Presidio dei dipendenti del panificio di Muggiò davanti ai cancelli del Tribunale di Monza: «Che cosa ne sarà del sito produttivo? E degli impianti? E dei lavoratori? I nuovi proprietari quale gioco stanno giocando? Le istituzioni intervengano per salvare la nostra azienda»
Il destino della Nuova Panem e dei suoi 150 dipendenti è legato a un filo. A oggi non si sa ancora che cosa ne sarà del sito produttivo, degli impianti, dei lavoratori. Di fronte a questa incertezza, oggi 2 maggio, si è tenuto un presidio di un centinaio di lavoratori (tra i quali quelli delle società in appalto) davanti al Tribunale di Monza
«Il motivo che ci ha portato a questa iniziativa – spiegano i responsabili di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil – è l’ennesima mancanza di certezza sul futuro occupazionale. L’esito dell’incontro col giudice, ci ha lasciato con più dubbi che certezze, motivo per il quale nella giornata di oggi abbiamo deciso di fare una richiesta d’incontro urgente sia presso la prefettura sia presso Arifl (Agenzia Regionale per l'Istruzione, la Formazione e il Lavoro)».
Il sindacato chiede un impegno ufficiale da parte delle istituzioni per salvare la realtà produttiva di Muggiò. «È evidente – osservano – che in questa situazione disperata, le istituzioni devono assumersi la responsabilità del futuro di 150 famiglie a partire dal ministero per lo Sviluppo economico che si è fatto garante di questi imprenditori d’avventura, considerando che il 4 gennaio, nel bel mezzo delle festività natalizie, questi stessi imprenditori brindavano al lavoro alla presenza delle autorità e dei lavoratori».