La nuova proprietà ha annunciato investimenti nello stabilimento di Muggiò, ma solo se riuscirà ad acquisire l'area. Intanto ha varato un piano di rilancio per il gruppo che prevede tagli del personale. Il sindacato si è opposto. E adesso si attende una proposta di mediazione da parte del ministero
Il destino della Panem è legato a un filo. Se è una robusta corda da montagna o un filo da cucito lo scopriremo solo nelle prossime settimane. Il nodo della ripresa è legato all’area sulla quale sorge l’azienda. La nuova proprietà, la Alimenti italiani che ha acquistato le attività dal Gruppo Novelli e quindi anche l’azienda di Muggiò, ha annunciato che ha intenzione di investire per rilanciare il sito, ma solo se avrà la proprietà del terreno sul quale sorge lo stabilimento. Attualmente l’area è in mano al curatore fallimentare che ha annunciato che, entro la prossima settimana, avrà i risultati della perizia tecnica e sulla base di essa organizzerà l’asta.
Nel frattempo però la famiglia Greco, proprietaria di Alimenti italiani ha presentato un piano di rilancio del Gruppo che prevede tagli per 5,7 milioni, realizzati in gran parte con tagli alle retribuzioni. Ipotesi respinta dal sindacato al quale la stessa famiglia ha presentato un altro piano che prevede, però, il licenziamento di 68 persone. Il sindacato ha opposto un altro veto. Per sbloccare lo stallo, il ministero per lo Sviluppo economico ha annunciato che a breve presenterà una propria proposta per il rilancio aziendale.
«Se si riuscirà a siglare un’intesa con la proprietà per il rilancio del gruppo – spiega Stefano Bosisio della Fai Cisl Mbl – potrebbe sbloccarsi anche la questione dell’area della Panem. Il curatore ha assicurato che, se ci sarà l’accordo, potrebbe partire una trattativa sul terreno. È un gioco a incastro. Vediamo se tutti i pezzi andranno al loro posto».
La produzione sta andando avanti fra mille difficoltà. Le cooperative che si occupano della logistica stanno scioperando perché non hanno ricevuto i pagamenti, nonostante la proprietà abbia assicurato che i versamenti sono stati fatti. Nei giorni scorsi alcuni fornitori avevano annunciato la sospensione delle forniture della farina. Minaccia poi rientrata.
«Il 22 marzo – conclude Bosisio – si terrà un coordinamento nazionale di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil. In quella sede si valuterà l’andamento della trattativa ed eventuali iniziative».