Nella mattinata di ieri, come preannunciato, i lavoratori e le lavoratrici della CLEAF spa di Lissone hanno incrociato le braccia per protesta contro l’atteggiamento dell’azienda che nega, ormai da anni e nonostante risultati di bilancio più che positivi, di riconoscere ai lavoratori un contratto di secondo livello che porterebbe con se benefici economici e welfare, un aiuto per le famiglie alle prese con il caro bollette e in generale l’aumento del costo della vita.
“L’azienda lamenta aumenti dei costi, ma qui parlano chiaro i numeri: bilanci sempre in crescita, tenuti in piedi da 300 persone che tutti i giorni lavorano con serietà e impegno”, denunciano i funzionari di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil territoriali, che aggiungono: “Non è accettabile che, nel 2026, esistano ancora i cosiddetti ‘padroni’, convinti di poter decidere il futuro delle persone con vecchie logiche paternalistiche. Ancora peggio – insistono – c’è chi continua a ripetere ‘se non ti sta bene te ne puoi anche andare’. Un modo di concepire il lavoro che dovrebbe appartenere al passato e che non ha più posto in un contesto professionale moderno, basato sul rispetto e sulla valorizzazione delle persone”.
“È inaccettabile il ricatto al quale ci sottopongono ad ogni incontro di trattativa, che ci danno qualcosa solo se rinunciamo a fare l’assemblea sindacale”, denunciano i funzionari di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil Monza Brianza davanti ai cancelli della Cleaf Spa insieme ai lavoratori oggi in sciopero.
“Il lavoro va riconosciuto, inaccettabile che un’azienda di queste dimensioni non valorizzi la qualità dei propri dipendenti”, continuano unitariamente le organizzazioni sindacali, rivendicando “un confronto serio su organizzazione del lavoro e turnazioni, conciliazione dei tempi di vita-lavoro, riconoscimento della professionalità e adeguamento economico proporzionato all’impegno ai risultati raggiunti”.
“La proposta dell’azienda è semplicemente ridicola: l’aumento del ticket mensa di 1€ per un totale, tolte le ferie, di poco più di 200 euro all’anno. Avanti con la mobilitazione fino ad avere risposte serie!”, concludono.






Alessandro Vasile, operatore FILCA CISL Monza Brianza Lecco