A Monza è attivo un ufficio che aiuta colf, badanti e famiglie a espletare tutte le pratiche di un rapporto di lavoro regolare. Perché, ricorda Paola Radaelli, la responsabile dell'ufficio: «Assumere in regola un assistente famigliare è una scelta etica ma, nel suo complesso, anche economica»
«Ma è davvero conveniente tenere una colf o una badante con un rapporto di lavoro in “nero”? Io direi di no». Paola Radaelli, responsabile dell’ufficio colf-badanti della Cisl, è categorica. A suo parere non solo non è etico («si evadono le tasse e i contributi»), ma non ha neppure una giustificazione economica.
«Se guardiamo al costo puro e semplice – osserva la Radaelli – forse è vero che si risparmia qualcosa tenendo un lavoratore in "nero". Dico forse perché un rapporto irregolare non copre i costi dell’infortunio del lavoratore (e gli incidenti domestici, purtroppo, sono frequenti), ma non offre neppure la copertura contributiva ed evade il Fisco. Questo può avere effetti negativi sul datore di lavoro che può trovarsi a pagare somme consistenti se il lavoratore gli fa causa». Senza calcolare che il datore di lavoro che firma un contratto regolare per una colf o una badante può usufruire di agevolazioni fiscali relative ai contributi versati.
Spesso sono gli stessi lavoratori a chiedere un contratto in «nero». «Sì, lo sappiamo – continua la Radaelli -, ma sbagliano. Ripeto il contratto di lavoro offre una copertura sugli infortuni, che altrimenti non esiste, e offre anche i contributi previdenziali. Il lavoratore, quando andrà in pensione, si ritroverà così una rendita che gli permetterà una vecchiaia più serena. Senza contributi su quale pensione potrà contare?».
Paola Radaelli parla sulla base dell’esperienza maturata in diversi anni allo Sportello colf-badanti della Cisl. Un ufficio che, ogni mese, offre consulenza a 850 famiglie per la costituzione del rapporto di lavoro (stesura lettera di assunzione, pratiche Inps, dichiarazione per il permesso di soggiorno, ecc.), la gestione del contratto (elaborazione del cedolino paga, del modello Mav per i contributi, gestione dei versamenti alla cassa colf, Cud), la cessazione di fine rapporto, in campo fiscale e sul disbrigo delle pratiche per gli stranieri.
«Questi sono i nostri compiti istituzionali – spiega Paola Radaelli -, ma non ci fermiamo qui. Quello tra badanti, colf e famiglie è un rapporto di lavoro particolare in cui la dimensione lavorativa si intreccia con la dimensione privata della vita famigliare e il rapporto diretto con il dipendente. Spesso quindi ci troviamo a mediare tra famiglie e lavoratori. Ci sono rapporti consolidati che non hanno bisogno di alcun intervento. Ce ne sono altri che invece necessitano un impegno continuo di intermediazione tra datore di lavoro e dipendente. Come Cisl ci teniamo alla regolarità del rapporto di lavoro ma, allo stesso tempo, vogliamo tutelare due realtà altrettanto fragili: la famiglia e il lavoratore».
Info – Sportello Colf-Badanti, via Dante 6, 20900 Monza (Mb); tel. 0392399314; mail: labor93.colf@cisl.it; gli uffici sono aperti lunedì e venerdì dalle 9 alle 11, martedì e giovedì dalle 14 alle 15,30, mercoledì chiuso.