquote Irpef sul lavoro dipendente<\/p>\n<p>\u2022 l\u2019aumento dei salari<\/p>\n<p>\u2022 l\u2019incremento di investimenti pubblici e privati nei settori strategici<\/p>\n<p>\u2022 la reindustrializzazione delle aree in crisi, con piani di sviluppo territoriale che garantiscano l\u2019occupazione;<\/p>\n<p>\u2022 l\u2019impegno comune al confronto in sede Ue per detrarre gli investimenti dai vincoli comunitari<\/p>\n<p>\u2022 lo sviluppo di infrastrutture energetiche, digitali e dei trasporti;<\/p>\n<p>\u2022 lo sviluppo della filiera manifatturiera collegata alla mobilit\u00e0 ecocompatibile di persone e merci;<\/p>\n<p>\u2022 il contrasto alla \u201ccontroriforma\u201d del codice degli appalti, alla sostanziale liberalizzazione dei subappalti e per l\u2019estensione delle clausole sociali;<\/p>\n<p>\u2022 un investimento straordinario nella salute e nella sicurezza delle persone e del territorio;<\/p>\n<p>\u2022 la riforma degli ammortizzatori sociali;<\/p>\n<p>\u2022 l\u2019incentivazione di contratti di solidariet\u00e0 \u201cespansivi\u201d finalizzati alla riduzione degli orari di lavoro e all\u2019occupazione giovanile;<\/p>\n<p>\u2022 il sostegno agli investimenti delle imprese (piano impresa 4.0), la formazione e l\u2019istruzione;<\/p>\n<p>\u2022 leggi per l\u2019applicazione erga omnes dei contratti e la rappresentanza dei lavoratori recependo quanto previsto dagli accordi interconfederali e di categoria;<\/p>\n<p>\u2022 lo sviluppo di forme di partecipazione dei lavoratori nella progettazione dell\u2019organizzazione del lavoro e nelle scelte strategiche aziendali.<\/p>\n<p>Serve pertanto, in continuit\u00e0 con la mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil del 9 febbraio,\u00a0un\u2019iniziativa di sciopero generale della categoria a giugno, iniziativa che sar\u00e0 preceduta dagli Esecutivi Nazionali Unitari Fim, Fiom, Uilm 2 maggio a Roma; dalle assemblee nei luoghi di lavoro successivamente a esecutivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 14 giugno sono state dichiarate otto ore di sciopero generale dei metalmeccanici con tre grandi manifestazioni una al Nord, una al centro e una al Sud. 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