VSP FASTNERS, RISCHIO FALLIMENTO. SI CERCA L’INTESA

Lunedì pomeriggio, i rappresentanti sindacali e la nuova dirigenza della Vsp Fastners si incontreranno a Brugherio per lavorare a un’intesa che permetta di evitare il fallimento e i licenziamenti e salvare la realtà che produce bulloni

Cercasi accordo per salvare l’azienda e i posti di lavoro. Lunedì pomeriggio, i rappresentanti sindacali e la nuova dirigenza della Vsp Fasteners si incontreranno a Brugherio per lavorare a un’intesa che permetta di evitare il fallimento e i licenziamenti e salvare la realtà che produce bulloni.

La crisi della Vsp Fasteners è iniziata tempo fa. Di proprietà di un imprenditore italiano, è stata ceduta a un fondo di investimento. L’apertura delle frontiere ai prodotti asiatici (cinesi in particolare) più a buon mercato hanno messo in crisi l’azienda italiana. Dopo una prima riorganizzazione che ha portato all’uscita di 22 dipendenti, il 22 dicembre la Vsp Fasteners è stata messa in concordato. Al bando ha risposto la Cs Capital, un’impresa tedesca, cliente da anni della Vsp. La dirigenza tedesca si è detta disponibile a rilevare la società italiana e a ricollocare 25 dei 37 dipendenti. Ai 25 che rimangono verrebbe assicurata la stessa anzianità, ma è stato chiesta una riduzione delle retribuzioni più elevate.

Per i 12 rimanenti è previsto un percorso di mobilità che prevede, oltre agli ammortizzatori sociali all’indennità di preavviso prevista dal contratto, anche una buonuscita di tre mesi. «Il sacrificio occupazionale c’è – spiega Gabriele Fiore della Fim Cisl Mbl -, non possiamo negarlo ed è doloroso. Ma senza intesa, il rischio è che l’azienda fallisca e si perdano tutti i posti di lavoro. Per questo, lunedì cercheremo di trovare un accordo su queste basi per salvaguardare un’attività che, altrimenti rischia di morire. Tra le condizioni che chiederemo alla Cs Capital c’è quella che, se dovesse assumere nei prossimi mesi, si impegni a scegliere nella lista dei 12 dipendenti lasciati a casa»