Filcem Cgil e Femca Cisl hanno deciso di ricorrere al tribunale di Monza denunciando l’azienda di Roncello (Lc) per attività antisindacale. Ferni (Femca Cisl): «Sarà il giudice a decidere se sono stati violati gli accordi aziendali che prevedevano il mantenimento del sito produttivo e dei livelli occupazionali»
K-Flex, la parola passa al giudice. Di fronte alla intransigenza dell’azienda, che non si è schiodata dalle sue posizioni, e all’impotenza delle politica, le cui armi sono poche e spuntate, Filcem Cgil e Femca Cisl hanno deciso di ricorrere al tribunale di Monza denunciando l’azienda di Roncello (Lc) per attività antisindacale (ex art. 28 dello Statuto dei lavoratori).
«L’intesa che il sindacato ha firmato con la direzione aziendale il 28 dicembre – spiega Massimo Ferni, segretario generale della Femca Cisl Monza Brianza Lecco – prevedeva il mantenimento in vita del sito produttivo di Roncello (Lc) e dei livelli occupazionali. Condizioni che non sono state rispettate. L’azienda inoltre ha giustificato i licenziamenti con la necessità di affrontare la crisi aziendale. Ma di quale crisi parliamo? I bilanci del gruppo e della società italiana sono in attivo. E anche la tesi che lo stabilimento, come afferma la proprietà, non sarebbe più idoneo alla produzione, è facile da smontare. Sulla base di queste motivazioni, abbiamo denunciato la K-Flex».
Il giudice si dovrà esprimere entro breve perché la denuncia è stata fatta con procedura di emergenza. Nel frattempo, i lavoratori hanno deciso di sospendere lo sciopero iniziato il 24 gennaio e di riprendere domani, 13 aprile, l’attività lavorativa secondo i turni precedentemente assegnati.
«La palla passa quindi all’azienda – osserva Ferni -. Domani vedremo che cosa farà: se aprirà o meno i cancelli. Il rischio è che l’azienda prosegua nella sua politica e invii le lettere di licenziamento individuali. Se lo farà, lo farà a suo rischio e pericolo, perché se il giudice darà ragione al sindacato i licenziamenti risulteranno nulli e la mobilità sarà bloccata in toto».