Azienda e sindacato hanno firmato oggi, 24 giugno, un’intesa che prevede, fino al 15 settembre, la possibilità per 85 dipendenti di andare in mobilità volontaria e incentivata. Nel frattempo le parti tratteranno per utilizzare nuovi ammortizzatori sociali per i lavoratori che rimarranno in azienda
Alla Albertini Cesare Spa c’è l’accordo. Azienda e sindacato hanno firmato oggi, 24 giugno, un’intesa che prevede, fino al 15 settembre, la possibilità per 85 dipendenti di andare in mobilità volontaria e incentivata. Nel frattempo le parti tratteranno per utilizzare nuovi ammortizzatori sociali per i lavoratori che rimarranno in azienda.
La Albertini Cesare Spa è una grande fonderia che lavora nel settore automotive. Produce cambi e scocche motore soprattutto per il mercato dell’auto tedesco. Ha tre realtà produttive: Villasanta (371 dipendenti), Quero (118) e Turate (72). La realtà di Villasanta è entrata nel gruppo solo nel 2013 quando l’Albertini l’ha acquisita dall’amministrazione straordinaria.
La crisi economica generale e quella specifica che ha colpito anche l’azienda che ha firmato un primo accordo per la cassa integrazione per tutti i 569 dipendenti. Di fronte al persistere della crisi, la Albertini ha chiesto una riduzione del personale strutturale. Con il sindacato è iniziata una trattativa sulla mobilità incentivata in modo da favorire l’uscita di chi è vicino alla pensione e di chi sceglie di lasciare l’azienda per motivazioni personali. L’intesa firmata oggi permette all’azienda di aprire una procedura di mobilità volontaria e incentivata per 85.
«La Albertini – spiega Gabriele Fiore della Fim Cisl Monza Brianza Lecco – ha già 59 volontari che, per ragioni diverse, hanno deciso di andarsene. Questa intesa li aiuta garantendo incentivi. In luglio e in agosto è possibile che si aggiunga qualche altro volontario. Intanto però continueremo a trattare perché per l’applicazione di un nuovo ammortizzatore sociale per i lavoratori che rimarranno in azienda». La direzione della Albertini vorrebbe prolungare di un anno la cassa integrazione straordinaria per crisi. «Noi – conclude Fiore – chiediamo vengano utilizzati i contratti di solidarietà. Ci incontreremo con la controparte e tratteremo».