Il sindacato ha dichiarato uno sciopero delle prestazioni supplementari per protestare contro la quotazione in Borsa del 30% dell'azienda e la riorganizzazione. Pacifico, Slp Cisl: «La riorganizzazione ha portato a disservizi e la privatizzazione toglie definitivamente l'anima di servizio pubblico all'azienda»
Stop agli straordinari dal 13 marzo al 12 aprile. Slp Cisl, Slc Cgil, Failp Cisal, Confsal Com e Ugl Com hanno dichiarato l’astensione per un mese dalle prestazioni straordinarie dei lavoratori delle Poste italiane. A sostegno dell’iniziativa verranno effettuati presidi nelle piazze e davanti alle sedi provinciali delle Poste. A Lecco il presidio di terrà mercoledì 15 marzo dalle 14,30 alle 17,20 davanti alla sede provinciale delle Poste in via Dante. A Monza non è stata ancora indicata una data, ma si terrà a breve davanti alle Poste centrali, corso Milano.
I motivi dell’iniziativa sono molteplici. Anzitutto, il sindacato contesta la collocazione in Borsa del restante 30% delle quote azionarie. «Questa decisione – spiega Antonio Pacifico della Slp Cisl Mbl – muta definitivamente gli assetti societari e il controllo pubblico dell’azienda. Venendo meno la natura pubblica, viene anche meno l’aura di servizio sociale e a misura di uomo che le Poste hanno sempre garantito con una rete diffusa e prestazioni a basso costo».
Il sindacato contesta anche la riorganizzazione aziendale. In particolare il recapito a giorni alterni che offre un servizio peggiore alle comunità e mette in difficoltà i portalettere. I postini sono ormai in numero insufficiente e dispongono di mezzi privi di manutenzione. Allo stesso tempo, anche i servizi offerti negli uffici postali risultano sempre meno efficienti e di bassa qualità per carenza di personale. «Per esempio – continua Pacifico – in Provincia di Lecco mancano oltre 40 impiegati. Questo costringe i lavoratori a fare i doppi turni con ampio utilizzo degli straordinari. La nostra non intende essere una protesta corporativa. Da tempo chiediamo alla direzione di mettere in condizione gli operatori di poter offrire i servizi che l’azienda promette. Ma finora è stato tutto inutile. E per questo abbiamo deciso di protestare».