Nel 2015, secondo l’Inps, sono stati venduti complessivamente 1.436.767 voucher, 84% in più rispetto all'anno precedente. «Nella metà dei casi – precisa Stefano Goi, responsabile dell’Ufficio vertenze – si è configurato un rapporto di lavoro subordinato. Sono strumenti utili, ma ne va fermato l'abuso»
I furbetti del voucher in Brianza abbondano. A confermarlo è l’Ufficio vertenze della Cisl Monza Brianza Lecco al quale, nel 2016, si è rivolto un centinaio di persone per capire se il proprio datore le retribuisse correttamente con i buoni-lavoro. Un’ipotesi spesso dimostratasi precaria. «Nella metà dei casi – precisa Stefano Goi, responsabile dell’Ufficio vertenze – si è configurato un rapporto di lavoro subordinato».
La fantasia non manca a chi vuole aggirare la legge. Un’azienda brianzola del comparto servizi aveva trovato il modo per eludere il tetto massimo di duemila euro in un anno per lavoratore: i voucher eccedenti la quota erano stati intestati alla fidanzata dello stesso lavoratore. Una società del settore logistica, invece, si era «dimenticata» di attivare i voucher. Una «sbadataggine» che al lavoratore è costata tremila euro
«Secondo noi – continua Goi – il ricorso ai voucher in Brianza è in crescita». I dati dell’Inps regionale segnalavano che già nel 2015 in Brianza erano stati venduti complessivamente 1.436.767 voucher.
L’aumento, rispetto all’anno precedente, era stato dell’84%. Il Ministero del Lavoro nel 2016 è intervenuto sulla tracciabilità per evitare abusi: ora c’è l’obbligo di comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, i dati del lavoratore nonché luogo e durata della prestazione.
I furbetti del voucher hanno però spesso pronto un piano B. L’eliminazione totale dei buoni lavoro sarebbe comunque sbagliata. La stessa Cisl Monza Brianza Lecco e la Fnp Cisl (la categoria pensionati) li utilizzano per pagare una novantina di persone collaboratrici saltuarie. «La Cisl – precisa, però, Rita Pavan, segretaria generale Cisl Monza Brianza Lecco – ritiene che il referendum non sia lo strumento più idoneo per regolare i temi del lavoro. Puntiamo sulla negoziazione. La Cisl pensa che sia necessario ridurre in modo drastico l’utilizzo dei voucher, ma non ne vuole l’abrogazione totale. La loro liberalizzazione è, purtroppo, avvenuta progressivamente: la tracciabilità è un giusto correttivo, ma da solo è insufficiente. Siamo per eliminarli nei comprati edile e agricolo e laddove sostituiscano il lavoro dipendente. Vanno riportati alla loro funzione originaria, che era quella di far emergere dal “sommerso” lavori occasionali e saltuari. Va colpito l’abuso. Come Cisl Monza Brianza Lecco usiamo i voucher per i nostri collaboratori pensionati, altrimenti non sapremmo come retribuirli, essendosi ridotta anche la possibilità delle collaborazioni coordinate e continuative».
«Senza questa forma di retribuzione – conclude Goi -, molte persone sarebbero pagate in nero. Per esempio, se devo trovare la sostituta della badante contrattualizzata per un paio di giorni, il pagamento in voucher è la soluzione adeguata. Il problema è l’uso distorto di questi buoni-lavoro. E poi servirebbero sanzioni più severe e maggiori controlli».