{"id":8402,"date":"2020-09-23T15:13:26","date_gmt":"2020-09-23T13:13:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=8402"},"modified":"2020-09-23T15:13:26","modified_gmt":"2020-09-23T13:13:26","slug":"st-non-cancellate-lo-smart-working","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monzalecco.lombardia.cisl.it\/?p=8402","title":{"rendered":"\u00abSt, non cancellate lo smart-working\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Lo <em>smart-working<\/em> \u00e8 uno strumento indispensabile. Il lavoro a casa ha permesso di continuare le attivit\u00e0 da casa durante la quarantena e ora, che il coronavirus non \u00e8 affatto sconfitto, non va messo in soffitta, anche perch\u00e9 pu\u00f2 rappresentare il primo pilastro di \u00abun\u2019organizzazione del lavoro pi\u00f9 moderna, amica dell\u2019ambiente e delle persone\u00bb. \u00c8 questo il senso di una petizione lanciata sulla piattaforma online <a href=\"http:\/\/www.openpetition.eu\">www.openpetition.eu<\/a> dal coordinamento europeo delle rappresentanze sindacali. L\u2019obiettivo \u00e8 di arrivare a 62mila firme. Un obiettivo non difficile da raggiungere considerato il fatto che, a pochi giorni dall\u2019avvio della raccolta \u00e8 gi\u00e0 vicino alle mille firme.<\/p>\n<p>La St Microelectonics \u00e8 il pi\u00f9 grande produttore di chip in Europa, ha circa 46.000 dipendenti in 11 fabbriche nel mondo, oltre che 80 uffici di vendita e marketing in 35 paesi che servono oltre 100mila clienti. In Italia conta pi\u00f9 circa 10 mila addetti di cui quasi 6000 in Lombardia: 4700 ad Agrate, 1200 a Castelletto di Cornaredo.<\/p>\n<p>\u00abLo strumento dello <em>smart-working<\/em> \u00e8 stato utilizzato in modo fortissimo nel momento pi\u00f9 critico dell\u2019emergenza sanitaria. Ha permesso di tutelare la salute dei lavoratori e di far andare avanti i programmi di progettazione, produttivi, commerciali in un contesto di crisi mondiale &#8211; spiegano i delegati della St di Agrate Brianza -. Chiediamo di continuare a utilizzare il lavoro da remoto non in maniera massiccia, come \u00e8 avvenuto mesi fa, ma con una flessibilit\u00e0 maggiore rispetto a quella che l\u2019azienda vuole concedere. La pandemia c\u2019\u00e8 ancora. \u00c8 bene rientrare in fabbrica ma con gradualit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Durante la quarantena, grazie a un accordo sindacale, tutti coloro che potevano sono rimasti a casa in <em>smart-working<\/em>. Nello stabilimento sono rimasti solo i lavoratori dei reparti produttivi e i manutentori, circa 1.700 persone. Nel clou del lockdown, quasi il 100% dei 2.700 dipendenti \u00abnon produttivi\u00bb ne ha goduto. Oggi i dati sono scesi e attualmente il 70% dei \u00e8 tornato in sede e l\u2019obiettivo della direzione aziendale \u00e8 di raggiungere l\u201985% entro fine settembre.<\/p>\n<p>\u00abLo stato di emergenza del governo durer\u00e0 fino al 15 ottobre \u2013 osservano i delegati -. Noi pensiamo che si possa e si debba concedere lo <em>smart-working<\/em>, a rotazione, a tutti coloro che possono, compatibilmente con la loro attivit\u00e0, in modo da assicurare una presenza massima nel sito del 60%\u00bb.<\/p>\n<p>La petizione di sindacati e lavoratori \u00e8 indirizzata al Ceo di St, Jean-Marc Chery. \u00abLavorare da remoto &#8211; scrivono &#8211; ha permesso di tutelare al meglio la salute dei dipendenti ma anche di proseguire le attivit\u00e0 necessarie alla sopravvivenza di St in un contesto mondiale di crisi economica e di sperimentare questa modalit\u00e0 di lavoro in ambiti diversi da quelli tradizionalmente ritenuti ottimali\u00bb. Un esperimento positivo da non abbandonare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo smart-working \u00e8 uno strumento indispensabile. 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