Cgil, Cisl e Uil della Brianza chiedono la proroga a due anni del permesso di soggiorno per attesa occupazione (adesso è un anno), la regolarizzazione delle posizioni dei migranti che hanno già perso il permesso di soggiorno per disoccupazione e una lotta seria al lavoro nero e allo sfruttamento
Più tutele per gli immigrati disoccupati. È quanto chiederanno Cgil, Cisl e Uil della Brianza martedì 28 giugno in un presidio davanti alla Prefettura di Monza (via Prina 17, ore 11,30) e uno davanti a quella di Lecco (corso Promessi 36, ore 17,30).
La crisi economica di questi ultimi otto anni ha colpito duro gli stranieri presenti in Italia. Molti di loro hanno perso il lavoro e trovarne un altro è sempre più difficile. Per un immigrato non avere più il posto non significa solo la mancanza di un reddito per sé e la famiglia, ma anche il rischio concreto di non vedersi rinnovare il permesso di soggiorno. Senza documenti l’alternativa è tornare in patria, vivere in Italia da clandestini o trasferirsi in un altro Paese. Il rischio è che questi lavoratori finiscano nella trappola del lavoro sommerso senza diritti e tutele.
Cgil, Cisl e Uil della Brianza chiedono la proroga a due anni del permesso di soggiorno per attesa occupazione (adesso è un anno), la regolarizzazione delle posizioni dei migranti che hanno già perso il permesso di soggiorno per disoccupazione e una lotta seria al lavoro nero e allo sfruttamento.
«Queste richieste – spiegano i responsabili dell’Anolf, l’associazione di migranti legata alla Cisl – sono state presentate dai sindacati ai vari Governi che si sono avvicendati. Ma non è mai arrivata una risposta. Per questo motivo organizziamo il presidio, una iniziativa che è parte di una mobilitazione nazionale per tutelare i lavoratori stranieri».