La direzione ha manifestato la sua disponibilità a stanziare 25 milioni nell'impianto di Agrate Brianza, ma chiede in cambio maggiori carichi di lavoro e maggiore flessibilità. Bosisio, Fai Cisl Mbl: «Siamo disposti ad accettare sacrifici, ma l'azienda non può chiederci troppo»
«Lo dico e lo ribadisco: vogliamo che la Star investa nel sito di Agrate Brianza. Ma non a tutti i costi». Stefano Bosisio della Fai Cisl Monza Brianza Lecco vuole essere chiaro: i lavoratori e il sindacato sono pronti a fare grande concessioni per il rilancio dell’impianto, ma l’azienda non può chiedere in cambio sacrifici eccessivi.
La direzione della Star, nell’incontro che si è tenuto oggi, venerdì 31 marzo, ha ribadito la volontà di stanziare 25 milioni di euro nella storica fabbrica brianzola. Il rinnovamento permetterebbe il rilancio della produzione e, secondo l’azienda, garantirebbe anche gli attuali livelli occupazionali. In cambio, però, Star chiede al sindacato la firma di un’intesa fortemente penalizzante. Sono due, tra gli altri, i punti controversi: la possibilità di impiegare i dipendenti che finora hanno lavorato su una sola macchina su più impianti complessi; e una flessibilità ampissima nell’impiego dei lavoratori.
«L’assemblea – continua Bosisio – ci aveva dato il mandato di firmare un accordo che potesse anche peggiorare le loro attuali condizioni. Il posto di lavoro è importante e i dipendenti sono coscienti di poter essere chiamati a fare sacrifici per mantenerlo. Ma queste condizioni sono veramente eccessive. E i lavoratori non si sentono di accettarle. Per questo motivo, ci hanno dato il mandato di non accettarle».
Il sindacato continuerà a trattare: «Abbiamo chiesto all’azienda un nuovo incontro. Speriamo che ce lo conceda e non voglia procedere unilateralmente. Sarebbe un gesto deprecabile».