In una lettera inviata al segretario generale e ai direttori del ministero, il ministro dello Sviluppo economico invita a inserire nei bandi per la concessione di contributi alle aziende che internazionalizzano, clausole che le obblighino a mantenere la produzione in Italia e a salvaguardare i posti di lavoro. La lotta dei dipendenti K-Flex non è stata vana…
Dal ministero dello Sviluppo economico arriva uno stop ai contributi pubblici ad aziende che delocalizzano chiudendo le attività in Italia e licenziando i lavoratori italiani. In una lettera al segretario generale del ministero e ai direttori generali, il ministro Carlo Calenda chiede che, qualora non siano previste norme specifiche, siano introdotte «a livello amministrativo» specifiche ipotesi di decadenza dai benefici ricevuti per le imprese che decidono di delocalizzare, ridurre o cessare la propria produzione o attività.
Il ministro raccomanda «vincoli temporali» per il mantenimento dei beni e delle attività nel nostro Paese. Chiede però che vengano anche inserite «specifiche clausole» per le agevolazioni concesse. In sostanza, chi riceverà i benefici dovrà mantenere nel nostro Paese, almeno per un certo periodo, le produzioni e qualora non lo facesse potrebbe vedersi recapitare la richiesta di restituzione dei contributi.
Secondo il ministro, in assenza di leggi apposite, è sufficiente che queste clausole siano inserite nei singoli bandi per le aziende. Clausole che, appunto, prevedono un «obbligo di mantenimento per un arco temporale della struttura produttiva con decadenza automatica dal beneficio nelle ipotesi di delocalizzazione, contrazione o cessazione dell’attività ovvero di riduzione del personale».
La battaglia dei lavoratori della K-Flex non è quindi stata vana. Hanno combattuto per mantenere il posto di lavoro e non ci sono riusciti. Grazie alla loro lotta, però, è diventata evidente la contraddizione di situazioni in cui le società che prendono sussidi pubblici per internazionalizzare le attività, poi chiudano in Italia e licenzino i lavoratori italiani.
«Credo – ha dichiarato Roberto Rampi, deputato brianzolo – che l’esperienza della K-Flex debba essere l’occasione per tutti per cambiare. Il grande insegnamento morale di questi lavoratori non va sprecato».