«LE CAMERE DI COMMERCIO NON SONO INUTILI»

Marco Viganò, Cisl Monza Brianza Lecco: «Sono fondamentali per i sistemi produttivi territoriali e per la formazione della classe dirigente. A Lecco liste comuni Cgil, Cisl e Uil?»

 

Le Camere di commercio sono ancora un’istituzione importante per i sistemi politici ed economici locali. Per questo motivo il rinnovo delle cariche camerali è un appuntamento importante al quale il mondo del lavoro non può presentarsi diviso. Questa in sintesi la posizione della Cisl Monza Brianza Lecco espressa dal Segretario generale, Marco Viganò.

A suo parere quale ruolo hanno ancora le Camere di Commercio?
Il sistema camerale, dalla sua nascita, ha svolto un ruolo significativo al servizio della crescita e dello sviluppo dei territori e delle imprese. A volte ha precorso la nascita e il consolidarsi di nuove realtà istituzionali, fornendo a queste ultime un filo con cui tessere relazioni e partnership. Ha svolto anche un ruolo importante di formazione di nuova classe dirigente. Molti tra quelli che oggi rivestono ruoli di direzione in associazioni e realtà istituzionali, sono passati da questa scuola. Il sistema però si è trovato a fare i conti con la velocità dei cambiamenti e con la crisi dei modelli di rappresentanza, assumendone le criticità e lasciando spazio a chi ne vorrebbe un totale superamento. Non apparteniamo a questa schiera, sappiamo però che è necessario porre molta attenzione agli assetti di governance futuri perché solo questi potranno rendere evidente la reale capacità del sistema di auto riformarsi e cambiare passo. La recente legge di stabilità ha incrinato il rapporto tra Camere di Commercio e territori.

Quindi la «spallata» del Governo alle Camere di Commercio non vi trova d’accordo…
Il nostro giudizio su questo aspetto dell'azione di Governo non è positivo. La «spallata» voluta e imposta con decreto, ha ridimensionato alcuni progetti importanti per il sistema produttivo locale, che, senza modifiche legislative, dovrà fare i conti con meno risorse nei prossimi anni, senza aver generato, d’altro canto, risparmi significativi per le casse delle singole imprese. La discussione, poi, sulla dimensione ottimale delle Camere e sui possibili accorpamenti, che passa per lo stretto sentiero della efficienza ed efficacia della macchina pubblica, sembra non tenere così conto dei sistemi e delle filiere produttive che dovranno convivere sotto lo stesso tetto e neppure della dimensione istituzionale in cui si andranno a collocare. Spesso il dibattito si concentra sul mero problema dei numeri e, in fondo, riflette delle aspettative più o meno personali, anche legittime, ma che rischiano di far deviare dalla giusta direzione di marcia.

Qual è la vostra posizione sul rinnovo delle cariche della Camera di Commercio di Lecco?
A noi interessa ribadire, anche in questo momento di transizione che vede Lecco andare al rinnovo degli organismi camerali, la necessità che venga affrontato il problema della leadership dei territori in una dimensione prospettica. Si deve promuovere l’incontro tra sistemi e filiere produttive con in mente una visione strategica, che traguardi le alleanze passate e sappia guidare verso obiettivi di sviluppo del sistema produttivo manifatturiero che deve confrontarsi con una società della conoscenza sempre più esigente, senza tralasciare i servizi a supporto , anche innovativi, e lo stesso sviluppo commerciale, turistico e sociale dei nostri paesi.
In questo contesto, la Cisl, ritenendo il ruolo delle Camere di Commercio importante per il sistema imprese ma anche per i lavoratori, ha proposto a Cgil e Uil di presentarsi unitariamente alle prossime elezioni camerali con quello che, in termini tecnici, si chiama apparentamento, rinnovando un’intesa che vige dal 2006. Questo è il dibattito che vorremmo si facesse, un guardare ai settori ma per costruire un sistema territoriale, mentre assistiamo ad uno stantio rincorrersi di posizionamenti, più o meno opportunistici, che nulla hanno di progettuale.