COMPEL GROUP LINKRA, 329 ESUBERI

La società elettronica, con sede a Cornate d'Adda e ad Agrate Brianza, sta vivendo una lunga crisi. I proprietari hanno trovato un possibile acquirente, ma il prezzo da pagare sono gli esuberi. Fiore, Fim Cisl: «Tratteremo con i vecchi e i nuovi proprietari per ridurre l'impatto occupazionale»

Sono 329 gli esuberi dichiarati Compel Group Linkra di Cornate d’Adda e Agrate Brianza. Un’emergenza occupazionale che nasce da lontano.

L’azienda è nata come frutto delle esternalizzazioni dell’Alcatel e di altri gruppi internazionali dell’elettronica. Ma se, inizialmente, il colosso francese garantiva commesse, a partire dal 2008 la società brianzola non ha più potuto contare sul sostegno della multinazionale. La proprietà, la famiglia Colombo di Cornate d'Adda, ha così dovuto affidarsi al mercato che era riuscita a costruirsi, concentrandosi su tre settori: microelettronica, interconnessioni e settore repair.

«Un’attività – spiega Gabriele Fiore, Fim Cisl Monza Brianza Lecco – che non garantisce lavoro per tutti i 469 lavoratori. Ed è per questo motivo che è stata adottata la cassa integrazione straordinaria. Ma la cassa finirà a marzo. Nel frattempo però la famiglia Colombo di Cornate, ha trovato un acquirente: Cordon Group». Il 29 dicembre la società francese ha manifestato la volontà di acquisire il business. Il problema è che dei 469 dipendenti, i nuovi proprietari sono disposti a riassumerne solo 140 e quindi con 329 esuberi.

Oggi, 17 gennaio era fissato un incontro al Ministero dello Sviluppo economico. L’incontro è stato rimandato in attesa che la vecchia e la nuova proprietà definiscano meglio i termini della cessione. «Nel frattempo – conclude Fiore – noi stiamo lavorando per offrire garanzie maggiori ai lavoratori in esubero. Tratteremo con la famiglia Colombo per verificare quali impegni, in termini di incentivi, è disposta ad assumersi. In secondo luogo, stiamo cercando di capire qual è il piano industriale dei francesi. Può essere che il loro progetto apra nuovi spazi occupazionali che potrebbero essere riempiti con gli esuberi. In attesa di risposte, stiamo anche valutando la possibilità di estendere la cassa integrazione straordinaria di altri nove mesi. Una garanzia in più per i lavoratori».