Entro la fine dell'anno, i 140 ex dipendenti rischiano di rimanere definitivamente senza lavoro e senza alcun sostegno al reddito. Per questo motivo, il 7 settembre torneranno in piazza e chiederanno un intervento della politica per rilanciare l'area industriale di Vimercate, ma anche che i responsabili del fallimento delle due aziende paghino per le loro responsabilità
Tornano in piazza gli ex dipendenti Bames e Sem chiedendo che i responsabili delle crisi aziendali siano rinviato a giudizio. Giovedì 7 settembre 2017 dalle ore 10, i lavoratori terranno un presidio davanti al Tribunale di Monza in piazza Garibaldi. L'obiettivo è richiamare nuovamente l'attenzione sulla loro situazione di lavoratrici e lavoratori che hanno perso il lavoro a seguito di fallimento delle due società e che ha visto una parte della proprietà e alcuni dirigenti indagati per bancarotta fraudolenta «Auspichiamo – spiega Gigi Redaelli, Fim Cisl, che per anni ha seguito la vertenza – che ci sia il rinvio a giudizio e che con un rapido processo si accertino tutte le responsabilità nei confronti di chi ha portato al fallimento queste aziende, creando enormi problemi economici e sociali agli ormai ex dipendenti, si accertino le responsabilità e chi le ha causate paghi per il disastro che ha fatto».
Il paradosso di questa vicenda consiste nel fatto che le organizzazioni sindacali e le Rsu abbiano dovuto presentare, a suo tempo, l’istanza di fallimento per le due società chiedendo di esautorare la famiglia Bartolini e il gruppo dirigente dalla gestione fallimentare delle aziende e le indagini hanno evidenziato una bancarotta fraudolenta e una distrazione di beni e risorse economiche che dovevano essere destinate alla re-industrializzazione.
Nel 2010, sindacato e Rsu avevano commissionato l’analisi dei bilanci a una società specializzata e dallo studio della Bartolini Progetti e delle società a essa riconducibili è stato realizzato un dossier dal titolo sicuramente emblematico: «Il saccheggio di Bames. Quattro anni di giochi finanziari sulle spalle dei lavoratori». Ne è seguito un convegno pubblico il 25 febbraio 2011 con la diffusione a più livelli della sintesi della ricerca.
Il testo completo di questo studio è stato messo a disposizione sia della curatela fallimentare di Bames, sia della Procura della Repubblica di Monza.
Gli ex dipendenti tornano così a organizzare un presidio per non far dimenticare che la loro lotta non è cessata e che a Vimercate c'è un’area importante sottoutilizzata che deve essere rilanciata con forza!
La vicenda della ex Ibm, ex Celestica, ex Bames ex Sem, oltre ad essere una ferita aperta, non è per niente conclusa, per molti ex dipendenti si prospetta la disoccupazione senza nessun reddito tra la fine di ottobre e di dicembre di quest'anno (si stimano 100/140 persone). La loro è una storia conosciuta, erano i dipendenti della multinazionale Ibm di Vimercate, nel 2000 sono stati scorporati e ceduti alla canadese Celestica e nel 2006 lo stabilimento (con gli 860 dipendenti rimasti) è stato acquisito da Bartolini Progetti. Da quel momento è iniziata la loro drammatica vicenda lavorativa che, dopo diversi anni di piani industriali volutamente disattesi e, dopo parecchi anni di cassa integrazione, si è conclusa nell’autunno del 2013 con il fallimento delle due aziende e il licenziamento dei 480 lavoratori rimasti e che ne vede presenti ancora oggi circa 200.
«L'area di Vimercate – conclude Redaelli – rimane a vocazione industriale, così come rilanciato dall'ordine del giorno votato all'unanimità dal consiglio comunale di Vimercate il 15 marzo, ma si sta sempre più svuotando ed è necessario fare di più e in fretta per rilanciarla e darle una prospettiva reale. Il tema del suo riutilizzo è uno degli aspetti che vogliamo ancora una volta evidenziare e lo facciamo rivolgendoci a tutto il mondo della Politica istituzionale (locale, provinciale, regionale e nazionale), per questo motivo chiediamo loro di essere presenti a questa iniziativa».