L'azienda di Giussano, specializzata in finissaggio tessile, ha chiesto il fallimento volontario. Dei 24 lavoratori, solo un paio potranno essere accompagnati alla pensione, per gli altri non rimarrà che il licenziamento e l'indennità Naspi. Martorelli, Femca Mbl: «Come sindacato faremo tutto il possibile per aiutare i dipendenti»
Sarà una brutta estate per i dipendenti della Nobil-Tex. Lunedì 31 luglio, la proprietà ha portato i libri in tribunale e ha chiesto il fallimento volontario. L’azienda di Giussano, specializzata in finissaggio tessile, è ora avviata su una lunga china che la porterà alla chiusura definitiva e al licenziamento dei 24 lavoratori. A fine agosto verrà nominato il curatore fallimentare. A lui spetterà inviare le lettere di fine rapporto ai dipendenti e predisporre le procedure per mettere all’asta i beni aziendali.
«I lavoratori – spiega Davide Martorelli, Femca Cisl Mbl – nei mesi scorsi hanno già usufruito di una cinquantina di settimane di cassa integrazione ordinaria. Il fallimento e la successiva chiusura non prevedono la possibilità di adottare nuovi ammortizzatori sociali. Solo un paio di dipendenti potranno essere accompagnati alla pensione, per gli altri non rimarrà che l’indennità Naspi per un periodo che può arrivare fino a due anni».
Questa settimana l’azienda giussanese chiuderà la produzione. Ad agosto, i lavoratori usufruiranno ancora delle ferie. Poi la pratica passerà in mano al tribunale. «Faremo tutto quando in nostro potere per difendere i lavoratori – conclude Martorelli -. Anche se la strada è stretta e tortuosa».