DUE INCONTRI PER STUDIARE LO IUS SOLI

La Cisl Mbl organizza due incontri di formazione per i propri operatori sul disegno di legge di riforma della cittadinanza. Un tema scottante che sta accendendo il dibattito politico e sul quale prossimamente la Cisl Mbl organizzerà anche un incontro pubblico

Due incontri per comprendere meglio la nuova proposta di legge sulla cittadinanza. Li organizza la Cisl Monza Brianza Lecco il 3 luglio dalle 12,30 alle 14 a Monza e dalle 18 alle 19,30 a Lecco. Sono due iniziative dedicate a operatori delle categorie e dei servizi Cisl e quindi non aperte al pubblico. Considerata la delicatezza e l’importanza della questione, la Cisl Mbl prossimamente organizzerà anche un evento pubblico sulla tematica 

Il nuovo disegno di legge non prevede lo ius soli puro, cioè il diritto ad acquisire la cittadinanza per tutti quelli che nascono sul territorio italiano. La proposta di legge introduce invece uno ius soli temperato. In base ad esso possano ottenere la cittadinanza italiana i bambini stranieri nati in Italia che abbiano almeno un genitore in possesso del permesso di soggiorno permanente o del permesso di soggiorno europeo di lungo periodo. Non è previsto, però, nessun automatismo: per ottenere la cittadinanza bisognerà farne esplicita richiesta. Secondo le stime della Fondazione Leone Moressa, sono circa 600mila i figli di immigrati nati in Italia dal 1998 a oggi (quindi ancora minorenni) che rientrerebbero in questa norma. 

Il disegno di legge prevede anche lo ius culturae. In base alla riforma, potrà ottenere la cittadinanza anche il minore straniero nato in Italia o arrivato qui prima di compiere dodici anni che abbia frequentato regolarmente la scuola per almeno cinque anni o che abbia seguito percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali idonei a ottenere una qualifica professionale. Se ha frequentato la scuola primaria, deve avere completato il ciclo con successo. La richiesta della cittadinanza deve essere presentata da un genitore, che deve avere la residenza legale in Italia, oppure dalla persona interessata entro due anni dal raggiungimento della maggiore età. In questa categoria rientrerebbero circa 178mila bambini nati all’estero e che hanno già completato cinque anni di scuola in Italia.