{"id":8365,"date":"2020-09-18T16:11:33","date_gmt":"2020-09-18T14:11:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=8365"},"modified":"2020-09-18T16:12:06","modified_gmt":"2020-09-18T14:12:06","slug":"furlan-un-patto-sociale-per-un-paese-giusto-ed-equo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=8365","title":{"rendered":"Furlan :  &#8220;Patto sociale per un Paese pi\u00f9 equo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Ripartire dal Lavoro&#8221;: questo lo slogan della mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil che si \u00e8 svolta oggi in 23 piazze d&#8217;Italia. Dopo &#8220;La notte del Lavoro&#8221; del 29 luglio, le tre confederazioni hanno organizzato oggi una giornata di mobilitazione con iniziative regionali per avanzare proposte e invocare una partecipazione attiva dei sindacati alla costruzione del futuro del Paese, dopo l&#8217;emergenza Covid. Gli obiettivi e le modalit\u00e0 della Giornata di Mobilitazione Nazionale Unitaria sono stati illustrati nei giorni scorsi in conferenza stampa dai Segretari generali delle tre confederazioni che sono tornati a chiedere al Governo di aprire un tavolo di discussione. I tre segretari generali sono interventi in tre grandi citt\u00e0 del Nord, Centro e Sud e le altre piazze hanno visto la presenza dei segretari confederali. A Milano, in piazza Duomo, \u00e8 intervenuta la segretaria della Cisl Annamaria Furlan, a Roma, a piazza del Popolo, il segretario della Uil Pierpalo Bombardieri, a Napoli, in piazza Dante, il leader Cgil Maurizio Landini.<\/p>\n<p>&#8220;Volevo fortemente venire a Milano per due motivi: perch\u00e9 su questa piazza sono abituata a vivere ogni anno il 25 aprile e perch\u00e9 questa citt\u00e0 e questa regione, la Lombardia, pi\u00f9 di ogni altra, ha pagato un prezzo di vite troppo alto per quello che \u00e8 avvenuto nel nostro paese da quando \u00e8 apparso il Coronvirus&#8221;. Apre cos\u00ec il suo intervento dal palco allestito in a Piazza Duomo la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.<\/p>\n<p>&#8220;Il 25 aprile \u00e8 legato a quanto oggi stiamo dicendo, non solo a Milano ma in tante piazze italiane, perch\u00e9 \u00e8 al 25 aprile che noi dobbiamo molto se la nostra Repubblica \u00e8 fondata sul lavoro. Ed \u00e8 al lavoro che noi pensiamo, alla sua centralit\u00e0, al suo significato, del come viviamo in questo paese, della nostra comunit\u00e0 e del nostro modello sociale. Milano, la Lombardia, la locomotiva di questo paese, deve tornare ad esserlo in un modo completo, nel riconoscimento sociale del lavoro e del rispetto degli uomini e delle donne del lavoro. Anche per quelli che il lavoro non lo hanno e lo cercano. Il Covid racchiude in s\u00e9 tanti aspetti: disperazione e coraggio, sofferenza e generosit\u00e0, solidariet\u00e0 e solitudine ma anche rinascita. Tutti questi aspetti positivi, che mettiamo accanto a quelli negativi, si traducono nel lavoro, nella generosit\u00e0 e solidariet\u00e0 del lavoro, nella giustizia sociale che solo il lavoro pu\u00f2 dare&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il Covid ci ha cambiato la vita &#8211; ha sottolineato la leader della Cisl -. Le immagini dei carri militari a Bergamo e delle stazioni e delle piazze deserte, del silenzio, dei posti di blocco, dei medici, delle infermiere e degli infermieri, delle commesse e dei commessi, degli anziani che sono morti a migliaia. Non vogliamo pi\u00f9 vedere questi bollettini di guerra. Ci arrabbiamo quando ascoltiamo chi nega il Covid, la sofferenza, la morte perch\u00e9 negare significa immaginare di riviverlo e noi non vogliamo riviverlo. Il Covid ci ha insegnato che il virus non \u00e8 arrivato con i barconi della disperazione, ma si \u00e8 diffuso in