{"id":4786,"date":"2019-04-12T12:44:05","date_gmt":"2019-04-12T10:44:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=4786"},"modified":"2019-04-12T12:44:05","modified_gmt":"2019-04-12T10:44:05","slug":"sanita-privata-contratto-fermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=4786","title":{"rendered":"Sanit\u00e0 privata, contratto fermo"},"content":{"rendered":"<p>da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mbnews.it\">www.mbnews.it<\/a><\/p>\n<p>Il tentativo di dialogo portato avanti\u00a0dalle organizzazioni sindacali\u00a0\u00e8 stato inutile. Le due associazioni Aris, per quanto riguarda gli enti religiosi e Aiop, per quanto concerne gli enti sanitari profit, bloccano le trattative sul rinnovo del contratto collettivo nazionale lavoro della sanit\u00e0 privata. \u00abNon abbiamo i fondi necessari\u00bb, sostengono le due associazioni, ma i sindacati, sulla base del fatturato prodotto soprattutto dalla \u00a0Aiop, sostengono che a mancare \u00e8 solo la volont\u00e0.<\/p>\n<p>Ne hanno parlato dalla sede monzese della Cisl in via Dante, la segretaria generale Rita Pavan e Lucia Pezzuto, segretaria territorio Cisl funzione pubblica.\u00a0I salari della sanit\u00e0 privata, a oggi pi\u00f9 bassi di quella pubblica, sono fermi da ormai 12 anni. \u00ab\u00c8 dal 2007 \u2013 testimonia Lucia Pezzuto \u2013 che non viene rinnovata la parte salariale e dal 2005 che non viene rinnovata la parte normativa\u00bb.<\/p>\n<p>Le trattative con le due associazioni, iniziate poco pi\u00f9 di un anno fa, sembravano procedere\u00a0a buon punto sulla parte normativa\u00a0\u00abma \u2013 spiegano Pezzuto e Pavan \u2013 da febbraio si sono interrotte sulla parte salariale\u00bb.<\/p>\n<p>La motivazione, secondo quanto riportato, risiede nel fatto che lo sforzo richiesto per aumentare i salari \u2013 si parla di poco pi\u00f9 di 100 euro al mese lorde \u2013 \u00e8 troppo oneroso per le tasche di Aiop e Aris, che a questo punto chiedono l\u2019intervento congiunto delle Regioni affinch\u00e9 possano procurare loro le risorse necessarie per far fronte alla richiesta di rinnovo,\u00a0attraverso una revisione delle tariffe delle prestazioni.<\/p>\n<p>Una richiesta, la loro, che Regione Lombardia ha annotato, ma che resta difficile da concretizzare. Trattandosi infatti di un rinnovo a livello nazionale, gli attori da coinvolgere sarebbero tutte e venti le regioni. Ognuna con la sua prerogativa, ma soprattutto con la sua situazione economico finanziaria.<\/p>\n<p>Oltre alla difficolt\u00e0 nel fare comunicare le diverse istituzioni, \u00abil problema \u00e8 prettamente strumentale da parte delle due associazioni. Pretendere che le regioni si accollino l\u2019onere degli aumenti salariali non ha senso \u2013 ha spiegato Rita Pavan \u2013 anche perch\u00e9 in questi anni i datori del lavoro della sanit\u00e0 privata hanno offerto prestazioni, pagate con risorse pubbliche, retribuendo il personale di pari qualifica mediamente 100\/130 euro in meno rispetto al settore pubblico\u00bb.<\/p>\n<p>A questo punto, niente di nuovo sul fronte occidentale, verrebbe da dire. L\u2019onere, a onor del vero, \u00a0non \u00e8 certo cosa da poco. \u00abRiconosciamo l\u2019impegno richiesto \u2013 ammette Lucia Pezzuto \u2013 solo in Lombardia si tratta infatti di 50 mila dipendenti circa\u00bb. Ma da qui la provocazione: \u00abparliamo di personale altamente specializzato e laureato. Lo stipendio medio oscilla tra i 1.100 e i 1.300. Troppo pochi e soprattutto non adeguati al lavoro svolto.\u00a0Che valore vogliamo dare alla cura della persona?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abProvocazione\u00bb a parte, non resta che leggere i dati e da l\u00ec farsi un\u2019opinione. Per quanto riguarda la Lombardia i gruppi pi\u00f9 grossi nel settore profit sono l\u2019Umanitas, il gruppo San Donato \u2013 San Raffaele e la Multimedica. Il Don Gnocchi, la clinica Zucchi ed il Policlinico per quanto riguarda Monza.<\/p>\n<p>Tutti grossi gruppi che contano circa 1,4 milioni di ricoveri l\u2019anno, per un giro d\u2019affari che consta circa due miliardi di fatturato.<\/p>\n<p>\u00abIn questo settore \u2013 precisa Pezzuto \u2013 ci sono professionalit\u00e0 di eccellenza, e i malati o le persone che necessitano di cure arrivano da tutta Italia e dall\u2019estero. Non si possono mortificare cos\u00ec lavoratrici e lavoratori\u00bb. \u00abCom\u2019\u00e8 possibile \u2013 si chiedono da Cisl \u2013 che a fronte di questi numeri, le due associazioni non abbiano i fondi necessari per aumentare i compensi dei loro dipendenti?\u00bb Una provocazione ben chiara tramite cui Rita Pavan e Lucia Pezzuto ribadiscono l\u2019affermazione: \u00aba fronte di un fatturato cos\u00ec grande, a mancare \u00e8 solo la volont\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>La domanda sorge a questo punto spontanea.\u00a0Come risolvere la questione?\u00a0\u00abA livello locale \u2013 rispondono i due segretari \u2013\u00a0sono state messe a punto diverse iniziative, ma Aris e Aiop ancora non rispondono. Una nuova porta, tramite cui aprire un dialogo \u2013 si spera definitivo \u2013 sar\u00e0 quella del 15 aprile a Roma. Abbiamo convocato un attivo unitario dei delegati con la presenza dei segretari generali confederali. Non resta che vedere cosa succeder\u00e0 dopo l\u2019unitario \u2013 conclude \u2013 e se ancora non riceveremo una risposta, andremo avanti con lo stato di agitazione, che non esclude uno sciopero generale della categoria\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da\u00a0www.mbnews.it Il tentativo di dialogo portato avanti\u00a0dalle organizzazioni sindacali\u00a0\u00e8 stato inutile. 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