«Le risorse non sono molte – osserva Nicola Turdo, segretario generale della Fp Cisl Mbl -, ma l’intesa va giudicata positivamente. Rimane però il problema del personale. Oggi la sanità pubblica a livello territoriale non solo è fortemente sotto-organico, ma sta invecchiando. L’età media degli operatori è salita a 51 anni. Troppo per reggere i ritmi sempre più forsennati della sanità pubblica»
Una quota annua che varia dai 570 ai 765 euro all’anno a seconda dell’inquadramento e una quota supplementare di 35 euro per tutti i dipendenti. È quanto garantisce l’intesa raggiunta da Cisl Fp, Fp Cgil, Uil Fpl, Fsi Usae, Nursing Up, Fials e Regione Lombardia sulle Risorse aggiuntive regionali (Rar) per il personale della sanità.
«L’intesa sulle Rar 2017 ha come primo obiettivo comune la piena valorizzazione del sistema sanitario lombardo e del personale operante – sottolinea Franco Berardi, segretario generale Fp Cisl Lombardia – visto il forte impegno nel processo di riforma che porterà nel corso dell’anno 2017 alla messa a regime dei nuovi servizi e a una nuova suddivisione delle competenze».
I sindacati e Regione Lombardia hanno convenuto di mantenere anche per il 2017 le quote Rar del 2016. Esclusivamente per l’anno 2017 è stato ottenuto il riconoscimento di una quota aggiuntiva di 35 euro per ogni unità di personale in servizio.
«Le risorse non sono molte – osserva Nicola Turdo, segretario generale della Fp Cisl Mbl -, ma l’intesa va giudicata positivamente. Rimane però il problema del personale. Oggi la sanità pubblica a livello territoriale non solo è fortemente sotto-organico, ma sta invecchiando. L’età media degli operatori è salita a 51 anni. Troppo per reggere i ritmi sempre più forsennati della sanità pubblica».
Dei problemi del comparto e del personale se ne parlerà nei tavoli di contrattazione aziendale previsti dall’accordo sulle criticità della riforma sanitaria firmato insieme all’intesa sulle risorse aggiuntive.
«L’accordo sulle criticità della riforma sanitaria – spiega Berardi – ha l’obiettivo di governare il percorso di attuazione della riforma attraverso il confronto con le Rsu e le organizzazioni sindacali, valorizzando l’impegno e la professionalità degli operatori del sistema sanitario lombardo, nell’ottica di potenziarne il confronto, con il massimo grado di condivisione, trasparenza e corretta gestione delle relazioni sindacali sia a livello regionale che territoriale».