LAVORATORI ATIPICI, CRESCE LA VOGLIA DI RAPPRESENTANZA

Sempre più iscritti alle organizzazioni sindacali, sempre maggiore l'adesione alle piattaforme contrattuali. Giovanni Agudio, Segretario riconfermato della Felsa Cisl: ««In un mondo del lavoro sempre più liquido, è fondamentale la presenza. Ci impegniamo per arrivare a contratti sempre più lunghi, che garantiscano continuità occupazionale»

Qualcosa sta cambiando, qualche novità positiva si è vista. Gli ultimi rinnovi contrattuali, per esempio, hanno portato dei miglioramenti economici ai lavoratori somministrati, cioè che prestano servizio attraverso le agenzie di lavoro. Ma moltissimo resta ancora da fare: una certezza evidenziata dallo svolgimento della seconda assemblea congressuale della Federazione lavoratori somministrati autonomi atipici Cisl Monza Brianza Lecco (Felsa), tenutasi oggi a Monza nella sede Cisl di via Dante.

Giovanni Agudio (nella foto a sinistra), 33 anni, laureato in Storia, è stato confermato coordinatore Felsa Cisl Monza Brianza Lecco. All’assemblea hanno partecipato anche Rita Pavan, Segretaria generale Cisl Monza Brianza Lecco, e Daniel Zanda, Segretario Felsa Lombardia. Gli iscritti alla Felsa Cisl Monza Brianza Lecco sono 1.100. Anche tra gli atipici, protagonisti (loro malgrado) dei penalizzanti e istantanei cambiamenti vissuti in questi ultimi anni dal mondo lavorativo, sta del resto crescendo l’esigenza di avere una solida rappresentanza e punti di riferimento. La conferma arriva anche dai numeri a livello nazionale: a gennaio, in sole tre settimane, sono stati 7mila i lavoratori del settore che hanno approvato la piattaforma contrattuale delle agenzie di lavoro. Cifre significative per una categoria frammentata e, per ovvi motivi, di non facile sindacalizzazione. 

Ma qualcosa, appunto, sta cambiando. «In un mondo del lavoro sempre più liquido – ammette Agudio -, è fondamentale la presenza. Ci impegniamo per arrivare a contratti sempre più lunghi, che garantiscano la continuità occupazionale. I contratti di più breve durata vanno penalizzati economicamente. Noi ci mettiamo la faccia. Sempre». Un presupposto indispensabile per dare qualche ragionevole certezza in un comparto ad altissimo tasso di instabilità. C’è pure il lavoratore somministrato che lavora 16 ore distribuite in un mese. C’è chi è pagato con i voucher e chi fa il falso stage. Molto spesso questi lavoratori discriminati sono chiamati all’improvviso, magari per coprire turni disagiati. «E alla fine – ammette amaro un atipico – ti salutano quando non gli servi più».