Da tempo, volevano tenere un’assemblea al Salumificio Brivio di Cernusco Lombardone, ma quando Paolo Castiglioni della Uila Uil e Stefano Bosisio della Fai Cisl Mbl si sono presentati sono stati assaliti da un rappresentante aziendale che, dopo averli insultati, li ha cacciati. lI sindacalista Fai Cisl Mbl: «Abbiamo sporto denuncia ai carabinieri e ora stiamo valutando un ricorso alla magistratura»
Cacciati da un’azienda perché sindacalisti. Non è avvenuto in una ferriera un secolo fa, ma venerdì 21 luglio 2017. Sì avete letto bene: 2017. È capitato a Paolo Castiglioni della Uila Uil e a Stefano Bosisio della Fai Cisl Mbl. Da tempo, volevano tenere un’assemblea al Salumificio Brivio di Cernusco Lombardone, un’azienda alimentare finora non sindacalizzata. Come richiesto dallo Statuto dei lavoratori (legge n. 300/1970) e dal contratto nazionale, hanno fatto regolare domanda.
Venerdì scorso si sono presentati e sono entrati negli uffici. Una volta dentro, raccontano i due sindacalisti, sono stati assaliti da un rappresentante aziendale che, dopo averli insultati, li ha cacciati. «Abbiamo provato a farlo ragionare – spiega Bosisio -. Abbiamo cercato di spiegargli che volevamo solo tenere un’assemblea nella quale incontrare i lavoratori. Non c’è stato nulla da fare. Il tizio non ha voluto sapere ragioni. Ha continuato a inveire contro di noi e a insistere affinché uscissimo. Di fronte a queste reazioni, abbiamo deciso di lasciare l’azienda».
I due sindacalisti si sono recati alla locale stazione dei carabinieri per sporgere denuncia. Adesso la Fai Cisl Mbl sta valutando se fare causa all'azienda per attività antisindacale (ex art. 28). «Nelle prossime settimane verificheremo se ricorrere o meno contro l’azienda – conclude Bosisio -. Sinceramente non ci aspettavamo una reazione simile. Sembra di essere ripiombati agli albori della rivoluzione industriale…».