METALMECCANICI, LA CRISI C’È MA EMERGE QUALCHE DATO POSITIVO

Secondo le rilevazioni Fim Cisl, in Brianza nei primi sei mesi 2015, sono 195 (contro le 199 del semestre precedente) le aziende industriali e artigiane coinvolte da processi di crisi e/o difficoltà per un totale di 7.614 (erano 11.030) addetti occupati e 5.617 (erano 7.057) addetti coinvolti dall’utilizzo di ammortizzatori sociali

La situazione del settore metalmeccanico in Brianza rimane complessa, ma negli ultimi sei mesi sono emersi alcuni piccoli segnali positivi. È quanto risulta dal monitoraggio curato dalla Fim Cisl Monza Brianza Lecco e relativo alle situazioni di crisi nel territorio di Monza e Brianza.

In Brianza nei primi sei mesi 2015, sono 195 (contro le 199 del semestre precedente) le aziende industriali e artigiane coinvolte da processi di crisi e/o difficoltà per un totale di 7.614 (erano 11.030) addetti occupati e 5.617 (erano 7.057) addetti coinvolti dall’utilizzo di ammortizzatori sociali.

Nello specifico i dati (anche se mancano alcune rilevazioni di realtà delle quali la Fim non è a conoscenza), relativi al settore metalmeccanico e del territorio della Brianza vedono: 71 aziende (erano 79) che utilizzano la cassa integrazione guadagni ordinaria con 1.221 addetti coinvolti (erano 1.598); 17 aziende (erano 13) con l’utilizzo di cassa integrazione guadagni straordinaria e 863 addetti coinvolti (erano 773); 12 aziende (erano 13) con l’utilizzo dei contratti di solidarietà (CdS) e 2.944 addetti coinvolti (erano 3.005); 91 aziende (erano 61) con l’utilizzo di cassa integrazione in deroga con 257 addetti coinvolti (erano 342); 4 aziende (erano 43) hanno utilizzato la procedura di mobilità (licenziamenti) con 332 addetti coinvolti (erano 1.339).

Il dato di questa rilevazione evidenzia una leggera diminuzione del numero di aziende (-2,01%) ma soprattutto dei lavoratori (-30,97%) coinvolti dall’utilizzo di ammortizzatori sociali, nella valutazione di questo dato, bisogna tener conto delle realtà che in questi anni hanno chiuso definitivamente.

«Questa crisi – spiega Gigi Redaelli, segretario generale aggiunto della Fim Cisl Monza, Brianza, Lecco – ha prodotto non solo conseguenze di rallentamento dell’attività produttiva ma si è anche sovrapposta alla debolezza strutturale del nostro apparato industriale e alla mancanza di “un sistema Paese” in grado di dare risposte coese, l’instabilità politica dell’Italia non ha consentito sino ad oggi di dare maggiore attenzione alle tematiche industriali e del lavoro. Servono politiche pubbliche di sostegno agli investimenti e all’acceso al credito, condizionate da programmi di consolidamento industriale e piani sociali per l’occupazione da parte delle imprese. È positiva in tal senso la costituzione dei confronti permanenti in sede regionale e nazionale sui settori dell'Ict, dell'elettronica e degli elettrodomestici, sarà inoltre importante capire come si possa sviluppare il rilancio del settore ICT nel Vimercatese su cui permangono forti ritardi, bisogna inoltre avviare velocemente il programma di agenda digitale».

In questa strategia, va tutelata l’occupazione che è patrimonio professionale e di conoscenza per le aziende e preziosa ricchezza per il nostro territorio con l’utilizzo di strumenti alternativi ai licenziamenti e con l’attuazione di politiche attive del lavoro e di riqualificazione. «Gli ammortizzatori sociali sono importanti, ma non sono la soluzione dei problemi, le lavoratrici e i lavoratori chiedono innanzitutto lavoro – – conclude Redaelli -. Servono risposte rapide perché il tempo d’intervento è fondamentale, vanno individuati settori e aziende che hanno eccellenze, competenze e professionalità che possono essere rilanciate, delineando nuove iniziative imprenditoriali che devono trovare il supporto economico, oltre che politico, delle istituzioni nel loro insieme, da quelle locali fino al Governo nazionale. Occorre difendere il sistema industriale con politiche adeguate e deve essere ridistribuito il lavoro che c’è con politiche adeguate degli orari di lavoro!».

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