RITA PAVAN: «MONZA E LECCO, LA FUSIONE INIZIA A FUNZIONARE»

La Segretaria generale, nelle sua relazione al II Congresso della Cisl Mbl: «Dopo quattro anni, possiamo dire che si sono superate molte delle resistenze e delle contrarietà iniziali. Inutili sarebbero i trionfalismi, poiché la strada per sentirsi un unico territorio non è conclusa, ma è a buon punto»
 

«Dopo la fusione, si sono superate molte delle resistenze e contrarietà iniziali. Inutili sarebbero i trionfalismi, poiché la strada per sentirsi un unico territorio non è conclusa, ma è a buon punto». Rita Pavan, Segretaria generale della Cisl Monza Brianza Lecco, ha sintetizzato in questo modo, di fronte al II Congresso territoriale (che si è aperto questa mattina a Bosisio Parini e durerà fino a domani), i primi quattro anni di vita insieme di Cisl Monza e Brianza e Cisl Lecco.

Oggi la Cisl Monza Brianza Lecco è una realtà complessa che conta su due sedi principali, 42 sedi di zona e 89 recapiti. Le persone che operano nell’organizzazione sono 2.249. Tra i 90mila iscritti, i pensionati e i lavoratori attivi sono, rispettivamente, il 58% e il 42%. Le donne e gli immigrati sono, rispettivamente, il 51% e il 13%. I dati evidenziano poi come la Cisl Monza Brianza Lecco sia una realtà dinamica: i nuovi iscritti 2016 sono stati infatti 14.484. E di questi il 62% è composto da lavoratori attivi. La Cisl nelle Province di Monza e Lecco è presente in 5.832 aziende. I delegati sindacali sono 1.125.

Il sindacato si è trovato a operare in un contesto segnato dalla crisi testimoniata dalla vertenza della K-Flex di Roncello, l’azienda che la proprietà vuole trasferire in Polonia. Gli occupati nel territorio brianzolo sono in calo: dai 373.482 di fine 2015, nel 2016 si è passati a 371.690. Nella provincia di Lecco, invece, c’è stato un aumento: da 147.116 a 150.075. In Brianza, comunque, sono più gli uomini a perdere il posto (meno 4.545 occupati nel raffronto 2015-2016), mentre sono in crescita le donne occupate (più 2.754). Fondamentale resta comunque l’attività svolta dall’Ufficio Vertenze, che nel 2016 ha recuperato a favore dei lavoratori 9.949.600 euro. Quasi 10 milioni di euro «riguadagnati» attraverso 948 pratiche relative a vertenze e fallimenti e 207 procedure concorsuali.

La nuova Cisl Monza Brianza Lecco ha dovuto affrontare queste sfide superando i localismi. «Nella Cisl – ha sottolineato Rita Pavan -, si sente forse ancora troppo spesso, utilizzare il “noi e il “voi”, ma il fenomeno è in diminuzione. Ci sono categorie, e lo si è visto nei Congressi, che hanno fatto delle fusione un punto di forza, un valore aggiunto, altre meno. Altre dicono di sì, ma nella formazione dei gruppi dirigenti pensano ancora nel vecchio modo. Insomma, come è ovvio, è un work in progress».

Alcuni servizi hanno mantenuto una divisione territoriale, i diversi responsabili collaborano tra loro, ma in prospettiva si andrà a una fusione anche di questi. Altri servizi, ad esempio l’Ufficio legale, ha già messo in campo sinergie tra i due vecchi territori.

«Come Ust – ha concluso Rita Pavan -, siamo una struttura che, per usare una battuta, in questi quattro anni non ha dato troppi grattacapi ai livelli superiori: vale per il gruppo dirigente uscente, eletto a giugno dello scorso anno, e per quello venuto prima, che colgo l’occasione per ringraziare nella sua interezza. Abbiamo promosso alcune nuove iniziative che vorremmo far diventare permanenti, quali i “Venerdì della Cisl”. Tentiamo, nel limite delle risorse disponibili, di investire sulla prima linea, i servizi, l’accoglienza, le attività dei dipartimenti, anche se ci sono ancora ampie aree di miglioramento. Da febbraio 2016, funziona lo sportello lavoro a Monza a Lecco, lo Ial ha iniziato recentemente a operare anche a Monza, oltre che a Lecco. Stiamo inaugurando un tentativo di conoscenza e coordinamento tra tutte le lavoratrici e lavoratori dei servizi. Abbiamo inaugurato progetti di sinergia con alcune Categorie, all’Ufficio vertenze e nei dipartimenti mercato del lavoro e organizzativo. C’è un buon lavoro su salute e sicurezza, sugli artigiani. Abbiamo molte aree di miglioramento da perseguire, sia sul piano politico sindacale che organizzativo: la formazione, i servizi, l’accoglienza nelle sedi. Un limite sopra tutti: la scarsa presenza di giovani, ad eccezione di alcuni servizi, e un’attività che meglio risponda alle trasformazioni del lavoro. Così come ci prendiamo l’impegno di realizzare il progetto “Giovani in Cisl”, realizzazione permanente e strutturata di esperienze di alternanza scuola lavoro, stage e tirocini nelle nostre sedi: un modo concreto per avvicinare i giovani al sindacato e contribuire alla formazione degli stessi. Con tutti i nostri limiti, come segreteria Cisl, cerchiamo di essere coesi e di mirare ai risultati».

 

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