Tasse locali più eque e proporzionali, case accessibili e servizi vicini al cittadino: le richieste per tutelare i lavoratori, i pensionati e le famiglie
CGIL, CISL, UIL e pensionati avviano la trattativa con i Comuni della Brianza per il triennio 2026-2028: “Ci confrontiamo con gli Enti locali su fisco e tariffe, casa e ambiente”
I diritti di lavoratori e pensionati si difendono non soltanto contrattando nelle aziende, ma anche confrontandosi con gli Enti locali. È con questa convinzione che anche quest’anno CGIL, CISL e UIL di Monza e della Brianza, insieme alle rispettive federazioni dei pensionati, inviano ai Comuni della Provincia la Piattaforma sociale territoriale: lo strumento con cui il sindacato promuove la negoziazione e il confronto con gli Enti locali con l’obiettivo di migliorare il rapporto tra istituzioni e cittadini, nel comune intento di rispondere ai bisogni di questi ultimi in una prospettiva universalistica e solidale.
Fisco e tariffe, casa e ambiente sono i temi cardine della Piattaforma presentata per il triennio 2026-2028, un documento che tocca però tanti altri argomenti, dagli appalti alla tutela della fragilità, disabilità, anziani e non autosufficienza, dalle politiche migratorie a quelle giovanili e di genere, dalla sanità al diritto allo studio.
“La fiscalità locale deve essere utilizzata come strumento di equità sociale e di sostegno ai redditi, garantendo servizi accessibili e tutelando le fasce deboli della popolazione. Le imposte e le tariffe sui servizi sono la leva con cui i Comuni possono intervenire a tutela del reddito di cittadine e cittadini”, dichiarano unitariamente CGIL, CISL, UIL e pensionati territoriali.
Ecco perché le organizzazioni sindacali chiedono agli Enti del territorio di introdurre o consolidare una soglia di esenzione fiscale sui redditi non inferiore a 18mila euro annui e l’introduzione o il mantenimento di aliquote differenziate per fasce di reddito, “senza dimenticare il potenziamento delle attività finalizzate al recupero dell’evasione fiscale”, aggiungono.
CGIL, CISL, UIL e pensionati, ritengono che le amministrazioni locali possano giocare un ruolo chiave anche nell’affrontare l’emergenza abitativa considerato che “l’innalzamento dei tassi di interesse sui mutui, le difficoltà di accesso ai mutui stessi e le nuove dinamiche dei mercato immobiliare, colpisce ormai larghe fasce di popolazione”.
“Chiediamo – spiegano – di incrementare le soluzioni per l’emergenza abitativa a livello comunale e di ambito, anche creando fondi di garanzia. Il mercato dell’affitto può essere stimolato incentivando il canone concordato e disincentivando lo sfitto attraverso la leva fiscale, ma anche costituendo fondi a supporto della morosità incolpevole, definizione di programmi per nuovi alloggi sociali, cohousing e residenzialità leggera per anziani”.
Il tema della casa, con la proposta di “definizione di programmi di riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico esistente e di mappatura degli edifici pubblici inutilizzati e riconvertibili in edilizia residenziale pubblica e sociale”, si lega a quello dell’ambiente: “I nuovi insediamenti abitativi possono essere necessari, ma è necessario privilegiare la riqualificazione delle aree dismesse destinando la maggioranza degli oneri di urbanizzazione a interventi di compensazione ambientale”.
“Tutelare l’ambiente – aggiungono CGIL, CISL, UIL e pensionati – significa rafforzare strumenti conosciuti come la raccolta differenziata e il trasporto pubblico locale, ma anche gestire situazioni nuove quali l’incremento anomalo delle temperature, che deve essere affrontato attraverso l’istituzione di rifugi climatici e climatizzando ambienti amministrativi e scolastici”.
E sulla “realizzazione dei data center” sul nostro territorio, le organizzazioni sindacali chiedono “molta attenzione” per “valutarne l’impatto ambientale”.
Con questa Piattaforma sociale, CGIL, CISL, UIL e pensionati rinnovano il proprio impegno per rappresentare, anche fuori dai luoghi di lavoro, le cittadine e i cittadini, puntando in primo luogo sul dialogo con le amministrazioni comunali, consapevoli della necessità di una interlocuzione anche più ampia (provincia, ambiti, imprese, terzo settore, associazionismo) per gettare le basi di un welfare territoriale generativo così che i nostri territori siano sempre più generosi, inclusivi e attrattivi.