PROVINCE E SANITÀ IN AGITAZIONE

Nei due comparti, il sindacato lamenta situazioni di estrema difficoltà finanziarie e per gli organici legate ai tagli  di bilancio. Il 19 maggio si terrà un attivo dei dirigenti e delegati del settore sanità

«Stato di agitazione di tutto il personale di Province e Città metropolitane con iniziative di mobilitazione in tutti i territori». La protesta è proclamata dalle categorie dei lavoratori pubblici di Cgil, Cisl e Uil, che, in una nota denunciano «difficoltà finanziaria in cui versano» gli enti che sta determinando «una situazione di estrema criticità nell'erogazione dei servizi offerti, alla quale si aggiungono le condizioni di notevole precarietà che sta vivendo il personale impiegato in tali servizi, penalizzato pesantemente, anche da un punto di vista salariale».

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp puntano il dito contro il decreto Enti locali: «Abbiamo proclamato lo stato d'agitazione di tutto il personale di Province e Città metropolitane, con l'obiettivo di modificare il testo del decreto». Tanti, fanno sapere, «sono gli enti che non riescono più a garantire la manutenzione ordinaria di strade e scuole e tanti sono gli enti in ritardo con il pagamento degli stipendi». Per i sindacati «è necessario estendere le norme sullo sblocco del turn over anche a Province e Città metropolitane».

Insoddisfazione anche nel comparto sanità. Regione Lombardia, pur dichiarandosi consapevole della supposta carenza  di personale e dei disagi creati dalla riforma, ha ribadito il limite delle risorse disponibili e il proprio dovere di rispettare i limiti di spesa.  Intende aprire al confronto ma nel rispetto dei limiti posti dalle leggi vigenti. In riferimento alle Risorse aggiuntive regionali, la parte pubblica ribadisce la proposta precedente già non accettata dai sindacati, in quanto viene negata l’esistenza di specifici disagi, che invece in alcuni casi si sono oggettivamente determinati e non offre risposte sufficienti.

La Cisl Fp Lombardia ha sottolineato le difficoltà incontrate nella contrattazione sindacale sia in sede aziendale che regionale e ha segnalato inoltre la carenza strutturale di personale. La riorganizzazione del sistema ha comportato per i dipendenti nuove assegnazioni con conseguente nuova definizione dei fondi anche in modo peggiorativo.

«Il rispetto dei limiti posti dal Mef, può essere ottenuto anche facendo scelte politiche diverse, come riorganizzare e riqualificare alcuni ospedali che erogano poche prestazioni, recuperando il personale – afferma Franco Berardi, segretario generale Cisl Fp Lombardia – il sistema sanitario lombardo ha sempre funzionato grazie alla disponibilità ed al senso di responsabilità di tutto il personale. Per questo il percorso va organizzato con un costante confronto con i rappresentanti dei lavoratori che conoscono le criticità del sistema e possono contribuire a dare risposte di qualità ai cittadini. Servono scelte di indirizzo coraggiose per avviare la risposta alla presa in carico territoriale». Visto l’esito dell’incontro le organizzazioni confermano lo stato di agitazione per il personale del comparto della sanità lombarda e si riservano di attuare tutte le misure necessarie. Intanto, per il 19 maggio a Milano è stato convocato un attivo unitario dei delegati e dirigenti