ROVAGNATI, È SCIOPERO

La trattativa per l'integrativo si è incagliata di fronte ai no dell'azienda. Il sindacato: «Pensavamo che la trattativa sarebbe stata dura, ma non ci apsettavamo di trovarci di fronte a tanti no. Per questo abbiamo deciso di proclamare un'astensione dal lavoro. Quando? Entro fine mese»

È sciopero. Entro la fine del mese, i lavoratori della Rovagnati, azienda alimentare di Biassono, si fermeranno otto ore per protestare contro il mancato accordo sull'integrativo. Le trattative si sono arenate di fronte alle chiusura dell'azienda sulle proposte avanzate dal sindacato nella piattaforma. 

I punti più delicati sono cinque.
Il calendario ferie – Il sindacato aveva proposto di creare una banca dati per un migliore coordinamento dei periodi di chiusura, flussi produttivi e vacanze. L'azienda ha chiesto invece la possibilità di gestire in toto 72 ore di permessi.
Gli appalti – Il sindacato ha chiesto la possibilità di essere consultato su nuovi appalti. Ma sul punto c'è stata una chiusura dell'azienda.
Ticket – La proposta era di aumentare i ticket e di ridurre il costo mensa dove questa esiste. Ma l'azienda ha ribadito che è impossibile perché non ci sono risorse disponibili.
Premio di produzione – Alla richiesta di rivedere il premio, migliorandolo, l'azienda ha risposto che intende mantenere l'attuale premio, ma con criteri nuovi e da discutere.
Visite mediche – Il sindacato ha chiesto che le 5 ore pagate per visite mediche al dipendente siano estese anche ai famigliari. Ma anche su questo fronte Rovagnati ha fatto muro.

«La dirigenza – spiega Stefano Bosisio della Fai Cisl Monza Brianza Lecco – ha detto no su tutto il fronte. Per noi è una sorpresa perché Rovagnati è sempre stata una società aperta al confronto con il sindacato. Speravamo quindi in una trattativa serrata, ma non di dover ricorrrere a un'astensione dal lavoro».