UFFICIO VERTENZE CISL, RECUPERATI 10 MILIONI

I vertenzieri sono 10 e sono reperibili nelle sedi Cisl di Monza, Vimercate, Seregno, Carate, Lecco e Merate. Questi sportelli lo scorso anno hanno registrato contatti con circa 10mila persone. «Nel 2016 non abbiamo visto segnali che possano far pensare a un’inversione di tendenza – commenta Mario Todeschini, segretario Cisl Monza Brianza Lecco –. C’è comunque un calo della vertenzialità classica, quella collegata al mancato rispetto delle norme contrattuali. Il Jobs Act da una parte ha normato e dall’altra ha tolto, rendendo più labile la possibilità di intervento»

Qui il lavoro (purtroppo) non manca mai. La conferma arriva dai numeri che sintetizzano l’attività annuale dell’Ufficio vertenze Cisl Monza Brianza Lecco. Che, nel 2016, ha recuperato complessivamente a favore dei lavoratori 9.949.600 euro. Una cifra di poco inferiore a quella relativa al 2015. E sono in linea con l’anno precedente anche i dati delle pratiche di vertenze e fallimenti (erano 980, sono 948) e delle procedure concorsuali (scese da 207 a 209). Come dire che, in base a questi numeri, la crisi morde sempre.

«E se guardiamo ai primi mesi di quest’anno – commenta Mario Todeschini, segretario Cisl Monza Brianza Lecco – non vediamo segnali che possano far pensare a un’inversione di tendenza. C’è comunque un calo della vertenzialità classica, quella collegata al mancato rispetto delle norme contrattuali. Il Jobs Act da una parte ha normato e dall’altra ha tolto, rendendo più labile la possibilità di intervento». «Le norme del Jobs Act – sottolinea Stefano Goi, responsabile dell’Ufficio vertenze Cisl Monza Brianza Lecco – hanno eliminato una fonte di vertenzialità. I contratti a termine, per esempio, ci sono ancora, ma si fanno senza regole». Ma le richieste di aiuto da parte dei lavoratori, in ogni caso, non mancano mai. I vertenzieri sono 10 e sono reperibili nelle sedi Cisl di Monza, Vimercate, Seregno, Carate, Lecco e Merate. Questi sportelli lo scorso anno hanno registrato contatti con circa 10mila persone. Ma l’attività dell’Ufficio deve fare spesso i conti anche con procedure complicate e interpretazioni discordanti delle stesse normative. Al lavoratore che richiede stipendi di sua spettanza, per esempio, adesso viene richiesto dal Tribunale il contributo unificato. Questo «onere» è proporzionale alla cifra richiesta dal lavoratore. La quota è di 118.50 e 259 euro se, rispettivamente, la somma richiesta è superiore a 5.200 e 26mila euro. La quota viene richiesta se il reddito famigliare del lavoratore l’anno precedente la causa è superiore a 35mila euro.

«Ma in certe situazioni – precisa Goi – questo è denaro che il lavoratore fatica a trovare». E poi ci sono i tempi lunghi delle procedure dell’Inps. «Dal giorno in cui il Tribunale dichiara il fallimento di un’azienda – aggiunge – al giorno in cui il lavoratore prende i soldi, passa un anno. Ma è successo anche che ne siano trascorsi due o tre». L’Ufficio vertenze è stato chiamato in causa soprattutto da casi verificatisi nei settori del commercio (339 vertenze in tutto, 241 in Brianza), meccanico (251 e 159 ) ed edile-legno (119 e 93). Nel 2016 le tipologie di vertenza più utilizzate sono state quelle legate al recupero crediti (589) e all’opposizione al licenziamento (150).