La disdetta di tutti gli accordi sindacali e delle prassi aziendali, il mancato pagamento di buona parte dei Premi di Risultato, l’erogazioni di bonus unilaterali erogati a totale discrezione aziendale e senza alcuna considerazione delle anzianità e professionalità, i mancati investimenti per la messa in sicurezza dei reparti e degli ambienti di lavoro, nonostante l’intervento anche degli organi pubblici preposti al controllo della salute e sicurezza. Sono queste le ragioni che hanno spinto nel pomeriggio di ieri FIM CISL e FIOM CGIL a proclamere uno sciopero di 8 ore su ogni turno per la giornata di venerdì 18 settembre 2026.
“In queste settimane abbiano inoltre assistito ad una forte pressione e repressione del dissenso sindacale, con costanti e continue lettere di contestazione disciplinare per mancati raggiungimenti di produttività e addirittura anche per contestare l’adesione allo sciopero degli straordinari in precedenza proclamato” raccontano i rappresentnati sindacali Francesca Melagrana, operatrice FIM CISL Monza Brianza Lecco e Claudio Rendina, operatore FIOM CGIL Brianza. “La mobilitazione – spiegano – nasce dal perdurare di numerose problematiche, a partire dalla salute e sicurezza dei luoghi di lavoro, già segnalate nel corso dell’ultimo anno e dall’assenza di soluzioni strutturali e verificabili: alte temperature critiche nei reparti produttivi, aspirazione fumi inadeguata, guasti alle docce e ai servizi igienici, insalubrità delle aree mense, mancata programmazione delle ferie residue per agevolare il recupero psicofisico, ricorso frequente allo straordinario, uso e abuso costante di lettere di contestazione.
Nel centenario della fondazione della Brugola OEB Industriale con siti in Lissone e Desio sono alte le aspettative da parte di lavoratrici e lavoratori. Aspettative alimentate anche dagli articoli di stampa rilasciati dal Presidente Jody Brugola, che annuncia il rilancio delle attività e gli investimenti nei siti italiani. Aspettative che ricevono una doccia fredda nella quotidiana realtà lavorativa: i dipendenti Brugola stanno subendo negli ultimi mesi una forte pressione da parte della direzione aziendale per affrontare la difficile situazione di mercato, non imputabile però all’attività lavorativa di ognuno di loro.
“Rivendichiamo con questa mobilitazione un intervento tempestivo e definitivo sulle problematiche di salute e sicurezza e per ricostruire delle relazioni sindacali stabili e di qualità, che possano portare tra l’altro in sede di trattativa a elementi premianti che tengano conto realmente delle professionalità, anzianità e impegno profuso in azienda”.