Peg Perego: stop ai licenziamenti

SOLO USCITE SU BASE VOLONTARIA ENTRO IL 31.07.26!

Un nuovo capitolo nella vicenda PEG PEREGO dopo l’annuncio nell’incontro al MIMIT del 3 febbraio scorso di un ulteriore peggioramento dell’andamento aziendale. In quella seda l’azienda aveva manifestato la volontà di affidarsi a un ADVISORY esterno per costruire un progetto di riconversione ed efficientamento per i due siti italiani di Arcore e San Donà del Piave con l’obiettivo di dare garanzie occupazionali e continuità aziendale.

L’attesa ora è per il prossimo 9 aprile, data in cui sarà presentato al Ministero e alle Organizzazioni Sindacali l’ADVISORY scelto dalla società e si inizierà il confronto sul progetto industriale.

Nel frattempo sono proseguiti gli incontri sindacali in sede aziendale e istituzionale sulla procedura di licenziamento collettivo aperta a gennaio 2026 dall’azienda per 74 lavoratori e sull’utilizzo di ulteriore ammortizzatore sociale in proroga a disposizione dell’azienda a causa dei dazi americani che hanno inciso negativamente anche su PEG PEREGO e non hanno consentito all’azienda il completamento del piano di risanamento previsto nel 2025 peggiorandone la situazione.
“La vertenza si è conclusa con due accordi sindacali. Da una parte, il 26 marzo abbiamo raggiunto un’intesa che prevede uscite esclusivamente su base volontaria entro il 31 luglio 2026, scongiurando così i licenziamenti. Dall’altra, abbiamo ottenuto dall’azienda l’attivazione della cassa integrazione in proroga (CdS) per i primi due mesi e la successiva ulteriore attivazione, come definito con il Ministero del Lavoro, oltre all’avvio di percorsi di formazione, riqualificazione professionale e outplacement” ha spiegato Gloriana Fontana, operatrice FIM CISL Monza Brianza Lecco.
Tutto questo grazie alle iniziative di lotta che le lavoratrici e i lavoratori PEG PEREGO hanno messo in campo contro i licenziamenti e con grandi sacrifici in questi anni. Rivendicazioni di successo contro una logica di PEG PEREGO remissiva e di progressiva e inesorabile riduzione delle attività e dei posti di lavoro, atteggiamento che ha messo a rischio la stessa presenza industriale della multinazionale italiana nel nostro paese.”