FURLAN: «K-FLEX, LICENZIAMENTI INACCETTABILI»

La Segretaria generale della Cisl: ««Esprimiamo la più ampia solidarietà a questi lavoratori che hanno ricevuto le lettere di licenziamento e lotteremo insieme a loro con ogni mezzo per impedire questa vergogna». Domani intanto presso il Tribunale di Monza si svolgerà l'udienza sul ricorso per la richiesta di annullamento dei licenziamento per condotta antisindacale

«La vertenza dei lavoratori dell'isolante K-Flex riveste un carattere simbolico ed emblematico per tutto il movimento sindacale italiano». Lo dichiarano in una nota congiunta Annamaria Furlan, Segretaria generale della Cisl, e Angelo Colombini, Segretario generale della Femca, sulla vicenda della chiusura dei reparti produttivi italiani della K-Fex di Roncello. «I 187 lavoratori di questa azienda sono in sciopero da 100 giorni e presidiano la fabbrica per 24 ore su 24 per impedire una vergognosa delocalizzazione in Polonia di una azienda che ha usufruito di 13 milioni di un prestito pubblico per la ricerca, in parte a fondo perduto – continuano i responsabili sindacali -. La K-Flex è una azienda leader mondiale nel mercato degli isolanti in gomma con 11 sedi produttive, duemila dipendenti, 350 milioni di fatturato e 11 milioni di utili non può e non deve scappare dall'Italia. Nel bilancio del 2016 cresce addirittura il fatturato, aumenta il margine lordo e diminuisce il costo del lavoro e quindi aumenta l'efficienza produttiva. 
Si annuncia contestualmente il raddoppio dello stabilimento in Polonia e ingenti investimenti negli Stati Uniti». Tutto ciò «rende inaccettabili i 187 licenziamenti a Roncello e la chiusura della produzione».

Domani presso il Tribunale di Monza si svolgerà l'udienza dove le organizzazioni sindacali unitariamente hanno richiesto l'annullamento della procedura di licenziamento per condotta antisindacale poiché l'azienda non ha rispettato gli accordi sottoscritti sul mantenimento dell'occupazione per tutto il 2017 e non ha consentito un esame congiunto per evitare licenziamenti. 

«Esprimiamo la più ampia solidarietà a questi lavoratori che hanno ricevuto le lettere di licenziamento e lotteremo insieme a loro con ogni mezzo per impedire questa vergogna – concludono -. Chiediamo al Governo italiano di intervenire su questa vicenda e di convocare un tavolo urgente che produca una soluzione sul mantenimento dell'occupazione nel territorio nazionale e che tramite interventi straordinari impedisca che i fondi pubblici diventino l'ingrediente di licenziamenti e disoccupazione e disperazione sociale. Occorre prevedere vincoli precisi per le aziende che intendono delocalizzare le produzioni dopo aver ricevuto finanziamenti pubblici. Non basta la promessa di restituzione dei fondi provenienti dalle tasche dei cittadini. Bisogna vincolare con un provvedimento legislativo la K-Flex e le altre aziende che hanno ricevuto sovvenzioni pubbliche a rimanere in Italia, come fanno tra l'altro altri paesi europei, altrimenti si tratta solo di aiuti di stato ad imprese che non solo non esercitano una responsabilita' sociale ma fanno anche un cattivo uso dei fondi pubblici».