BETTINI: DOPO LE TENSIONI, IL PRIMO CONFRONTO

La proprietà dell'azienda di Monte Marenzo (Lc) e il sindacato si sono incontrati mercoledì 12 luglio. L’appuntamento arriva dopo la decisione unilaterale della direzione aziendale di aprire una procedura di mobilità per 30 dipendenti (su 70). Al momento non c'è stato accordo, ma il confronto è positivo

Almeno si sono parlati. Le posizioni sono ancora ferme ai punti di partenza, ma il confronto è iniziato. E non era scontato.

La proprietà della Bettini di Monte Marenzo (Lc) e il sindacato si sono incontrati mercoledì 12 luglio. L’appuntamento arrivava dopo la decisione unilaterale della direzione aziendale di aprire una procedura di mobilità per 30 dipendenti (su 70). A giustificare il provvedimento, il continuo calo dei fatturati.

Inizialmente, sembrava che la direzione non accettasse un confronto e volesse proseguire in modo determinato al licenziamento dei dipendenti. Anche il duro atteggiamento tenuto negli ultimi tempi dalla proprietà nei confronti dei lavoratori non faceva ben sperare. Per questo motivo, la settimana scorsa il sindacato ha organizzato uno sciopero con un presidio davanti alla fabbrica.

«L’astensione dal lavoro – osserva Massimo Ferni, Femca Cisl Mbl – ha fatto capire che il sindacato non avrebbe accettato la decisione della direzione. Le posizioni si sono così ammorbidite e si è aperto un tavolo di trattativa». Nell’incontro la Bettini ha ribadito la necessità di ridurre l’organico di fronte a una crisi produttiva persistente, ma è sembrata più aperta a un confronto. Il sindacato, fin dal momento in cui è stata aperta la procedura di mobilità, ha chiesto all’azienda di rinunciare ai licenziamenti e di fare richiesta di cassa integrazione straordinaria.

«La Cig – conclude Ferni – permetterebbe di ridurre l’impatto occupazionale in attesa di verificare se gli ordini ripartiranno. Nell’incontro non abbiamo raggiunto alcuna intesa, ma almeno ci siamo parlati. E ci parleremo ancora lunedì 17 quando è fissato un nuovo incontro con la direzione».