altri ambienti, quando gi\u00e0 i segnali erano precisi. Davanti a &#8220;o la borsa o la vita&#8217; si \u00e8 pensato che fosse pi\u00f9 importante la borsa. Non dimentichiamo che vogliamo ricostruire un paese migliore di quello che ci ricordiamo prima del Covid. Un paese dove non \u00e8 necessario richiamare i medici in pensione per curare le persone, vogliamo ricostruire un paese dove la banda larga -e quindi il diritto alla istruzione a distanza &#8211; sia un diritto di ogni bambino, vogliamo costruire un paese dove la centralit\u00e0 di chi rappresenta il lavoro non sia riconosciuta solo nei momenti di disgrazia ma ogni giorno. La dignit\u00e0 del lavoro \u00e8 questa e per questo vi ringrazio di aver organizzato qui come in tutta Italia, come il 29 luglio a Roma, questa manifestazione rispettando le regole del Covid. Certo ci mancano gli abbracci ma rispettare le regole significa rispettare la vita e chi non rispetta le regole in modo ostentato e provocatorio non rispetta la vita. Diamo un esempio positivo come mondo del lavoro per tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto durante la pandemia&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ci siamo incontrati con il Governo attraverso i video, di notte, di domenica,\u00a0 per creare accordi importanti per mantenere condizioni di massima tutela possibili per tutti i lavoratori e lavoratrici che non si sono potuti fermare&#8221; ha tenuto a ricordare. &#8220;Responsabilmente ognuno ha messo del suo per creare intese e sintesi che facessero di questo paese un posto rispettoso per la vita degli uomini e donne del lavoro. Non abbiamo trovato difficolt\u00e0 in quel periodo ed \u00e8 grazie a quegli accordi tra le parti sociali ed il governo, e poi a quelli che i nostri delegati e delegate hanno fatto sui luoghi di lavoro, che si sono salvate tante vite, senza fermare le produzioni indispensabili. Ed \u00e8 attraverso quegli accordi, oggi in qualche modo sminuiti, che noi attraverso gli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti abbiamo creato le condizioni per non avere 10-20-30 volte tanti uomini e donne che hanno perso il lavoro&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Oggi \u00e8 il momento di ricostruire e lo possiamo fare e lo vogliamo fare per il cambiamento profondo che \u00e8 avvenuto anche in Europa. Credo che il governo italiano abbia contribuito tanto al cambiamento dell&#8217; Europa. Ma credo che il mondo del lavoro, il sindacato europeo, la sua capacit\u00e0 di confronto in ogni Stato, abbia creato condizioni affinch\u00e9 dall\u2019Europa dell\u2019austerit\u00e0 si pensasse a costruire un&#8217; Europa che in un momento cos\u00ec importante per la vita di tutti ripartisse dal lavoro.<br \/>\nIl Recovery fund \u00e8 esattamente questo: l\u2019Europa che cambia attraverso le donne e gli uomini del lavoro. Chi dice il contrario racconta frottole. Si poteva immaginare 8 mesi fa che l\u2019Europa cambiasse in questo modo? La messa in discussione del trattato di Dublino sull\u2019accoglienza dei richiedenti asilo, dei migranti, ci dice che le tante iniziative intraprese da Cgil Cisl Uil, anche con la Ces, non sono state inutili, alla fine hanno cambiato molto. Tutto non ancora, ma qualcosa si sta muovendo ed \u00e8 per questo che questa occasione straordinaria di ripartire dal lavoro non ce la dobbiamo far strappare di mano da nessuno\u201d.