È MORTA CARLA PASSALACQUA, CISLINA, SI BATTÈ PER LE DONNE

Dopo una prima esperienza al Sinascel, la categoria dei lavoratori della scuola elementare, Carla Passalacqua, piemontese, diventò responsabile del Coordinamento nazionale donne della Cisl, carica che ricoprì dal 1982 al 1992. Fu in quel contesto che si occupò per una maggior protagonismo delle donne nel mondo del lavoro

Domenica è morta a Milano Carla Passalacqua. Carla arrivò tardi al sindacato, ma nella Cisl lasciò un segno indelebile. Dopo una prima esperienza al Sinascel, la categoria dei lavoratori della scuola elementare, Carla Passalacqua, piemontese, diventò responsabile del Coordinamento nazionale donne della Cisl, carica che ricoprì dal 1982 al 1992. Fu in quel contesto che si occupò per una maggior protagonismo delle donne nel mondo del lavoro e in tutte le espressioni della società italiana.

«Venivano dagli anni Settanta e da un nuovo protagonismo femminile – ricorda, in un articolo pubblicato su "Conquiste del Lavoro", Rita Pavan della Segreteria Cisl Monza Brianza Lecco – e il “femminismo diffuso” contagiava anche l’attività sindacale». Carla Passalacqua lavorò sia a migliorare la rappresentanza delle donne, sia al tema delle pari opportunità puntando all’introduzione di strumenti legislativi che migliorassero il rapporto uomo-donna sui luoghi di lavoro e cercando di comprendere quali fossero le motivazioni profonde che rendevano difficile la valorizzazione della risorsa femminile.

«Uno dei grandi meriti di Carla – ricorda ancora Rita Pavan – è di aver portato la generazione di giovani donne che hanno iniziato a lavorare nel sindacato negli anni Settanta da posizioni meramente rivendicative a proposte che le donne rivolgevano all’insieme dell’organizzazione». È da questo fermento di idee che è nata la legge n. 125/1991 sulle «azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro».

«Si rischia sempre di essere retorici quando si parla di una persona alla quale si è voluto bene – termina Rita Pavan -. Ci sarà modo di tornare presto in Cisl, in maniera più meditata e approfondita, per ricordare Carla e il periodo a essa legato. Glielo dobbiamo per tutto quello che ha lasciato all'organizzazione».