K-FLEX, LA CRISI SI INASPRISCE

In un incontro in Assolobarda a Milano, l'azienda ha annunciato che non ritirerà i 187 licenziamenti. Successivamente non si è presentata a un incontro in Regione. In risposta, i lavoratori hanno organizzato oggi, 15 febbraio, un picchetto per bloccare tutte le attività dell'azienda. Ferni, Femca Cisl: «I dipendenti sono esasperati. Aspettiamo l'incontro chiarificatore al ministero»

Alla K-Flex di Roncello il confronto si fa duro tra lavoratori e azienda. Oggi, 15 febbraio, i lavoratori hanno organizzato un picchetto impedendo a chiunque di entrare nello stabilimento. È la risposta all’atteggiamento rigido della proprietà che ieri, nel primo incontro nella sede di Assolombarda di Milano, ha ribadito l’intenzione di non voler ritirare le procedure di mobilità per 187 lavoratori. Licenziamenti che sono legati allo smantellamento dell’unità produttiva brianzola e il suo trasferimento in Polonia.

«L’azienda – spiega Massimo Ferni, Femca Cisl Monza Brianza Lecco – ha mantenuto una posizione molto dura non solo in Assolombarda, ma anche in Regione Lombardia. Qui avevamo chiesto un incontro nella 4a commissione. La K-Flex, però, non solo non si è presentata, ma ha inviato una lettera in cui affermava di accettare un incontro in ambito istituzionale, ma senza controparte sindacale e senza diretta streaming».

Un atteggiamento che è stato stigmatizzato dai componenti della commissione. Ma non è solo una questione formale. I politici regionali hanno criticato l’azienda che,nelle settimane scorse, aveva spiegato la crisi come legata all’inadeguatezza dei locali e non alla volontà di demoralizzare la produzione in Polonia.

La Commissione ha quindi redatto un ordine del giorno, che verrà presentato in Consiglio regionale, in cui esprime solidarietà ai lavoratori. La Regione verificherà inoltre se il finanziamento pubblico di 12 milioni ricevuto dall’azienda per internazionalizzare la sua attività non sia stato in realtà utilizzato per demoralizzare la produzione. «I lavoratori – conclude Ferni – sono esasperati dall’atteggiamento dell’azienda che non ha mai avuto un atteggiamento chiaro. Adesso attendiamo il prossimo incontro convocato al ministero per lo Sviluppo economico. Speriamo che la situazione si sblocchi e i licenziamenti rientrino».