<\/p>\n<p>Furlan parla poi del dibattito sul Mes. \u201cCosa significa Mes? Per la sanit\u00e0 sono 37 miliardi che l\u2019Italia pu\u00f2 ottenere, oltre ai 209 miliardi del Recovery fund. In questi anni abbiamo assistito al taglio di ben 38 miliardi, perch\u00e9 non prendere i 37 per potenziarla? La sanit\u00e0 territoriale \u00e8 scomparsa dalla vista in questo paese, anche qui in Lombardia, e deve essere ripotenziata. Inventata da capo in tante regioni, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 mai stata. Perch\u00e9 non dire che tagliando i posti di lavoro di infermieri, lavoratori, medici si sono messi a posto i conti che non tornavano in questi anni. E drammaticamente tagliando anche i posti letto, perdiamo quelli delle terapie intensive. Ecco a cosa servono quei 37 miliardi: a non vivere pi\u00f9 la condizione che se c\u2019\u00e8 posto riesci a vivere ma se non c\u2019\u00e8 non hai speranza&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Basta con queste bandierine, abbiamo bisogno di seriet\u00e0 e responsabilit\u00e0. Tutte le istituzioni e le altre parti sociali devono esercitare il loro ruolo con responsabilit\u00e0. A luglio abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio di riconvocarci per definire assieme non i protocolli della sicurezza ma come meglio utilizzare le risorse del Recovery Fund per far ripartire il paese. Abbiamo manifestato per questo a Roma, in una manifestazione nazionale \u2013sempre rispettando le regole- non ci \u00e8 ancora arrivata nessuna convocazione. Per noi le priorit\u00e0 sono chiare, sono quelle che riportano il paese a creare condizioni di lavoro dignitoso. Iniziamo a sommare le risorse, ci sono fermi oltre 100 miliardi da investire per infrastrutture materiali e immateriali. Facciamo ripartire i cantieri per rendere sicuro il ruolo del nostro paese, per non morire di alluvioni e frane e poi mettiamo al centro dei progetti da finanziare, quello che \u00e8 il futuro: la ricerca, l&#8217;innovazione, la scuola.\u00a0 Tutto ci\u00f2 che drammaticamente da 20 anni viene tagliato&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Unitariamente, nel mese di aprile abbiamo inviato, attraverso le nostre categorie della scuola, la proposta al Governo e alla ministra Azzolina di un protocollo per mettere in sicurezza le scuole, sia nel pubblico che nel privato, ma non si capisce perch\u00e9 fino ad agosto non siamo riusciti ad avere un incontro. Se la scuola \u00e8 centrale si deve dimostrare. Per questo rinnoviamo alla ministra la disponibilit\u00e0 a dare una mano affinch\u00e9 la scuola sia sicura per chi lavora e chi la frequenta\u201d.<\/p>\n<p>D\u2019obbligo il passaggio su\u00a0innovazione e ricerca. \u201cCredo che tra le tante immagini che abbiamo visto durante la pandemia ce ne sia una molto bella: quella di alcune ricercatrici italiane che per prime nel mondo hanno individuato la morfologia di questo virus. Tra queste solo una non era precaria! E ora di dire basta con i ricercatori che vanno all\u2019estero perch\u00e9 in Italia rimangono precari per anni, cos\u00ec come sono precari gli insegnanti della scuola, come i medici, gli infermieri, le infermiere, i tantissimi giovani che vanno all\u2019estero, \u00a0mentre qui siamo stati costretti a richiamare persone che sono in pensione e a cui va tutta la nostra gratitudine per la solidariet\u00e0 dimostrata.<\/p>\n<p>Finanziare i grandi progetti sull\u2019innovazione, la formazione, la scuola, sbloccare i cantieri, sono passi fondamentali per far ripartire il paese. Ci sono troppi numeri assurdi sui progetti, un pulviscolo di progetti che possono creare il rischio di non centrare gli obiettivi strategici. Il nostro paese per essere competitivo nella qualit\u00e0 ha bisogno di innovazione per preparare i giovani al lavoro del futuro, ad essere protagonisti del cambiamento per non avere nuovi disoccupati. Purtroppo la formazione non \u00e8 mai al centro delle priorit\u00e0 del paese. I lavoratori devono avere il diritto alla competenza.