BETTINI DICHIARA 30 ESUBERI. IL SINDACATO: «SCIOPERIAMO»

L'azienda di Monte Marenzo, che lavora nei settori chimico e meccanico, ha aperto la procedura di mobilità per quasi la metà dell'organico. Massimo Ferni, Femca Cisl Mbl: «Avevamo chiesto che si applicasse la cassa integrazione, ma la direzione ha optato per il muro-contro-muro. Per questo sciopereremo»

Sciopero di 8 ore domani alla Bettini di Monte Marenzo. I lavoratori incroceranno le braccia per protestare contro la decisione della direzione di aprire la procedura di mobilità per 30 dei 70 dipendenti. «Come sindacato – spiega Massimo Ferni della Femca Cisl Mbl – avevamo chiesto che si ricorresse alla cassa integrazione straordinaria per un anno. In dodici mesi, poi, avremmo valutato insieme la situazione. Invece la proprietà ha optato per la misura drastica dei licenziamenti collettivi per cercare quasi di dimezzare l’organico».

La Bettini è un’azienda storica del Lecchese che si occupa della cromatura di particolari meccanici e della realizzazione di prodotti in ceramica per i settori meccanotessile e odontoiatrico. La procedura è dovuta alla crisi del settore metalmeccanico e tessile, con conseguente riduzione delle commesse e di conseguenze del volume d’affari e del fatturato. «Ai tempi d’oro – conclude Ferni -, l’azienda dava lavoro a 160 persone. Con il tempo, l’organico è sceso a 70. Nel tempo però le crisi occupazionali sono sempre state risolte in modo soft, grazie agli ammortizzatori sociali e agli incentivi. Ora, invece, si è scelto il muro-contro-muro. Ed è per questo che abbiamo deciso di ricorrere allo sciopero con il presidio».