L'azienda diserta l'incontro previsto martedì 5 aprile in Prefettura, ma vuole partecipare con un proprio rappresentante a un'assemblea organizzata dai lavoratori. I dipendenti, in segno di protesta, scioperano e tengono un'altra assemblea fuori dall'impresa. La tensione rimane alta. Davanti alla società si terrà un presidio in occasione dello sciopero per il contratto nazionale
Quella appena trascorsa sono stati giorni di tensioni per i lavoratori della Gilardoni Rx di Mandello Lario (Lc). La settimana si è aperta con la riunione programmata in Prefettura martedì 5 aprile. L’incontro doveva essere un’occasione per esporre di fronte all’autorità i problemi dell’azienda per ricomporre i problemi tra direzione e dipendenti che si stanno deteriorando da tempo. All’appuntamento erano presenti il capo di gabinetto della Prefettura, il sindaco di Mandello del Lario, i responsabili della Provincia di Lecco e le organizzazioni di categoria e confederali. Inspiegabilmente l’azienda non ha ritenuto necessario inviare un proprio rappresentante all’incontro vanificando così l’occasione per un chiarimento.
Il giorno successivo i lavoratori hanno deciso di convocare un’assemblea per discutere dell’atteggiamento tenuto dall’azienda. L’azienda però ha annunciato che avrebbe mandato il responsabile dell’ufficio personale a presenziare l’incontro. «A fronte di questo atteggiamento – spiegano gli operatori di Fim Cisl e Fiom Cgil – i lavoratori, sentendosi preclusa la possibilità di parlare liberamente e su invito dei rappresentanti sindacali, hanno deciso di trasformare l’assemblea in sciopero effettuando la stessa assemblea fuori dall’azienda».
La Gilardoni Rx lavora nel settore della progettazione e della produzione di apparecchiature a raggi X sia nel settore medicale sia in quello della sicurezza. Le prospettive economiche, soprattutto nel comparto sicurezza, sono promettenti. Ma, fanno notare i sindacalisti, insufficienti politiche aziendali hanno fatto progressivamente perdere quote di mercato, mettendo a rischio il futuro della società.
Per questo motivo i lavoratori hanno chiesto al sindacato di tenere alta l’attenzione sulla vertenza ribadendo la preoccupazione per «il loro futuro e la continuità aziendale». Così oltre ad aderire allo sciopero per il contratto nazionale (20 aprile), parteciperanno al presidio che verrà effettuato proprio davanti alla loro azienda.