CISL IN PRIMA LINEA CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

Il 6 febbraio si celebra la Giornata mondiale contro le Mgf. La nostra organizzazione da anni combatte, attraverso la sensibilizzazione nelle scuole e sui posti di lavoro, questa pratica antichissima, che viola la dignità di decine di migliaia di donne nel mondo (e sempre più anche in Italia)

In Africa e in Asia sono almeno 200 milioni donne ad averle subite, in Europa 500mila e in Italia 35mila. L’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili è quindi un’emergenza per la comunità internazionale e, in particolare, dell’Unione europea (che infatti l’ha inserito tra gli obiettivi prioritari nella strategia sullo sviluppo sostenibile, obiettivo 5 dell’Agenda 2030). 

Lunedì 6 febbraio si celebrerà in tutto il mondo, la Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili alla quale anche la Cisl darà il suo sostegno. La nostra organizzazione ritiene che la sensibilizzazione e l’educazione scolastica siano le armi migliori contro questo drammatico fenomeno. Dal 2008 a oggi, infatti, oltre 15mila comunità locali in 20 Stati hanno dichiarato pubblicamente l'abbandono delle Mgf, oltre duemila comunità solamente nel 2015. Inoltre, cinque Stati hanno varato leggi nazionali per la messa al bando della pratica. 

Finora, dunque, è stato fatto tanto ma si può e si deve fare molto di più. Si procede ancora troppo lentamente e quindi occorre accelerare in questa direzione per invertire una tendenza che in termini assoluti continua a risultare ancora in crescita. 

Per questo la Cisl, insieme al Coordinamento nazionale donne, è intenzionata a proseguire la propria azione di informazione nei luoghi di lavoro avviata nel 2009 con la «Piattaforma sulla prevenzione della violenza sulle donne e i minori» e rilanciata nel 2011 con la Campagna permanente «Mgf: Mutilazioni giunte alla fine»

Il volantino