Nei primi sei mesi del 2015, gli infortuni sul lavoro sono calati sia in Provincia di Monza e Brianza sia nel Lecchese. In Brianza però sono aumentati gli incidenti mortali: tre da gennaio a fine maggio. Meroni (Cisl): investiamo sulla prevenzione
Nei primi sei mesi del 2015, è calato il numero degli infortuni sul lavoro, sia in Brianza sia nel Lecchese. Sono però cresciuti gli infortuni mortali in Brianza. È quanto risulta dalle rilevazioni dell’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro). Ma andiamo con ordine e vediamo i dati nel dettaglio.
A livello nazionale nel 2014 si conferma il trend decrescente. Nel 2014 sono state 663mila le denunce, -4,6% rispetto al 2013. Di queste 663mila però solo 437mila sono stati riconosciuti «sul lavoro», di cui il 18% si sono verificati «fuori dall’azienda» cioè con mezzi di trasporto o in itinere. Sono diminuiti anche gli infortuni mortali: dai 1.215 del 2013 ai 1.107 del 2014.
A livello territoriale, la tendenza non muta. Nei primi sei mesi di quest’anno in Lombardia sono stati registrati 50.145 infortuni (31.700 lavoratori, 18.445 lavoratrici), in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando erano 52.556. La maggior parte di essi si sono verificati nel comparto industria e servizi (38.214), seguiti dal comparto pubblico (10.679) e dall’agricoltura (1.252).
Anche nella Provincia di Monza e Brianza si è registrato un calo: dai 3.708 nei primi sei mesi 2014 ai 3.559 dello stesso periodo 2015. In Provincia di Lecco si è passati dai 1.751 casi nei primi sei mesi 2014 ai 1.632 dello stesso periodo del 2015. Se però in Provincia di Lecco quest’anno non si sono verificati incidenti mortali (uno nei primi sei mesi 2014), a Monza e nella Brianza se ne sono registrati tre (contro uno del 2014).
«Il dato sugli infortuni sul lavoro – commenta Ambrogio Meroni, membro della Segreteria Cisl Monza Lecco e Brianza – va letto con attenzione. Intanto va segnalato il persistere di incidenti mortali. Un fenomeno grave e che desta preoccupazione. Poi, va detto che il calo generale degli infortuni, in sé positivo, è legato strettamente alla diminuzione del numero degli occupati, conseguenza dalla situazione di crisi economica perdurante sia a livello nazionale sia a livello territoriale. Detto questo, va però dato merito al lavoro congiunto di Asl, Inail, Direzione regionale del lavoro e sindacato che sta producendo importanti risultati in termini di prevenzione degli infortuni. Quella della prevenzione è la via maestra da percorrere affinché la tendenza al calo si consolidi nei prossimi anni. E, soprattutto, la sicurezza sul lavoro non va considerata un costo inutile, ma un prezioso investimento sulle risorse umane».