Nulla di fatto nell’incontro di ieri al MIMIT sul destino della storica azienda dei passeggini diArcore, la PEG PEREGO.
Seduti al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) le organizzazioni sindacali Fim-Cisl e Fiom-Cgil di MBL, Fim-Cisl e Fiom- Cgil di Venezia, con le rispettive RSU e la direzione aziendale rappresentata dal responsabile HR e l’advisor Vertus. All’incontro non era presente nessun componente della famiglia Perego. “Un’assenza che, alla luce della situazione che stanno vivendo i dipendenti da anni, rappresenta un fatto grave e inaccettabile” commentano le operatrici sindacali Gloriana Fontana di FIM CISL Monza Brianza Lecco e Adriana Geppert della FIOM CGIL Brianza. “Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità e metterci la faccia! Come hanno sempre fatto le lavoratrici ed i lavoratori in questi anni”.
L’azienda avrebbe dovuto presentare il piano industriale di Peg Perego in Italia. “Per l’ennesima volta ci siamo trovati di fronte ad un’azienda che non ha fornito alcuna informazione sul progetto di riorganizzazione, riqualificazione e reindustrializzazione, nessuna risposta sulla permanenza produttiva della PEG PEREGO nel nostro paese. Dopo sei incontri, ci stiamo ancora chiedendo quale sarà il destino degli stabilimenti. Questo tipo di atteggiamento è uno schiaffo alle lavoratrici e lavoratori”.
Le uniche informazioni emerse al tavolo ministeriale sono per lo stabilimento di San Donà di Piave la manifestazione di interesse da parte di due aziende: una operante nel settore navale e un’altra nel settore dell’arredamento, ma senza specificare null’altro.
Per lo stabilimento di Arcore si è parlato di progetto di Piano Industriale triennale presentato al momento solo agli istituti di credito. L’azienda non ha fornito nessun’altra informazione sulle linee guida che hanno utilizzato per la costruzione di questo piano industriale che al momento resta segreto.
“Nell’ultima fiera in Germania (Colonia) la Peg Perego ha presentato due passeggini e un seggiolone
completamente Made in Cina” continuano le rappresentanti sindacali “riteniamo anche questo un segnale molto preoccupante per il futuro della produzione dei due stabilimenti in Italia, con l’aumento della delocalizzazione delle produzioni in Cina e nei paesi low cost, ma continuando a sostenere il marchio PEG PEREGO come MADE IN ITALY”.
Il Mimit, preso atto che le informazioni date dall’azienda non sono sufficienti per poter parlare di un progetto industriale, ha calendarizzato un nuovo incontro il prossimo 1 dicembre.
“Il 1 dicembre ci aspettiamo il Piano Industriale che salvaguardi la presenza produttiva e l’occupazione di PEG PEREGO nel nostro paese.”