{"id":5619,"date":"2019-07-30T18:28:54","date_gmt":"2019-07-30T16:28:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=5619"},"modified":"2019-07-30T18:28:54","modified_gmt":"2019-07-30T16:28:54","slug":"salario-minimo-meglio-il-contratto-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=5619","title":{"rendered":"\u00abSalario minimo? Meglio il contratto nazionale\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Beatrice Elerdini<\/strong><br \/>\n<em><a href=\"https:\/\/www.mbnews.it\/2019\/07\/cisl-rita-pavan-un-buon-ccnl-e-sempre-meglio-di-un-salario-minimo\/\">Mb News<\/a><\/em><\/p>\n<p>Il salario minimo \u00e8 sul tavolo delle trattative del governo. \u00ab\u00c8 una battaglia di civilt\u00e0\u00bb, ha dichiarato Di Maio, promettendo che diventer\u00e0 legge. Dall\u2019altra parte, la Lega mette il freno sostenendo di temere che possa aumentare troppo il costo del lavoro per le imprese. Per la Cisl, si tratta di una scelta potenzialmente rischiosa: \u00abUn buon contratto nazionale \u00e8 sempre meglio di un salario minimo\u00bb spiegano a MBNews Rita Pavan, segretaria generale Cisl Monza Brianza Lecco e Stefano Goi, responsabile ufficio vertenze Monza Brianza Lecco.<\/p>\n<h4>Le ragioni dell\u2019esistenza del lavoro povero in Italia<\/h4>\n<p>\u00abIn Italia c\u2019\u00e8 un problema di salari bassi, ma non esiste un problema di mancanza di copertura di contratti nazionali. In molti Paesi Europei il salario minimo \u00e8 stato inserito proprio perch\u00e9 non esiste un sistema di tutela di contratti nazionali per tutte le categorie di lavoratori. Ci\u00f2 nonostante in nessun Paese europeo \u00e8 stato definito un salario minimo orario, per legge uguale, per tutti. Esistono commissioni nazionali, costituite dal ministero del Lavoro e dalle parti sociali, che ogni anno fissano i minimi salariali. Inoltre, nei Paesi in cui il salario minimo \u00e8 stato introdotto, questo non \u00e8 previsto per tutti, esistono alcune categorie di lavoratori, come apprendisti, <em>under 24<\/em>, disoccupati di lunga durata, colf, che sono rimaste escluse\u00bb, spiega la segretaria generale Cisl Monza Brianza Lecco.<\/p>\n<h4>Lavoratori tenuti in situazioni di irregolarit\u00e0<\/h4>\n<p>\u00abSecondo alcuni studi in Italia &#8211; continua -i lavoratori non coperti dai contratti nazionali sono circa il 10-15% della forza lavoro. In realt\u00e0, \u00e8 un dato non del tutto preciso perch\u00e9 se andiamo ad analizzare nel dettaglio le posizioni ci accorgiamo che non si tratta di lavoratori che non hanno un contratto nazionale di riferimento, ma vengono tenuti comunque in una situazione di irregolarit\u00e0: possono essere finti soci delle cooperative spurie che attraverso i regolamenti aziendali applicano delle paghe da povert\u00e0, oppure false partite Iva ora in aumento per effetto dell\u2019abbassamento della tassazione e con questa scusa pagate ancora meno. Non sono pochi i casi in cui persone dipendenti vengano infatti obbligate a passare a partita Iva. Infine ci sono i <em>part time<\/em> involontari, ovvero lavoratori costretti dalle aziende a lavorare con orario ridotto\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPer queste fasce di lavoratori non \u00e8 che non esista un contratto di riferimento, sono solo vittime di certi datori di lavoro che cercano di sfruttare ogni escamotage possibile per non mettere le persone in regola e quindi poterle pagare sempre meno\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIn questi casi, l\u2019ufficio vertenze della Cisl agisce invocando l\u2019articolo 36 della Costituzione, secondo il quale al lavoratore va garantita una retribuzione tale per cui possa avere una vita dignitosa, in rapporto al lavoro prestato \u2013 spiega Stefano Goi \u2013 e cos\u00ec apparentemente sembra rimanere l\u2019enigma di quale sia questa retribuzione. Sinora la giurisprudenza ha stabilito che \u00e8 quella garantita dai contratti nazionali maggiormente rappresentativi. Attualmente \u00e8 il settore della logistica quello che offre paghe pi\u00f9 basse, si parla addirittura di 4-5 euro all\u2019ora. In questi ambiti entrano in gioco le cooperative di facchinaggio, che per la maggior parte, fatte le dovute eccezioni, impongono contratti da miseria\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPer questo ci vorrebbero pi\u00f9 controlli. Attualmente in Italia si contano 4mila ispettori del lavoro a fronte di 1.800.000 aziende private. Per poter fare controlli a tappeto, questi ispettori dovrebbero effettuare controlli in 456 aziende all\u2019anno. Il fenomeno del lavoro irregolare va controllato, verificato e sanzionato\u00bb, ha aggiunto Rita Pavan.