<\/p>\n<p>Ed ecco il ruolo dei\u00a0contratti:\u00a0Che vergogna sentire quanto accade nella sanit\u00e0 privata. Abbiamo dimenticato le immagini degli infermieri sfiniti, durante la pandemia, dalle tantissime ore di lavoro. Come \u00e8 immaginabile creare la dignit\u00e0 del lavoro che riconosca la nostra carta costituzionale se dopo 14 anni si nega il rinnovo del contratto di questa categoria! Vergogna!\u00a0Quando abbiamo incontrato il Presidente Bonomi ci ha confermato la volont\u00e0 di Confindustria di aprire una stagione di contrattazione. Per questo motivo gli abbiamo detto di iniziare proprio da questo della sanit\u00e0 privata, perch\u00e9 \u00e8 importante in quanto ha coinvolto migliaia di uomini e donne che hanno rischiato malattie e vita pochi mesi fa. I contatti sono fondamentali non solo per garantire una giusta retribuzione, certo anche quello, ma perch\u00e9 attraverso la contrattazione si gestisce e promuove il cambiamento.<\/p>\n<p>Lo\u00a0Smart Working, strumento importantissimo, se ben usato fa crescere la qualit\u00e0 di vita del lavoro e la produttivit\u00e0. Fino ad ora non \u00e8 stato fatto Smart Working ma telelavoro, a cottimo in molti casi, senza regole. E\u2019 la contrattazione che si deve occupare di questo ma se non si aprono i tavoli diventa difficile credere alle parole di tanti che dicono e sottolineano l\u2019importanza della contrattazione. Sono parole, a noi interessano le firme!<br \/>\nPer questo abbiamo richiamato i lavoratori e le lavoratrici sulle piazze italiane, per dare questi due messaggi fondamentali: i sindacati confederali ci sono e sono rappresentativi e hanno, a nome e per conto dei lavoratori e pensionati, proposte da fare. E non diamo delega bianca a nessuno in questa rappresentanza sociale squisitamente sindacale. E poi, secondo messaggio, nessuno rimanga indietro a partire dai nostri anziani. Quest\u2019anno in finanziaria ci saranno le risorse che ci sentiamo promettere per la non autosufficienza che non riguarda solo gli anziani ma tanti disabili famiglie?<br \/>\nA proposito di contratti lo Stato, quale datore di lavoro per oltre 3 milioni di lavoratori e lavoratrici, le metter\u00e0 in finanziaria le risorse per rinnovare il contratto? \u00c8 con i numeri di quella finanziaria che capiremo la volont\u00e0, come capiremo la volont\u00e0 di fare la\u00a0riforma fiscale. Ci sono tante formule in giro in riferimento anche a modelli di altri paesi, validi, ma per noi il modello \u00e8 semplice: le casse dell\u2019erario sono pagate al 90% dal lavoro dipendente e dai pensionati. E\u2019 chiaro a chi va fatto pagare un po\u2019 meno fisco in questo paese. Basta formule per i condoni e rivediamo le tasse per queste categorie. Si sono abbassate le tasse agli autonomi, alle imprese ma devono essere abbassati anche gli altri lavoratori. Siamo al top come paese per evasione fiscale, evasione dell\u2019Iva. \u00c8\u2019 necessaria una riforma del fisco e della previdenza. L\u2019Ape sociale tra un po&#8217; scade e la vogliamo strutturale e allargata. Non tutti i lavori sono uguali cos\u00ec come non lo sono lavoratori e lavoratrici.<br \/>\nServe un patto sociale per il paese&#8221;\u00a0conclude la Segretaria generale della Cisl. &#8220;Non vogliamo tornare indietro ma costruire un paese pi\u00f9 giusto, pi\u00f9 equo dove la dignit\u00e0 del lavoro sia davvero al centro delle scelte. Per questo non ci fermeremo, andremo avanti fino a quando non arriveranno i risultati nelle case dei lavoratori, delle lavoratrici, dei pensionati e delle pensionate&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ripartire dal Lavoro&#8221;: questo lo slogan della mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil che si \u00e8 svolta oggi in 23 piazze d&#8217;Italia. 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