<\/p>\n<h4>I contratti pirata<\/h4>\n<p>\u00abA determinare la presenza di lavoro povero in Italia sono anche i cosiddetti contratti pirata. Nel nostro Paese, registrati al Cnel, ci sono 700 contratti nazionali, di cui solo 238 firmati da Cgil, Cisl e Uil. Gli altri sono sottoscritti da associazioni datoriali improvvisate. Anche su questo sarebbe opportuno intervenire, \u00e8 fondamentale ridurre i contratti pirata, considerato che si interpongono a quelli firmati dalle sigle sindacali pi\u00f9 rappresentative, per via del fatto che prevedono una riduzione dei costi pari addirittura al 30%\u00bb.<\/p>\n<h4>I rischi di un salario minimo<\/h4>\n<p>\u00abCome Cisl &#8211; continua Rita Pavan &#8211; siamo contrari all\u2019introduzione di un salario minimo per legge uguale per tutti. Il rischio \u00e8 che molte imprese (soprattutto Pmi) si sentano incentivate a uscire dagli obblighi del contratto nazionale, per applicare il salario minimo, integrato da soli contratti o regolamenti aziendali. Per fare un esempio concreto, se un\u2019azienda decide di applicare il famoso salario minimo orario di 9 euro, poi che fine fanno la tredicesima, la quattordicesima, il fondo pensione, le maggiorazioni, l\u2019indennit\u00e0, i premi, il fondo di integrazione sanitaria, il welfare contrattuale, la riduzione d\u2019orario e i permessi? Si tratta di differenze sostanziali che soltanto un contratto nazionale \u00e8 in grado di garantire. Il salario minimo non serve ad affrontare il problema dei lavoratori a basso reddito o part time involontario. Per costoro servono soluzioni di sostegno al reddito. Inoltre, l\u2019introduzione di un salario minimo rischia di rendere ancora pi\u00f9 difficili, se non irraggiungibili, i rinnovi di contratti nazionali in settori ad alta intensit\u00e0 di lavoro o nelle catene di appalto\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 altres\u00ec vero che esistono dei contratti nazionali per alcune categorie di operai che hanno una paga oraria al di sotto dei 9 euro, ma ai 6\/7 euro di contratto vanno comunque aggiunti tutti gli altri elementi che abbiamo poc\u2019anzi menzionato. Proprio di questo, ovvero del Tec, Trattamento Economico Complessivo, introdotto come concetto nell\u2019accordo dello scorso anno tra Cgil Cisl Uil e Confindustria, abbiamo parlato col Governo durante un recente incontro\u00bb.<\/p>\n<h4>Le proposte della Cisl<\/h4>\n<p>\u00abInnanzitutto occorre una norma che stabilisca il valore universale, ovvero erga omnes, dei minimi retributivi fissati dai Ccnl siglati dalle parti pi\u00f9 rappresentative, in modo che ogni datore di lavoro sia tenuto a garantire i trattamenti previsti dai Ccnl pi\u00f9 significativi. Ogni settore avrebbe quindi un salario contrattuale a valore legale. Eliminando i troppi contratti in dumping che legalizzano il sottosalario si otterrebbero risultati importanti. Questo \u00e8 molto diverso dal sancire 9 euro all\u2019ora per tutti i lavoratori. Poi \u00e8 vero che esistono settori il cui contratto nazionale di riferimento prevede paghe pi\u00f9 basse, come abbiamo detto poc\u2019anzi, ma \u00e8 anche dovuto alla debolezza economica del settore stesso. Per questi sarebbe impossibile imporre un salario a 9 euro all\u2019ora, significherebbe mandarli fuori mercato\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDal nostro punto di vista \u00e8 altres\u00ec importante che il Governo e il Ministero del Lavoro si confrontino maggiormente con il sindacato e le parti sociali, per definire misure condivise volte a innalzare i salari pi\u00f9 bassi. Occorre anche stabilire presso il Cnel e il ministero, un gruppo di lavoro delle parti sociali per la definizione dei perimetri della contrattazione. Inoltre \u00e8 doveroso che vengano finalmente attuati i protocolli per la misurazione della rappresentativit\u00e0 dei sindacati, definiti da tempo con Confindustria e al momento fermi al Ministero del Lavoro\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNon di meno \u00e8 fondamentale intervenire per vietare il lavoro in false cooperative e intensificare il contrasto al lavoro nero, irregolare e al caporalato, con norme <em>ad hoc<\/em>. Infine \u00e8 necessario abbassare le tasse di chi lavora a partire dai redditi pi\u00f9 bassi. Questa dovrebbe essere la priorit\u00e0 del governo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Beatrice Elerdini Mb News Il salario minimo \u00e8 sul tavolo delle trattative del governo. \u00ab\u00c8 una battaglia di civilt\u00e0\u00bb, ha dichiarato Di Maio, promettendo che diventer\u00e0 legge. Dall\u2019altra parte, la Lega mette il freno sostenendo di temere che possa aumentare troppo il costo del lavoro per le imprese. 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